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Anelka: ecco come lo userà Conte

Il francese, acerrimo nemico di Domenech, non è un bomber. Lo sanno pure i sassi, senza bisogno di scomodare gli almanacchi. La stagione più prolifica è il 2008/2009 quando con la maglia del Chelsea infilò 25 reti. In carriera un gol ogni tre partite.

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Che non sia un bomber lo sanno pure a Torino, specialmente Marotta e Conte. Ma allora perché lo hanno preso? Io un’idea ce l’ho, vediamo in quanti saranno d’accordo.

In questa stagione, a parte uno sterile attacco, non ha funzionato il sistema di gioco sulle fasce. Mentre Simone Pepe brillò per tutto lo scorso anno, risolvendo parecchie rogne tattiche e tecniche, nel 2012/2013 la Juve è carente di ali e di incisività. Lichtsteiner non può reinvestarsi ala: corsa, tanto ritmo, ma la qualità è quella di un terzino fluidificante e cioè molto poco avvezzo alla richiesta di Antonio Conte. Il tecnico leccese ama giocatori estrosi, giocatori padroni di un gran dribbling, in grado cioè di garantire superiorità e tanta corsa. Lichsteiner può garantire soltanto quest’ultima e non è un caso che lo scorso anno completò prestazioni da capogiro partendo però dai quattro di difesa.

Così l’unica spiegazione all’acquisto di Anelka l’ho trovata in questa idea. Il francese probabilmente ricoprirà uno dei ruoli d’attacco, ma svolgendo più mansioni di esterno. Attaccante esterno, magari in un ipotetico 4-3-3 o nell’ormai cronico 3-5-2. Veniamo agli schemi.

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Nel primo caso Anelka sarebbe uno dei tre d’attacco e sarebbe una buona pedina. Ha infatti nei piedi il dribbling e una buona corsa da sviluppare su una delle due fasce. La capacità poi di accentrarsi e puntare la porta le dovrebbe derivare dal suo essere attaccante. Quindi una sorta di Pepe, da usare a destra o a sinistra (non so chi dei due dovrebbe sentirsi offeso).

Anelka nel 4-3-3

Anelka nel 4-3-3

Nel secondo caso Anelka si alternerebbe da prima o da seconda punta con uno degli altri attaccanti. Il francese sa giocare spalle alla porta e se si gira può velocemente avvicinare la porta avversaria. Dribbling, assist, qualche gol: ci si aspetta questo da Anelka (in realtà da chiunque fosse arrivato a Torino in questa sessione di mercato). Dipende dallo stato di forma, il francese dovrebbe garantire un po’ di fisicità in più e forse un pizzico di esperienza in più. Nel 3-5-2 la sua funzione principale sarà quella di garantire un appoggio al centrocampista o al compagno di reparto, e poi allargarsi in fase di costruzione per permettere l’inserimento da dietro, senza contare che la sua velocità sarà preziosa nei contropiede (tutti rallentati dall’eccessiva ricerca di manovra, in questo ultimo periodo).

Anelka nel 3-5-2

Anelka nel 3-5-2

La cosa più preoccupante di questa riflessione è l’uso eccessivo del condizionale (che di per sé pone un grossissimo punto interrogativo a quest’operazione di mercato).

P.S.

Lo dico adesso, prima di rispondere a un’altra valanga di email di protesta e di messaggi twitter: qualora Conte lo tenga a riposo per più di una settimana… preparatevi a un mio articolo molto pesante. L’idiozia di ripetizioni tattiche e di attesa prima di buttare in campo Anelka sarebbe pari a quella di non aver accontentato Drogba con 3 milioni di euro per 6 mesi.

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