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Amauri: se le cattiverie sono numeri e dati

Una sorta di Calimero, certo non una bella figura. Amauri alla Juve è difficilmente paragonabile ad altri attaccanti. Solo Esnaider forse gli assomiglia: 16 partite e nessun gol in bianconero. E parliamo di numeri.

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Già perché Amauri, che aveva promesso di parlare contro la Juve, proprio non riesce a mostrare personalità e continua a nascondersi dietro frasi fatte, anche banali, per nulla condivisibili.

Arrivato a Torino per la bellezza di quasi 23 milioni di euro, compreso il cartellino di Nocerino, questo attaccante è riuscito nell’impresa di farsi odiare per la totale inefficacia. Nonostante avesse (ha ancora) mezzi interessanti. La tecnica c’è, di sicuro c’è il fisico, ma nel calcio occorre avere “le palle quadrate”, soprattutto se indossi la maglia bianconera. Chiedo scusa per l’espressione, ma non c’è verso di cambiarla perché se ne sminuirebbe il significato.

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La cosa che più mi addolora è pensare che l’anno scorso la Juve decise di dare via Trezeguet per tenersi questo qua e Vincenzone Iaquinta. Imperdonabile, anche perché quello là, quel francese di sangue argentino continua a segnare in tutti i modi, mentre questo qua non ricorda più l’ultimo gol firmato in casacca bianca e nera.

A fine stagione calcistica del 2008 la brillante idea di allungargli il contratto adeguandoglielo a 3,5 milioni di euro. Mi permetto di ricordare che Vidal ne prende molti molti di meno, e perfino Alex Del Piero aveva firmato in bianco qualche mese fa.

Amauri adesso dice che su di lui sono state dette cattiverie, e io che sono crudele le ripeto queste cattiverie:

  1. otto mesi di digiuno dal gol: da febbraio 2009 a ottobre 2009. Sembrava essersi ripreso con la doppietta larga contro la Samp, ma poi si fece espellere col Napoli. La Juve perse e da lì in poi non riuscì più a sbloccarsi;
  2. sei partite di Champions League e zero reti;
  3. altri 109 giorni di assenza dal gol: tornerà a segnare poi in Europe League;
  4. la stagione 2009/2010 la chiude con all’attivo 7 gol in 40 presenze, col problema che la prima scelta in attacco era proprio lui;
  5. zero reti nella stagione con Del Neri, escludendo quelle nei preliminari di Europe League. E meno male che c’era Fabio Quagliarella…

Quali sono dunque le cattiverie? Forse i continui rifiuti per inseguire chissà quale sogno? Zavorrando le casse bianconere, intasando i posti in attacco? Causando forse la rinuncia a qualche buon colpo?

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