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Amauri si rompe. E chi se lo compra ora?

E’ la prima domanda che mi sono posto. Alla lettura dell’articolo ho subito pensato alla sua cessione a gennaio che, a mio parere, deve comunque avvenire. Sottocosto, deprezzato, minusvalenza… chiamatela come volete, ma questo qui deve andare via.

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Per di più indossa una maglia importante, prestigiosa. Indossa la numero 11 che è stata indossata da grandi giocatori. Gli ultimi nove anni l’ha avuta Pavel Nedved, uno che nella storia della Juve ha lasciato segni indelebili del suo passaggio.

Amauri si rompe, proprio quando tutto propendeva per un suo ritorno in campo. Perché finora si era visto soltanto il famoso manichino di Amauri, quello che sembra muoversi con tendenze umane, ma non certo a livello di un giocatore di calcio. Che, addirittura, vorrebbe fare l’attaccante.

Ora si rompe, con una nota del sito bianconero che non è invitante. Certo il destino pare suggerirci, con forza, con estrema forza, il prossimo obiettivo di mercato se questa Juve vuole continuare il processo di innovazione e cambiamento attuato da Andrea e Beppe.

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Amauri rotto significa pure dover spremere per un mesetto i tre moschettieri Alessandro Del Piero, Fabio Quagliarella e Vincenzo Iaquinta. I tre attaccanti della Juve hanno segnato in modo dignitoso. I numeri parlano a loro favore, e contando addirittura i minuti in campo c’è da stare felici. Soprattutto per il gioco prodotto, sempre efficace e al servizio della squadra. Una squadra che ritroverà Krasic domenica a pranzo (si gioca alle 12:30), ma che è ancora in fase di convalescenza.

Per fortuna ci sarà Traoré che dovrà ambientarsi velocemente. Chieda a Milos Krasic per suggerimenti e consigli. Ci sarà pure Sorensen che a questo punto insidia seriamente la leadership di Motta, anche in attesa di Grygera.

Ma sul mercato ci andremo. Occorre un terzino destro, appunto, finché non si farà luce e chiarezza sul futuro di Grosso. E occorre un attaccante. Torniamo quindi al punto cruciale e alla notizia del giorno.

Si dice, in Inghilterra, che Roberto Mancini abbia rotto con Adebayor. Chi è Adebayor? E’ un togolese, attaccante, uno forte fisicamente e discretamente forte tecnicamente. E’ uno che fa movimento, è uno d’area, è uno che sa il fatto suo anche se non è un bomber puro, di quelle razze pregiate alle quali apparteneva Trezeguet, tanto per fare un esempio. Si integrerebbe bene con Iaquinta e con Quagliarella, figuriamoci con Alex. Ma non credo possa garantire 20 gol a campionato. E allora?

E allora, in attesa che a giugno Andrea Agnelli sieda al tavolo con la maglia bianconera al collo di Dzeko, conviene ragionare. Che serve una punta forte fisicamente, questo è fuori di dubbio. Che serve un bomber, questo è accertato. I profili internazionali hanno una problematica non indifferente: l’alto costo del cartellino. E Marotta non può fare miracoli. O meglio, basterebbe che li ripeta. Tipo un Cassano a zero euro portato a Genova. Ecco, per esempio potrebbe ripetere l’operazione portando stavolta a Torino un certo Karim Benzema. Sarebbe follia, e forse anche idiozia, sparare nomi tipo Torres. E non mi entusiasma, nonostante il valore, Forlan (va per i 32 anni) e Maxi Lopez (una quarta scelta, non un titolare). Resta dunque da capire quali sono i seguenti fattori, passibili di modifica da qui a gennaio: quanto tempo starà fuori Amauri, qual è il margine per poterlo vendere, qual è il budget a disposizione di Marotta!

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