Questo blog è nato per dare sfogo a due passioni: scrittura e calcio, in particolare Juventus. Facendo il verso ai giornali che ogni giorno popolano le edicole, specie quelli sportivi. Ma da qualche mese è diventato sempre più difficile tenere viva la passione, quella vera.

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La maggiore delle colpe va ricercata nella scarsissima professionalità di chi scrittura e calcio li pratica per mestiere. L’incapacità di tenere a freno le pulsioni da tifoso stanno condizionando pesantemente l’immagine pubblica di molti giornalisti. Evitiamo qui di fare i nomi, anche se sono i soliti, purtroppo tristemente conosciuti.

L’era dei social ha messo a nudo ciò che francamente sospettavamo, ma oggi ne abbiamo ampia certezza proprio per leggerezza di questi personaggi che si palesano in tutta la loro mediocrità. Solo che questa mediocrità fa il paio con “pericolosità”. Non capiscono che la loro funzione pubblica di racconto penetra nelle menti perverse di chi sereno non lo è: ultras, capi-ultras, la peggio razza di tifosi e cioè quelli che amano – chissà perché poi – la violenza applicata a una specie di tifo che con la passione e lo sport non c’entrano nulla.

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L’era dei social ha messo a nudo anche sporchi giochi di cui sospettavamo, ma adesso ne abbiamo certezza. “Giustizia sperimentale” l’ha chiamata il Presidente Agnelli, a cui si aggiunge una frangia di pseudo-politici pagati coi soldi nostri che poi scopri essere assenteisti e molto mediocri. Il che giustifica il degrado generale di questo paese.

Una parte di questo Paese, fortunatamente anche la più consistente, gradirebbe però tornare a parlare di calcio, di passione, col cuore e con la testa. Sfottò certo, il sale del tifo, ma certamente non questo genere insulso di polemiche e vergognosi scandali artatamente costruiti.

Povero calcio italiano.

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