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Altri 3 saggi valuteranno l’esposto della Juve sulla revoca dello scudetto all’Inter: ecco chi sono!

Sarà un punto di svolta?

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Un altro? Un altro ancora? In realtà non ci crede nessuno, ma la vicenda è interessante. O imbarazzante, dipende qual è il vostro livello di dignità intellettuale. Di certo, sarà comunque una farsa. Un’altra ancora.

Antefatto

Il 10 maggio 2010 Jean Claude Blanc, uno e trino della Juventus Football Club, firma un esposto clamoroso. La Juve chiede, con quel documento, la revoca dello scudetto di cartone che Guido Rossi rifilò all’Inter arrivata terza in quel campionato.

Andrea Agnelli nel frattempo diventa Presidente di una società allo sbando più totale e in meno di 1 mese prova a rivoltare rosa e dirigenza. Ci riuscirà soltanto nel corso dei mesi. Ma l’esposto è cosa fatta e, anche solo per dovere di rappresentanza, deve difenderlo. Lo difende tramite conferenze stampa e dichiarazioni del tipo “attendiamo una risposta”, “aspettiamo il lavoro della federazione” e concetti analoghi. Mendicava, fra l’altro, premura e fretta.

Bene, 13 mesi dopo, anzi 14 ormai, si attende ancora una risposta da parte del SuperProcuratore Palazzi e da parte di Abete, una sorta di estroflessione di quel Carraro che da Calciopoli se la cavò con pochi euro di multa.

Da dicembre 2010 a aprile 2011 Palazzi ha lavorato sulle carte in attesa di una relazione che ancora deve essere presentata. Forse pure scritta, vista la clamorosa e sospetta lentezza del SuperProcuratore. Quali siano le carte e quali le conclusioni, con questo personaggio molto ambiguo e che sprizza fiducia anche meno di Giuda all’Ultima Cena, non lo sa nessuno, proprio nessuno! Ci si attende perciò un colpo da novanta quando finalmente vorrà pronunciarsi sull’esposto. Intanto ha chiesto la radiazione di Moggi, fermandosi de facto al 2006, come se un Processo a Napoli non sia stato fatto, come se avvocati e periti non abbiano portato alla luce un nuovo mondo di intercettazioni dalle quali emerge chiaramente la posizione poco etica e pulita della squadra del petroliere più potente del calcio italiano.

Sì perché intanto si è scoperto che l’Inter parlava con gli arbitri e intratteneva rapporti NON AMMESSI E PUNIBILI CON ESCLUSIONE DAL CAMPIONATO DI COMPETENZA con un arbitro in attività, trattava e parlava con i designatori e dirigenti federali, aveva strani rapporti con la Telecom di Tronchetti Provera e chissà ancora cosa non sappiamo!!!

Cosa c’è dentro l’esposto?

Ma l’esposto, che non tutti hanno letto, o che molti hanno letto e occultato opportunamente, dice una cosa ben più importante della semplice verifica della idoneità etica dell’Inter a ricevere uno scudetto mai realmente sfiorato in campo. L’esposto contiene un paragrafo molto molto interessante: la richiesa di parità di trattamento con tutte le società già coinvolte in Calciopoli o tenuto fuori da Calciopoli (abilmente, aggiungo io!).

In caso di accoglimento delle richieste bianconere, e non si capisce il motivo di un eventuale rigetto, la Federazione sarà costretta ad applicare un articolo previsto dal Codice di Giustizia Sportiva, ossia il Numero 39. Un numero che probabilmente è negli incubi più tremendi di Moratti e dei tifosi intertristi.

Abete sta cominciando a sentire la famosa voce del silenzio. Tredici mesi sono tanti, sono lunghi e sono vergognosi. La risposta tarda ad arrivare… dunque la Federazione ha la coscienza sporca, come disse il Nostro Presidente Andrea Agnelli. E allora ecco il colpo di genio di Abete, una persona che prima viene cacciata, meglio è per il movimento calcistico italiano.

Ancora saggi!

Nel 2006 Guido Rossi, padre padrone di una intera federazione lasciata in balia di mezzo CdA intertrista, dettaglio sfuggito ai più, varò il comitato dei saggi, tre figure importanti e altamente qualificato che espressero totale dissenso a un’azione vergognosa e molesta di questo signore che fu premiato dalla Exor con un contratto di consulenza. Pazzesco, eh!? No, semplicemente una storia italiana!

