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Appello ai tifosi: Io ho fiducia in Beppe Marotta

E’ uno dei dirigenti più stimati, frutto del grande lavoro compiuto a Genova sponda Samp. Il culmine proprio nel campionato appena terminato: quarto posto, davanti a Napoli, Palermo e Juventus. Ma non solo: un settore giovanile rivitalizzato e tanti colpi fra i quali ricordiamo Pazzini e Cassano (esempio altissimo di acquisto-gratuito e resa-massima).

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Dal primo giugno 2010 è al lavoro per la Juve (probabilmente, ufficiosamente anche prima di questa data). Sull’ultimo numero di Hurrà Juventus una sua intervista mi ha colpito. Non è certamente Luciano Moggi e non lo sarà mai, ma ha un fascino diverso eppure intrigante. Le sue interviste in TV le ricordo caratterizzate da calma e tempi per elaborare una risposta chiara, precisa e misurata. Ecco, a questa Juve serve proprio questo: attendere 10 secondi prima di aprire bocca. Ma alla Juve serve soprattutto la sua competenza. Nell’intervista potrete leggere diverse cosette su Beppe Marotta, i punti preferiti dal sottoscritto sono i seguenti (in corsivo il mio personalissimo commento):

  • «Un dirigente sportivo deve gestire un budget e conciliare esigenze di bilancio con i risultati.» [Mai come oggi alla Juve serve capire come meglio spendere quei pochi spiccioli rimasti. Fu la forza della Triade: acquisti mirati, niente pazzie, rivendite da capogiro tipo Zidane per 160 miliardi, Inzaghi 80 miliardi e lo stesso Henry comprato a 20 e ceduto a 32, per non parlare di Vieri venduto a 34 miliardi];
  • «Il mio stile è semplice: devi dare motivazioni a tutte le componenti della società.» [Serve soprattutto questo: motivazioni, scuotere un gruppo troppo fragile e caricare a mille i giovani e i vecchi, i nuovi e i veterani. Buon lavoro];
  • «Il mercato è la parte finale di un lavoro che deve essere fatto durante l’anno: si parte dalla valutazione delle risorse che si hanno a disposizione e poi si va a puntellare la squadra in base alle lacune o alle esigenze che vengono evidenziate dal rendimento della stagione. [...] Richiede preparazione e programmazione.» [Praticamente l'inno alla critica per la gestione senza senso della Juve post-Calciopoli. Della rosa attuale c'è abbastanza da conservare, ma c'è pure molto da cambiare. I fattori evidenziabili sono l'età, la convinzione di vestire il bianconero, la voglia di lottare per la Juve, il valore assoluto in chiave Juve].

Per finire mi preme sottolineare il seguente ragionamento. Fin qui, escluso l’anno di B, i tifosi bianconeri hanno alternato la voglia di crederci a un crudo realismo. Guardare in faccia la realtà e sognare (desiderio di sognare, almeno) è esercizio complesso, specie alla luce di quella farsa colossale e vergognosa del 2006. I dati di fatto però sono innegabili e gli errori commessi talmente palesi che la rabbia del tifoso non poteva più placarsi né essere placata. Ecco come si spiega la confusione totale che regna sovrana nei cervelli bianconeri. Al bar come in ufficio, a casa come a scuola trovare due persone che la pensano alla stessa maniera sul modo di far rinascere la Juve è praticamente impossibile. Ciò la dice lunga, a mio avviso, sul grado di difficoltà che attende Marotta, Andrea Agnelli e Del Neri. I soldi sono relativi, davvero poco influenti, mai come quest’anno.

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Alla rosa bianconera e a tutto l’ambiente serve una forte scossa. Serve far rinascere e riaccendere i tratti caratteristici della Juve: la voglia di lottare, il non mollare mai, quell’essere cazzuti che ci ha contraddistinto in tutto il mondo e che ha quasi sempre marcato una differenza decisiva con le avversarie.

Per fare ciò occorre ottimismo, prima ancora che grande e oculato lavoro da parte dei dirigenti. Serve ottimismo e la voglia di crederci. Ecco perché invito qualunque tifoso a mettere da parte, solo per un attimo (dovesse durare un anno!), la rabbia e la delusione cocente di questi quattro anni e di trasferire a Marotta e Soci tutta la nostra fiducia, la voglia e la rabbia che abbiamo di rinascere, di tornare a essere la Vera Juve.

Io ho fiducia in Marotta… me lo ripeto ogni mattina e ogni sera, sfiorando il ridicolo e il blasfemo, ma sono pure contento di crederci. Ne ho anche un po’ di bisogno perché ho rischiato seriamente di spegnere TV, giornali e il tifo per la Juve. Buon lavoro Direttore, sono con te!

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