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Andrea Agnelli zittisce tutti

La presentazione delle nuove maglie della Juventus, per la stagione 2012/2013, era molto attesa. Non soltanto per la curiosità di vedere il tricolore, cucito in bella vista al centro delle maglie, ma anche perchè, come annunciato un pò di tempo fa, bisognava verificare l’impatto anche visivo della scritta “30 sul campo”. In realtà la presentazione ha sancito ancora una volta il ruolo centrale del presidente Agnelli in tutte le manifestazioni bianconere.

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Ormai siamo abituati a vederlo microfono in mano, con la scena tutta per sè. Dall’inaugurazione dello Juventus Stadium, passando per la festa scudetto, fino ad arrivare a ieri, quando ha anche risposto, a differenza delle altre due situazioni, alle domande dei giornalisti. Una in particolare ha menzionato Allegri, il quale aveva parlato di scudetti della Juventus, e aveva detto che erano addirittura 31, perchè ai 30 della massima serie si aggiungeva quello del campionato cadetto. Una frecciatina che è stata subito restituita al mittente: infatti Agnelli ha chiarito che, se per la Juve gli scudetti sono 31, allora il Milan ha 2 stelle (visto che ha vinto due campionati di B). Risposta secca, ma attenuata dal fatto che Agnelli ha anche chiarito che ognuno dovrebbe guardare in casa propria: lui risponde solo per la Juventus.

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Già, guardare in casa propria: cosa che Allegri predica, ma non fa. Il suo attrito parte dal gol di Muntari, che puntualmente ricordava in ogni post-partita nelle interviste, fino a quando il Milan non ha raggiunto un buon margine di vantaggio sulla Juventus (4 punti). Schermaglie e frecciatine mai risparmiate a Conte, il quale, dopo la trasferta di Genova, quando la Juve lasciò lo stadio senza parlare, affermò di aver seguito alla lettera il consiglio del collega (chiaramente ironicamente). La rimonta della Juventus aveva di nuovo innervosito Allegri, che sino alla fine aveva detto che campionato sarebbe stato falsato se la distanza tra le due squadre fosse stata minore di quattro punti. Le sue lamentele si sono protratte fino alla fine del campionato, tant’è vero che Conte si disse stanco ed esaurito da queste inutili polemiche. Allegri come Zeman, e come Totti: parlare della Juventus rende sempre un pò di pubblicità. Invece io consiglierei al sig. Allegri di comportarsi secondo le sue massime: “A star zitti si farebbe meglio” ! Quante volte l’ha ripetuta questa frase? Ha predicato bene e razzolato male. Evidentemente ha accusato i propri errori, vedi la vicenda Pirlo: un errore gravissimo; e il fatto che, pur avendo due grandi campioni in squadra, è riuscito a non vincere niente quest’anno.

La cosa che più mi fa divertire è che Allegri ha cercato sempre di fare la persona perbene, riuscendoci poco: ha attaccato la Juve ogni volta che se ne è presentata l’occasione, fossilizzandosi sul gol di Muntari (per carità, svista madornale), ma mai sottolineando i vari aiuti che il Milan ha ricevuto (rigori inesistenti dati, rigori contro non dati). Lui che l’anno scorso, sul gol di Robihno al Chievo (viziato da un fallo di mano), commentò così: “I brasiliani hanno questo modo strano di stoppare la palla”. Come? Con le mani? Allora per questo il mani di Seedorf a Bologna era stato ritenuto regolare, ora capisco. D’altronde, al Milan hanno regole tutte particolari…

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