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Amburgo-Juventus 0-0 Passo indietro o conferme?

Il risultato non conta quando si vince né quando si perde o si pareggia. La Juve sta cercando benzina per le proprie gambe e quest’anno è stato azzeccato il piano pre-campionato. Squadre rodate, squadre avanti di preparazione. Serve questo per far girare ancora meglio le gambe e prepararsi per una stagione massacrante. I segnali che giungono dalla Germania sono incoraggianti.

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La Juve non è stata splendida, e quando mai del resto lo è stata? La Juve è sempre stata solida, rocciosa, con un carattere incredibilmente combattivo, quadrata e tenace. Tutte caratteristiche che Del Neri sta inseguendo e in parte raggiungendo. Una Juve priva delle sue migliori armi (fra condizione e giocatori che mancano all’appello) ma che mostra idee che tranquillizzano il tifoso. C’è un buon filtro del centrocampo, un ottima serie di movimenti della difesa (che al di là dei gol subiti, zero, si mostra molto attenta e ben legata agli altri reparti, cosa che l’anno scorso era mancata clamorosamente) e buoni schemi d’attacco. Manca la brillantezza, ma questa verrà acquisita nei prossimi dieci giorni. Il carico di lavoro è troppo pesante per poter mostrare rapidità e lucidità.

A ben impressionare, con una costanza piacevole, sono i soliti. Diego in cabina di regia può davvero riprendersi tutto: la Juve e il palcoscenico. E’ costantemente uno dei migliori, col suo gioco a tutto campo, fatto di dribbling e di palloni giocati con la sua solita e indiscutibile intelligenza. Ben aiutato da movimenti corali, specie queli delle fasce dove Lanzafame sta confermandosi un uomo importantissimo per l’attacco bianconero. Non è un caso che tutte la azioni vedono Diego e Lanzafame protagonisti e dai loro piedi parte sempre l’assist importante. Non è un caso che la loro uscita si traduce in una involuzione dal punto di vista del gioco della squadra tutta.  A beneficiare dei movimenti di Diego è soprattutto Sissoko che può staccarsi dal centrocampo con grande tempismo e diventare un ulteriore uomo d’attacco. Ruolo che Felipe Melo saprebbe interpretare meglio e sono proprio curioso di vederlo in azione. Al pari di Marchisio, oggi al rientro in gruppo come tutti i Nazionali.

Già, i Nazionali. Fin qui non abbiamo infatti ricordato che alla Juve di Del Neri mancavano preziose pedine come Bonucci e Chiellini, Pepe e Camoranesi (a proprosito, notizie dal futuro?), Iaquinta e Marchisio. Tutta gente destinata a giocarsi parecchie chance per una maglia da titolare. Di sicuro i centrocampisti cui si aggregherà, con un po’ di giorni di ritardo causa permesso, Felipe Melo. Da lì Del Neri farà sul serio convinto del fatto che se questa Juve mostra idee e compattezza con i giovanotti…

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Al di là dello 0-0 che poco senso ha in questo periodo di calcio, è l’atteggiamento della Juve a stupire in positivo. Almeno, a stupire rispetto allo spettacolo offerto lo scorso anno. Buona coesione di reparti e fasce molto mobili dove De Ceglie pare scrollarsi di dosso alcune paure e una timidezza non consentita se vesti il bianconero, e Motta sta prendendo confidenza con un partner di fascia che manca ancora. Troppo bloccato Martinez (sperando sia solo un problema di carico di lavoro) e assenti le alternative. Ancora, non è un caso se quando entra Pasquato la fascia destra si ravviva e cominciano a piovere palloni. Occhio al ragazzino perché promette bene e varrebbe la pena cercare un club di A disposto a scommettere su di lui. A nulla vale la Serie B, per quanto mi riguarda.

Troppo presto, ma forse giustamente, la Juve si è liberata (in comproprietà?) di Ekdal. A Bologna a farsi le ossa, è il proclama di Marotta. Ma Del Neri lo seguirà con attenzione. E’ il centrocampista che ci serve: piedi veloci e buona tecnica, buon fisico e grande tranquillità in una zona del campo dove a fare la differenza è l’intelligenza con la quale ti muovi e fai muovere il pallone. Auguri Ekdal.

Reparto d’attacco. Fa meglio chi gioca con Trezeguet, perché il francese offre tutta una serie di soluzioni interessanti per le fasce e per la seconda punta. Discorso diametralmente opposto con Amauri, ancora troppo indietro di condizione. Sarò pure testardo nel volerlo criticare, ma alzi la mano chi ha visto un dribbling di Amauri, una sponda di successo, una difesa della palla ottima, e, soprattutto, un tiro in porta del brasiliano. Questo fa la prima punta e fatica a trovare spazio per calciare contro il portiere avversario. Beppe, rifletti! Beppe, rifletti! In attesa del rientro di Iaquinta, con Trezeguet al momento inamovibile e Diego e Del Piero a giocarsi l’altra maglia da titolare, a rischiare il posto è proprio Amauri. E intendo proprio il posto nella rosa bianconera. Se Diego può realmente riscattarsi, Amauri potrebbe rappresentare una buona pedina di scambio per un giocatore.

Il mercato parla chiaro: arrivare a Dzeko è quasi impossibile. La necessità della Juve è pure chiara: serve un terzino destro, serve vendere Camoranesi e rimpiazzarlo con qualche eccezionale giocatore di fascia, serve un terzino sinistro indipendentemente dalla fine che farà Grosso (anche ieri insufficiente e indisponente nel tentare il tiro dai trenta metri: completamente fuori da ogni logica). A centrocampo mi pare invece che Sissoko abbia guadagnato seri punti di titolarità rispetto a chi ancora deve cominciare a lavorare. Indispensabile.

Sabato, altro test, altra sgambata. Contro i campioni del Lione, altra squadra rognosa e, con un tocco di umiltà, di un gradino sopra la Juventus. E’ il viatico necessario per capire, in parte, il valore di questa Juve e l’espressione delneriana dei bianconeri in campo.

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