Menu Chiudi

Antonio, addestra per bene i soldatini

Titolo emblematico. Fossi in curva mi inventerei uno striscione di questo tipo. Il ricordo è ancora vivo, benché trovai abbastanza divertente l’uscita rosicona di Cassano.

Advertisment

Ricordate anche voi? La dichiarazione di Cassano che spiegando i motivi del suo “no” alla Juve disse “lì preferiscono i soldatini”. Complicato capire fin dove abbia ragionato Cassano e da quale punto in poi l’istinto abbia avuto il sopravvento prendendo possesso delle corde vocali. Resta il fatto: coi soldatini si vince.

Si vincono le battaglie e si vincono le guerre. Pensate al “soldatino” per eccellenza, tale Angelo Di Livio. Solo 3 gol in 186 presenze, ma sarebbe fin troppo banale sottolineare l’importanza del primo numero. In quella Juve di Lippi, Angelo Di Livio era un perno fondamentale. Quindo di centrocampo, quarto di centrocampo, ala, perfino quinto di difesa quando in un periodo storico particolare Lippi schierava Lombardo su una fascia e Di Livio sull’altra.

Advertisment

Soldatino è colui che sa rispondere benissimo alle chiamate dei generali, e Antonio Conte è un generale. Un sergente, un colonnello, un capitano, un quello-che-volete-voi. Soldatino è uno di quelli che ascolta un compito e lo esegue. E nel calcio, nel calcio ragionato, nel calcio programmato, questo è fondamentale. Talmente fondamentale che Conte ci ha stravinto uno scudetto e adesso sta lottando per obiettivi importanti.

Conte coi soldatini ha distrutto un campionato contro ogni tipo di previsione. Senza nessun pallone d’oro in campo (chiediamo scusa a Del Piero, Buffon, Pirlo che il pallone d’oro ce l’hanno incorporato), solo con soldatini perfettamente addestrati e perfettamente adatti ad ascoltare i compiti e le lezioni di Antonio Conte.

La domanda sorge spontanea: qual é il problema?

Advertisment