I famosi saggi! Che ora ritornano, visto che Abete, impaurito dall’esposto e dall’immobilismo di Palazzi, è deciso ad affidare un consulto a un nuovo comitato di saggi. Probabilmente tale comitato sarà composto da Moratti, da TopoGigio Paolillo, da Tronchetti, perché no?, e da qualche altro componente del CdA nerazzurro, in perfetta continuità col 2006.

Sì perché per leggere e valutare le carte emerse da Napoli occorre semplicemente un po’ di tempo libero e un po’ di coscienza morale. Dubito che i signori che comodamente trafficano la Federazione Italiana/Interista Giuoco Calcio siano dotate di coscienza morale. Perciò non capisco l’utilità di un comitato di nuovi saggi. Ma tant’é, è l’ennesimo tentativo di allungare i tempi.

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Doveva essere tutto ok per il 30 di giugno, cioè oggi, invece si andrà per il 18 di luglio, anche se l’anno non è stato specificato.

Un paio di stranezze le possiamo però già sottolineare:

  1. perché le telefonate dell’Inter sono saltate fuori soltanto nel 2010 e soltanto grazie al tremendo sforzo degli avvocati di Moggi? Perché erano state abilmente occultate da Palazzi & Soci?
  2. perché non erano state avviate indagini sull’idoneità etica dell’Inter PRIMA CHE LE FOSSE REGALATO UNO SCUDETTO NON SUO?
  3. perché Guido Rossi, a 5 anni di distanza, rifiuta di rispondere a domande legittime sul suo operato in Lega Calcio?
  4. perché Palazzi sta perdendo così tanto tempo per esaminare un materiale che ai più pare essere limpido, chiaro e molto molto semplice da capire?

L’iter dell’esposto

Cosa avverrà?

Semplicemente Palazzi trarrà le sue conclusioni presentando una accurata relazione, speriamo non priva di riferimenti, dettagli e giustificazioni nei passaggi chiave, almeno! E trarrà soprattutto le conclusioni di natura giuridica.

Successivamente sarà compito del Consiglio Federale mettere la parola fine a questa farsa. Probabilmente revocando lo scudetto all’Inter e NON ASSEGNANDOLO! Perché restituirlo alla Juve, a 5 anni di distanza, dopo la distruzione della Juve medesima… beh non voglio immaginare le mie possibili azioni.

Abete, in ogni caso, si farà un nemico: o il buon Moratti che ha minacciato di dimettersi, come un semplice buffone che getta la maschera e scende giù dal palco conscio di non aver divertito il pubblico, o il buon Andrea Agnelli che andando contro la Famiglia ha comunque portato a termine un lavoro oneroso e dovuto. Anche se questo è solo un piccolo, piccolissimo passo verso una naturale rivalsa.

Nel frattempo la Cazzetta Rosa, quella specie di comitato di leccaculo noti col termine, improprio, di giornalisti sportivi, sta cominciando la campagna pro prescrizione. Scoperto cioè l’inganno, ora tentano di insabbiare il tutto, come ampiamente fatto nel corso di questi 10 anni. Con Palombo che improvvisamente si è risvegliato da un torpore lungo 1 anno e che è tornato a scrivere ignobilmente seminando stronzate e cazzate.

Ma Abete deve una risposta: al popolo bianconero, ai tifosi di calcio (almeno quelli che credono ancora in questo sport, e non sono molti in Italia). Mentre gli intertristi stanno già pensando a come sviare i discorsi. Ma per fortuna, a fare le loro veci, ci pensa Palombo, Arturi e i malfattori-travestiti-da-giornalisti della Cazzetta dello Sporc!

Moratti si ribella

Come in una commedia riuscita male, di quella che non ti fa ridere né riflettere, Moratti ha commentato l’arrivo imminente della relazione di Palazzi e ha rilasciato queste dichiarazioni da neuro-dramma:

Non è possibile e non è giusto che ci venga tolto lo scudetto del 2006

Alcuni smemorati ricorderanno come finì quel torneo:

  • Juventus, 91 punti;
  • Milan, 88 punti;
  • Inter, 76 punti.

La Juve vinse 2-0 a Torino, con gol di Nedved su punizione e Trezeguet, e andò a vincere pure a San Siro con Ibrahimovic servito da Camoranesi e punizione magica di Del Piero. Fu lo scudetto 29, l’ultimo mai assegnato nella storia italiana. L’anno successivo venne inscenato un Torneo Aziendale sponsorizzato dalle due squadre milanesi tuttora in vigore.

Viva l’Italia dei Saggi!

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