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Alla Juve arriva Conte: ora che succede?

La partita sembra finita. La corsa alla panchina bianconera è stata vinta da Antonio Conte, il Capitano che a Torino ha lasciato dolci ricordi.

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Ha battuto la concorrenza di Villas Boas (probabilmente la Juve si è accorta di non poter arrivare al tecnico del Porto) e di Mazzarri (ammesso che sia stato veramente in corsa), di Roberto Mancini (pura fantasticheria della stampa) e di tanti altri nomi.

E ora che succede?

Antonio Conte è già stato vicino alla Juve. Precisamente due anni fa, quando alla fine la spuntò Ciro Ferrara che ha dovuto pagare a carissimo prezzo l’illogicità di una conduzione dirigenziale targata J.C.Blanc. Sempre precisamente, due anni fa il colloquio con l’ormai ex A.D. bianconero francese sancì la totale rottura su programmi e pianificazione. Antonio Conte, probabilmente come già successe con Didì Deschamps, ruppe su alcune significative scelte: staff tecnico (allora non piacque Ventrone ed ex generali bianconeri che la Nuova Dirigenza mise completamente fuorigioco in virtù di Calciopoli) e mercato. Conviene perciò partire da quest’ultimo per analizzare il possibile impatto di un uomo che gode già di una totale approvazione della curva bianconera.

Due anni fa Conte mise il veto su Diego: trequartista che non è riuscito a lasciare il segno in maglia Juve e che continua in Germania a mostrare gravissime lacune tattiche e comportamentali. Ci aveva visto giusto, Antonio Conte. Chiese inoltre due esterni di ruolo, forti e di talento, per dare sfogo al suo gioco arioso, tutto forza e velocità, fantasia e potenza. Pare avesse indicato Walcott e un colpo da novanta: nulla di nulla e allora Antonio Conte salutò gentilmente. Oggi si ripropone la scena, tranne che l’interlocutore è cambiato. Ora Paratici e Marotta dovrebbero poter soddisfare le richieste del tecnico, che, per l’appunto, non sono poi molto lontane da quelle di Del Neri. Servono  esterni, alti e bassi, molto molto forti. Krasic e Pepe vanno già bene, in particolare il secondo nome garantirebbe grande flessibilità di impiego e – per conservare un po’ di coerenza critica – anche buone prestazioni. Senza contare che può andare tranquillamente in panchina senza gravare sugli equilibri dello spogliatoio. Michel Bastos, a un passo dai bianconeri raccontano dalla Francia, potrebbe giocare il doppio ruolo di terzino d’attacco o di ala sinistra. Per quanto riguarda i terzini, Conte potrebbe ancora scommettere su Paolo De Ceglie, fra i più positivi in questa maledetta stagione, ancora giovane e che Conte ha già avuto modo di visionare a Siena. Fuori Grosso e Traoré, fuori Grygera e Motta. A destra il buco più clamoroso: occorre un acquisto di grande sostanza e un suo sostituto. Sorensen si è adattato alla grande, ma francamente è impensabile insistere sul suo essere terzino d’arrembaggio. Si parla di Walcott, si parla di Robben, si parla di Ribery, ma sono fumo negli occhi dei tifosi.

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In attacco e a centrocampo Conte chiederà sicuramente dei cambiamenti. Non sono così sicuro, a questo punto, che Felipe Melo resti: a me è piaciuto, molto, ma l’ultima parola spetta a Conte. Attualmente Sissoko è tagliato fuori dalla riconferma, mentre Aquilani è un grosso punto interrogativo legato alla risposta da Liverpool. Restano in piedi le trattative per Montolivo e Pirlo? Posto che Marchisio resta il sicuro della riconferma. Mentre là davanti occorre un chiarimento: chi riscattare fra Matri e Quagliarella? Entrambi si sono meritati una maglia, con gol e prestazioni. Io terrei a sottolineare la percentuale di realizzazione di Matri rispetto alle occasioni avute. E poi ho un debole per il napoletano. La riconferma di Del Piero è romantica-politica, mentre escludo che Toni possa restare. Senza le Coppe l’attacco avrebbe bisogno quindi di un colpo da novanta. I sondaggi, ammesso che i nomi siano raggiungibili, danno in vantaggio Benzema e Aguero. Secondo me il tutto è legato alla scelta su Matri e Quagliarella: il primo dovrebbe essere promosso a bomber, l’altro a seconda punta. Se si decide di scartarne uno, ecco le caratteristiche dell’uomo da ricercare sul mercato.

In difesa ho poi un’idea: spostare Chiellini a sinistra, tenere De Ceglie, Bastos ala, e tutte le energie da riservare per un terzino destro e magari un difensore centrale di assoluta qualità, da affiancare a Bonucci e Barzagli.

Tu che ne pensi?

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