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Allegri e Zeman: storie di ordinaria idiozia

Batoste, ancora batoste per Milan e Roma. Assolutamente in linea con quanto espresso in campo e non solo. La pochezza di contenuti di queste due società è direttamente proporzionale alla pochezza di contenuti espressa da chi le sta guidando. Due fra i tecnici più sopravvalutati in Italia, per due diversi motivi.

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Uno è stato praticamente e finalmente smascherato. Il lavoro di Allegri è finito un anno fa, quando Conte dimostrò che non poteva più bastare “palla a Ibra e pensaci tu”. Manca poco e verrà pure smascherato Zeman.

La Fiorentina ha imposto l’ennesimo stop al Milan dominando San Siro in lungo e in largo, mentre la Lazio ha vinto la partita che proprio non puoi perdere. Ai microfoni del dopo gara i due tecnici hanno farfugliato qualcosa che solo la stampa italiana poteva accettare con simile resa.

Allegri ha vomitato due concetti molto strani: la Fiorentina non ha meritato, la Fiorentina ha giocato una ottima partita. Difficile mettere assieme questi due ragionamenti, ma ad Allegri questo è concesso. Gli hanno fatto notare il livello scarso della difesa rossonera e l’assenza di una fisionomia di squadra e lui ha risposto semplicemente che “non ho notato questo oggi, forse ho visto un’altra partita“. E forse sì caro Allegri. Per l’ex tecnico di Cellino il Milan ha fatto bene, ha corso e pressato, ma è stato penalizzato dalle 3 partite in pochi giorni. Solo il Milan ha giocato tre partite in pochi giorni e forse Galliani si farà sentire. Eppure la Juve qualcosa ha dimostrato sui pochi giorni. Forse è solo questione di idee, di qualità del lavoro in panchina. Tipo: perché Bojan in panchina e Boateng in campo? Perché Pazzini fuori e Pato in campo? Perché il Milan riesce a cambiare otto moduli differenti durante la gara per finire con diciotto attaccanti e lo schema più classico “tutti all’arrembaggio e che il Cielo ci aiuti”?

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Zeman ha fatto meglio. Se l’é presa prima con l’arbitro perché a suo avviso c’era fallo prima su De Rossi e quindi il cartellino rosso sarebbe viziato da questo errore. Resta il brutto gesto di un giocatore che dovrà andare via da Zemanlandia per ritrovarsi, indipendentemente se riceve prima o dopo il fallo da Mauri. E questa è solo la prima follia di Zeman che poi attacca l’Olimpico.

Stavolta il nemico è chi gestisce il quadro elettrico dello stadio: per Zeman il calo di luce ha condizionato la gara. Primo perché l’arbitro ha scambiato una simulazione per una punizione e poi perché la poca luce ha imposto la papera del suo portiere. Anche qui chi deve fare domande accetta senza problemi questa teoria. Si vede che la Lazio giocava con occhiali speciali, di quelli che ti permettono di notte. Non vale ovviamente la teoria secondo cui questa Roma è troppo fragile e sempre piazzata male. Non vale lo scellerato cambio di Lamela, praticamente l’uomo in più dei giallorossi.

Curiosa la scelta di non commentare il primo gol di Lamela, palesemente irregolare. In quel caso forse la troppa luce ha infastidito l’arbitro?!?

Dulcis in fundo ecco il gioiello: la pioggia veniva giù solo per la Roma, a quanto pare i palleggiatori della Lazio tipo Hernanes e Ledesma giocavano con l’ombrello. Zeman si è lamentato e deve essere sfortunato: è già la seconda volta che piove mentre i suoi ragazzi sono in campo. Come avrà fatto a Bologna Conte a vincerla mentre veniva giù il diluvio è un mistero…

Resta un unico dubbio: ma perché lo chiamano maestro se questo qui potrebbe fare solo il bidello?

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