Menu Chiudi

Andrea Agnelli: auguri oh Mio Presidente!

Classe ’75, talento puro per il management. Figlio dell’indimenticabile Umberto Agnelli, Andrea è da oggi un 35enne di successo.

Advertisment

Vicino, vicinissimo alla Juve da sempre, perché con il papà si recava spesso agli allenamenti seguendoli da bordo campo. Amico di numerosi giocatori, ha nel DNA quell’essere juventino che è un privilegio soltanto di pochi.

Se nel ’94 Umberto Agnelli diede una svolta epocale al cammino della Juve che fu allora di Boniperti, nel 2010 quella che Juve non era decise di affidarsi ancora una volta agli Agnelli. Dopo il fallimento puro e crudo di Elkan, uno che appunto Agnelli non è non può esserlo, e di un francese che con Platini ha solo la cittadinanza in comune, il popolo bianconero chiese a gran voce un ritorno al passato. O al futuro, se volete.

A maggio del 2010 Andrea Agnelli, appena 34 anni, diventava Presidente della Juventus F.C. In pochi giorni ruppe quel progetto tanto voluto da Moratti & Co. e diede vita a un nuovo triumvirato. Andrea Agnelli, Beppe Marotta e Fabio Paratici. Nessun volo pindarico a ricordare il trio più forte al mondo e cioè Moggi-Giraudo-Bettega, ma certo una volontà di ridare alla Juve l’onore che le compete e la dignità di poter indossare con merito quei colori. E così è stato.

Sembra passato un secolo da quando TU, Andrea Agnelli, hai preso in mano le redini di una società ridotta un colabrodo. Nessun progetto tecnico, nessuno spiraglio di vita futura. Ammettiamolo: nessuno ha creduto veramente in Andrea Agnelli. A leggere i blog di quel periodo si nota una forte speranza, ma poche, pochissime e scarsissime certezze.

Advertisment

In fondo TU, Andrea Agnelli, non avevi ancora ricoperto alcun ruolo di responsabilità all’interno della Juve. Manager di successo, ottimo imprenditore, ma niente a che vedere con quello strano mondo che è il calcio. Poco tempo per risalire, per approdare finalmente alla luce, come quando sei in apnea sott’acqua, apri gli occhi e speri tanto di poter ridare ossigeno ai polmoni in difficoltà. Mi sentivo così da tifoso e ora sento di poter finalmente respirare. Respirare un po’ di Juve.

Da maggio a dicembre sono pochi mesi. Troppo pochi per avviare una rivoluzione e mettere una pezza a 4 anni di sfacelo. Completo sfacelo. C’era poco da salvare e non si poteva certo buttare tutto. Ricostruire non è mai semplice dopo le vittorie, figuriamoci dopo il macello chiamato Calciopoli e il degrado di una dirigenza inetta e incompetente, forse a questo punto prima colpevole della Farsa di cui tutti sappiamo.

Da maggio a dicembre sono però cambiate tantissime cose. Zimbelli sui giornali prima, rispettati e molto temuti adesso. Non leggo più ironia sul foglio colore rosa maiale, né leggo editoriali ai limiti della idiozia sul foglio romano. E le stesse sparate di Tuttosport sono limitate a poche edizioni. Concretezza, realismo e tanto lavoro. Sono i valori che TU, Andrea Agnelli, hai saputo riportare in società. Dentro un gruppo che pare ascoltarti così come è permesso soltanto ai grandi. Il Capo detta la linea, gli altri eseguono. E’ questa l’immagine che ho oggi della mia Juve. Pardon, della TUA Juve. Sì perché la Juve oggi è TUA. E gentilmente la regali ogni giorno a noi tifosi.

In fondo è bastato poco. Un paio di uomini competenti, su tutti Marotta e Paratici, e un allenatore caparbio, con le idee chiare e capace di lavorare sul serio. Un paio di colpi di mercato all’altezza del nome Juve, di quelli che magari ti viene il sospetto di mediocrità, ma poi li vedi in campo e dici “cavolo, quel Quagliarella è veramente forte!” o “mamma mia che Krasic!”. E il plasmare la mentalità, l’infondere nei ragazzi il significato di Juventus. Su tutti sembra aver compreso tale significato Felipe Melo.

Ecco per tutto questo volevo dirti grazie. Da tifoso, da ammiratore, da innamorato di uno stile che credevo perduto sempre. Lo stile Agnelli. Lo stile di chi la vita la sa vivere da uomo vero. Ops, stavo per dimenticare: Auguri Presidente!

Advertisment