Finito il girone d’andata. Tempo di un bilancio intermedio. A luglio, dopo l’addio di Conte, difficilmente qualcuno ipotizzava una situazione come quella attuale: primo posto, miglior attacco e miglior difesa, passaggio agli ottavi di Champions, e miglior girone di andata di Allegri rispetto a tutti gli altri allenatori negli ultimi 30 anni (al primo anno bianconero).

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Allegri: umiltà, equilibrio e varianza tattica

Proprio Max Allegri è da considerarsi come perno di questa stagione. Arrivato con grande umiltà, sotto l’attacco di fuochi incrociati, compreso quello di questo blog, per un passato e una figura non certo stimatissima, si è giocato le carte con grande attenzione e intelligenza.

Nessuno stravolgimento tattico iniziale, grande attenzione alle uscite mediatiche. Ha fatto parlare il campo, virando velocemente l’assetto tattico quando si è accorto che l’effetto Conte era svanito sulla rosa e sul campo.

Proprio la variante tattica rischia di essere la chiave di volta per una riaccensione totalizzante della macchina bianconera, che è ripartita con forza e adesso punta obiettivi importanti.

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Rosa: chi è cresciuto, chi ancora deve crescere

Vidal è venuto un po’ a mancare: colpa degli infortuni, ma anche forse di una mente corrosa dal martello Conte. Fortunatamente, resta l’unica pedina ad aver subito il trauma del cambio Conte-Allegri.

Asamoah e Barzagli sono stati bloccati dagli infortuni, mentre Tevez, Pirlo, Marchisio, Pogba e gli altri hanno semplicemente continuato verso la direzione del successo: personale e di squadra. Merito ancora una volta di Allegri che ha saputo tenere un gruppo che a sfaldarsi faceva presto, prestissimo.

Ancora molto da fare, comunque. L’inserimento di Evra è stato progressivo e lento, mentre si attendono i contributi dei nuovissimi: da Romulo a Morata. Mentre Pereyra si è già dimostrato molto utile, con la sensazione di aver trovato un gran jolly di centrocampo.

Dove possiamo arrivare

La domanda è, a un girone dalla conclusione del campionato, con la fondamentale tappa europea di febbraio, dove questa Juve può arrivare. Gli ostacoli sono dietro l’angolo e hanno la forma di:

  • una stampa pronta ad accendere qualunque forma di polemica, meglio se inutile e gratuita, nel tentativo di incidere in negativo sul gruppo bianconero;
  • attacchi violenti da avversari senza alcuna dignità: pur di attaccare la Juve, anche le peggiori bugie;
  • perdita di tensione mentale, come già accaduto a dicembre, con punti persi per strada: situazione da monitorare e prevenire quanto più possibile.
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