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Allarme De Ceglie: tre errori gravissimi

Peccato perché avevo scommesso forte su Paolino. Avevo pensato che questo fosse l’anno della consacrazione, e come me lo pensava Conte che infatti non aveva chiesto esterni di ruolo. Ma già l’aver avuto l’intuizione (la necessità?) di spingere Asamoah a sinistra poteva essere un campanello d’allarme. Ora l’allarme è suonato per davvero: De Ceglie, ma che combini?

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Cresciuto nella Juve, gol con debutto in Serie B con Deschamps al Lecce, ottima stagione al Siena con Conte viceallenatore, e poi il rientro a Torino fra alti e bassi (di squadra e personali). Questo è De Ceglie che a oggi rischia seriamente l’esclusione dalla rosa. Per carità, nessuna punizione ufficiale, non è nelle corde di Conte, ma certo un forte andare indietro nelle gerarchie di campo. Serve infatti tanto coraggio per rilanciarlo dopo quello che ha combinato. Ci dispiace sottolinearne gli errori, ma è bene pure analizzare le tre partite che lo hanno visto coinvolto per meglio capire lo stato di forma della Juve.

Siena-Juventus, campionato. I bianconeri più famosi dominano, strapazzano il Siena che però non crolla. Vantaggio juventino e poi ecco l’errore: De Ceglie si lascia superare alla fine del primo tempo in modo troppo facile e il suo uomo sarà l’assist-man per il gol di Calaiò. Botta psicologica incredibile per una squadra che doveva solo amministrare. Certo la Juve ha avuto il difetto di non chiuderla subito, ma riaprirla così fa male. Marchisio sistemerà tutto solo nel finale.

Nordsjaelland-Juventus, Champions League. Partita complicata con una Juve sottotono. Primo tempo che scivola via e poi ancora il dramma nella ripresa, con una Juve entrata in campo più tosta. De Ceglie appoggia in modo blando per Chiellini che è costretto a ricorrere al fallo per non far scappare l’attaccante. Punizione magica e Buffon battuto. Secondo erroraccio da parte dell’esterno che rischia di compromettere una intera qualificazione. Ci penserà Vucinic nel finale a evitare la sconfitta.

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Juventus-Bologna, campionato. La partita era finita già al minuto 20 quando la Juve ha fatto registrare numeri mostruosi nel possesso palla e nel conto dei tiri in porta. Bologna mai pericoloso. Pogba regala a Giaccherini una palla favolosa e ne beneficia Quagliarella con un gol facile facile. Minuto 70, disimpegno Juve, palla larga per De Ceglie che deve solo allontanarla vista la pressione dei rossoblu, ma dal suo piede esce fuori il migliore degli assist per Taider che si ritrova solo al limite dell’area. Taider troverà poi il jolly della sua carriera trovando l’angolo più lontano. Colpo devastante. La Juve che si stava riposando è costretta ora ad accelerare e spendere tutte le energie per ritrovare la vittoria. Ci pensa Pogba a 60 secondi dal fischio finale.

Tre partite raddrizzate, tre partite che in realtà erano già chiuse. Errori gravissimi, errori di chi non è in sintonia con la concentrazione di tutto il gruppo. Errori che hanno rischiato seriamente di provocare un danno enorme. Mettiamo che Marchisio, Vucinic e Pogba non fossero riusciti a pareggiare o vincere… che sarebbe accaduto?

A esclusione degli errori di De Ceglie non mi sento di criticare la Juve che ha avuto la partita sempre nelle proprie mani e proprio con le proprie mani (o meglio, con i piedi di De Ceglie) ha complicato la storia dei match. Crisi? Ma non scherziamo giornalacci! Vince, ma non convince? Ma non scherziamo giornalacci!

Troppo cattive le nostre critiche? Forse sì, ma siamo stati abituati bene. Se l’avversario va in gol deve essere solo per suo grande merito. Bastano già i regali che la Federazione concede ai club affiliati, dai nostri ragazzi non devono arrivare favori. E adesso… in bocca al lupo a De Ceglie: con Conte si può migliorare e recuperare in fretta, basta lavorare sodo.

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