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Atalanta – Juventus 0 – 3 / Ci avete provato, pazienza!

Ci hanno provato. In molti modi. Pazienza, è andata male per loro, ma noi stiamo scoprendo nuove dimensioni di dominio.

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Colantuono prepara la gara per la battaglia immediata, alzando gli esterni per costringere Lichtsteiner ed Evra a restare bassi, piazzando Boakye su Marchisio e Denis a insidiare Bonucci. Tattica che riesce bene nei primi minuti, ma che poi crolla.

La pazienza è la virtù dei forti? Se è vero, questa Juve è davvero molto forte. Non va in crisi, non si scompone, anzi sembra assecondare l’avversario nel suo impeto, resta accorta, bassa bel primo tempo, ma poi si scuote e la partita di fatto termina lì.

Marchisio frenato, così Allegri abbassa Tevez, vera prima innovazione tattica del tecnico bianconero. L’argentino, anima infernale di questa Juve, è una sorta di regista a tutto campo: pressa, scatta, suggerisce, tira. Mai visto uno così per prepotenza tecnica, voglia e ferocia. Vederlo giocare è uno spettacolo impareggiabile. Ed è proprio Tevez il protagonista attorno a cui ruotano tutte le azioni della gara.

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Nei primi 45 minuti la sensazione è quella di una Juve poco lucida, forse stanca. Riesce molto meno rispetto alle precedenti partite, si sbagliano una quantità di passaggi (anche facili) sorprendenti, e in avanti si spreca molto. Che succede, viene da chiedersi? Nulla di preoccupante, risponde Tevez con una zampata che porta avanti la Juve.

Il secondo tempo mostra una Juve più determinata. Forse qualcuno si è fatto sentire negli spogliatoi. Chiuderla e chiuderla subito. Ed è qui l’ennesima svolta. Rigore molto dubbio causato da Chiellini: intervento scomposto, ma lo prende? Parata di Buffon e 30 secondi dopo il possibile pareggio, ecco la zampata di Tevez. Ancora lui. Col sesto gol in cinque gare. Se continua così, stamperà sulle maglie tutti gli stati africani a cui dedicare i prossimi gol.

Buffon e Tevez, e poi Pogba e e Pereyra e Morata. Quattro nomi su tutti per identificare la nuova vecchia Juve, con voglie nuove, con idee nuove, con forze nuove. Classe mista a talento, forza mista a sicurezza (vedi le giocate di Pogba, anche eccessivamente sul velluto talvolta), e poi i nuovi arrivati.

Pereyra sostituisce Vidal e serve l’assist per lo spagnolo che finalmente trova la rete. La panchina, lo ripeteremo a lungo, è di gran lunga superiore a quella dello scorso anno. E Allegri dovrà solo gestire bene i cambi e i titolari. Problemi di abbondanza. Che vuol dire opportunità.

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