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Anvedi come segna Nando (Llorente)

Descritto come uno dei tanti parametri zero che non lasceranno il segno, proclamato bidone già a settembre dalla lucida e oggettiva critica sportiva italiana, oggi Llorente è una delle frecce più importanti nell’arco di Antonio Conte.

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Testate, spizzate, sportellate, anche qualche assist. Fernando Llorente pesa, eccome se pesa.

Nell’economia di gioco di Antonio Conte è una di quelle pedine a cui non si può rinunciare. L’attaccante che mancava al 3-5-2, l’uomo forte e grosso che ci risolve parecchi problemi.

Llorente nello schema tattico

L’attaccante spagnolo, nello schema tattico bianconero, garantisce tutte le giocate che nessun altro attaccante possiede. La Juve riesce ora a sfruttare le palle alte, quelle a scavalcare il centrocampo avversario, potendole giocare con grande efficacia. Perché Nando protegge, la prende e la smista al centrocampista più vicino o allarga la manovra chiamando in causa l’ala.

Più raramente riesce a combinare con Tevez, ma quando i due si innescano a vicenda son dolori. Anche se negli ultimi tempi i due cominciano a dialogare sullo stretto per liberarsi al tiro o cercare lo scarico al centrocampista d’appoggio.

Di più. Per la prima volta riusciamo a sfruttare l’enorme volume di gioco che la Juve produce sulle fasce laterali. Cominciano a diventare importanti gli assist nati sui cross delle ali. Ieri l’ultimo, con Lichtsteiner che ha affondato sulla destra e Llorente che ha risolto con la solita testata terminata in rete.

I numeri di Llorente nella Juve

Ingresso un po’ a rilento, ma da un po’ è già insostituibile. Fisico da granatiere che ha rallentato la sopportazione del lavoro richiesto da Conte, un anno di inattività che ne hanno rallentato l’adattamento ai duri allenamenti bianconeri.

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Sono 26 le presenze di Fernando Llorente in maglia juventina, condite da 11 reti totali. 9 in campionato, 2 in Champions.

154 minuti fra una rete e un’altra, per oltre 1600 minuti giocati. Non male, vista la media degli attaccanti negli ultimi anni. Tanto per dirne una: furono 29 le reti di Trezeguet nel 2005/2006, in 47 partite, con una media di 118 minuti fra un gol e un altro. Altri tempi e altra Juve, diversi profili di attaccante, ma la strada è giusta.

Llorente è prezioso pure in fase di assist. Sono già 4 i passaggi decisivi.

Mentre è quasi un talismano la sua rete. Se segna, la Juve vince. Tranne una volta. Ieri. Almeno in campionato.

Cosa servirebbe adesso?

Llorente è un giocatore molto diverso da Trezeguet. Meno rapinatore, più costruttore e lottatore. Ciò significa che serve tanto gioco di manovra per farlo rendere da protagonista.

Difende molto bene la palla e di testa le prende quasi tutte. La Juve ne beneficia già per scavalcare il centrocampo e trovare la sua spizzata che solitamente fa partire Tevez o il centrocampista a supporto. Mentre coi piedi distende bene la manovra, anche se a livello tecnico dovrebbe sensibilmente migliorare.

I cross dal fondo sono il suo pane. Lichtsteiner ha già firmato parecchi assist, mentre da sinistra arrivano molto pochi cross utili. E’ qui che Marotta deve intervenire.

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