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Alessio e Bonucci rispondono per le rime all’Inter

Ci sono piaciute le risposte di Alessio e Bonucci indirizzate a chi non fa altro che sottolineare solo gli errori arbitrali a favore della Juve a Catania e con l’Inter, favori peraltro ininfluenti ai fini del risultato nel secondo caso.

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Tutti, da Moratti all’ultimo dei giocatori nerazzurri di oggi e di ieri, si sono sentiti in dovere in questi giorni di regalare alla stampa perle di saggezza da puritani del pallone, piangendo e piangendo per il fuorigioco di Asamoah e l’espulsione di Lichtsteiner. E appoggiati in questo dall’elite pseudo-giornalistica italica ormai ben nota e da altri virginei mestieranti pallonari da sempre esempi di purezza e candore. Come Galliani ad esempio, che parla ancora del gol di Muntari e si schiera al fianco dei cugini prescritti contro Tagliavento. Peccato che i cugini prescritti gli abbiamo sfilato da sotto il naso un derby grazie al gol annullato a Montolivo. Quel favore arbitrale per l’Inter evidentemente non è degno di nota per i media e per lo stesso Galliani. Come il mancato rigore su Gomez a San Siro, il gol in fuorigioco di Pereira a Verona e i due gol irregolari a Bologna ad esempio. Sono proprio delle vittime del sistema quelli della banda degli onesti.

E Alessio ha fatto notare alcuni di questi episodi, oltre a ricordare giustamente la vittoria della Juve a San Siro l’anno scorso contro l’Inter nonostante il mancato rigore clamorosamente negato a Marchisio con annessa espulsione di Castellazzi. Vittoria senza strascichi polemici:

Bisogna anche saper vincere. Noi l’anno scorso, a questo punto, avremmo dovuto pensare che fosse un errore voluto quello su Marchisio, steso, falciato da Castellazzi dato che non è stato concesso né il rigore né  l’espulsione. Però è facile poi parlare sempre di arbitri, che credo vadano difesi sempre, non soltanto quando viene dato qualcosa a favore. Rimanendo all’Inter, devo pensare anche ultimamente al calcio di rigore non dato al Catania, oppure al gol di Pereira in fuorigioco. Dobbiamo pensare male allora? Credo di no. Quindi lasciamo stare gli arbitri, pensiamo che non sono sereni a mio avviso perché si parla sempre durante la settimana di polemiche. Quindi lasciamoli lavorare e tutti ne trarremo sicuramente dei benefici.

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Ancora più lapidario il commento di Bonucci, un bianconero vero, l’ultimo a mollare contro l’Inter, l’ultimo a smettere di crederci e a tentare di caricarsi i compagni sulle spalle. L’unico ad andare sotto la Sud a fine partita, con gli occhi pieni di lacrime per la sconfitta. Ecco le sue parole:

Io mi rimetto alle parole che ha detto il mister. Premesso che l’arbitro è un essere umano e quindi può sbagliare, credo che quelli italiani siano i migliori a livello europeo. Purtroppo ci sono delle persone e dei tipi di carattere: la Juventus, come società, ha uno stile, e lo ha portato avanti anche quando è stata messa all’angolo negli anni passati senza vere e proprie colpe. Non ha mai detto quello che è stato detto dalla società Inter in questi due giorni, quindi credo che il calcio sia bello perché va goduto come sport e non attraverso polemiche.

C’è chi dunque, come Moratti, preferisce fare allusioni gravissime sulla Juve e sul sistema arbitrale (con il benestare di Abete per giunta, che in questi casi fa sempre orecchie da mercante) e chi preferisce riportare i fatti semplicemente.

C’è chi ha stile e chi no, in pratica.

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