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Andrea Agnelli mi ha ascoltato

Lasciate stare il titolone, evidentemente fazioso. Ma più volte ho invocato attraverso questo blog il suo aiuto. Paradossalmente non sono pienamente soddisfatto, ma il risveglio è stato piacevolmente sorprendente. Non mi capitava da circa quattro anni. Andrea Agnelli è Presidente della Juventus. Una Juve che comincia a riappropriarsi della propria storia e del proprio titolo. Per ora siamo ai passaggi formali, ma fra qualche settimana vedremo i giochi d’artificio. Perché Andrea Agnelli Presidente vuol dire solo una cosa: aver riconosciuto la sonora sconfitta.

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E’ stato fatto solo un piccolo passo avanti, ma resta da capire quale sia stata la spinta ultima che ha costretto El Can a mollare l’osso. Gli impegni, e altri ne verranno a sentire le indiscrezioni, industriali lo allontaneranno dal calcio e dalla Juve e non poteva fare scelta migliore che cedere le redini al cugino. Un cugino che però a molto di Juve. Prima però di descrivere Andrea è bene sottolineare quanto segue. A che condizioni Andrea ha accettato un simile ruolo? Detto diversamente: avrà reali poteri e pieni poteri sul destino bianconero? Le parole di El Can sono state “affiancherà Blanc alla guida della Juve”. Non fanno certo ben sperare. Come più volte ho sottolineato mi piacerebbe non vedere più Blanc nei panni dell’intenditore di calcio. Come ho più volte detto e ancora lo ribadisco io voglio vedere Blanc con calcolatrice alla mano e telefonino nell’altra per stringere accordi e pianificare campagne di marketing. Su quello, e bisogna essere onesti, è stupendo. Ma, per favore GianClaudio, non mettere più parola nei fatti di calcio. Non è il tuo pane. Non ne capisci nulla. E che ne sarà poi di El Can? Si occuperà esclusivamente degli affari industriali. E che tipo di convergenze ci saranno fra le holding e la Juventus? Fino a quando non avrò capito tutto ciò resto molto diffidente circa questo importante passo.

Le coincidenze poi puzzano da morire. Il processo che si riapre e che per me è già chiuso, la posizione di Moggi velocemente radiato perché “così vuole la volontà popolare”, il fallimento pressocché totale di 4 anni di gestione senza senno della squadra più formidabile del calcio italiano. Coincidenze, sì, ma troppe. Staremo a vedere. Le risposte alle mie precedenti domande arriveranno presto, prestissimo. Fra circa tre settimane.

L’arrivo di Andrea Agnelli, quello che per inciso è stato sempre vicino alla squadra, tanto che Giraudo ne ha spianato il comando se non fosse stato per l’intervento sciagurato e traditore del cugino El Can, mette a posto un po’ di tasselli andati quasi perduti nel luglio 2006. Con Andrea Agnelli Presidente torna in società Pavel Nedved, con un ruolo ancora da ricostruire. Sono vicini di casas e grandi amici, nonché grandi appassionati di golf. Giocano pure insieme a calcetto il giovedì sera. E una figura come Pavel Nedved in questa società, cioè nella sua Juve, mancava. Può fare di tutto secondo me: da personal trainer per un gruppo inspiegabilmente spompato a tornare a giocare, da allenatore delle giovanili a team manager, da ambasciatore juventino nel mondo a consulente di mercato. Sta a lui ritagliarsi il ruolo che più sente suo. Con Andrea Agnelli arriverà un grande allenatore. Troppo bello sarebbe ricostruire il gruppo Capello. Appunto, troppo bello. Così pare certo l’arrivo di Benitez che intanto ha tagliato i fondi per i propri collaboratori. La Juve non vuole cadere in mano a gente estranea al mondo bianconero e circa 10 collaboratori personali per un nuovo tecnico non sono troppi, sono semplicemente ridicoli. Questa mi pare una decisione di Bettega e io la condivido. Benitez ne porterà forse la metà: allenatore in seconda, preparatore, psicologo e tattico (quello che secondo la mitologia trascorre le nottate appresso a videocassette degli avversari). Ci sarà spazio per uno, al massimo due osservatori di mercato. Con Andrea Agnelli e la riduzione delle cariche per Blanc (terrà quella di amministratore delegato) arriverà certamente un direttore generale. Esclusa la possibilità di riavere subito Moggi tutte le strade portano a Beppe Marotta, coautore del miracolo Samp. Rischia grossissimo Alessio Secco, al quale al limite si affiderà il ruolo di portaborse di Marotta. Roberto Bettega tornerà ad occuparsi di mercato e a operare sullo sfondo. Rimarrà comunque vice d.g.

E’ questa la Juve che sta nascendo, anche se per l’ufficialità di tutto si dovranno attendere un po’ di settimane. Ma appare improbabile che, al di là di qualche nome, la Juve non provi con forza a ripartire per recuperare il terreno perduto.

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L’arrivo di Andrea Agnelli – ma non ci crederò fino a quando non vedrò carta bollata – porta con sé una deliziosa novità: la Juve si muoverà ufficialmente nel nuovo processo. O nel vecchio, o come volete chiamarlo. C’è da difendere un onore che El Can ha volutamente smarrito. C’è da difendere due scudetti su cui non grava nessuna colpa, se non quella di averli sfacciatamente dominati sul campo. C’è pure da difendere un nome calpestato e violentato da giornali e TV. Ma come si muoverà la Juve? Beh io mi appellerei all’articolo 39 e poi comincerei a sfornare carte su carte per vedere tornare indietro i due scudetti che qualcuno, Guido Rossi su tutti, ha tolto senza alcuna giustificazione. E ancora, noi abbiamo pagato e gli altri?

P.S.

Era una pista che pochi avevano battuto. Ma oggi La Stampa appare più timida che mai. Avrei tanto voluto non credere al complotto interno…

P.P.S.

Ovviamente, banale sottolinearlo, l’arrivo di Andrea Agnelli non significa che già dal prossimo anno la Juve cominci a vincere. Bisognerà ricostruire tutto, ci vorrà del tempo, ma almeno abbiamo la sicurezza di essere nelle mani giuste. Se non altro tifa e mangia Juve come il Padre!

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