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Atletico Madrid – Juventus 1 – 0 / Serve ancora tanto in Europa

Scarsa personalità, gioco sterile, nessuna cattiveria sotto porta. E anche la disattenzione che ha impattato gravemente sulla percentuale di passaggi riusciti. Si riassume così la seconda giornata di Champions bianconera, con la caduta, per certi versi anche immeritata, contro i vice campioni d’Europa.

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Non una bella partita. Né da parte juventina né da parte madridista. Gioco duro da parte di Simeone (la gestione dei cartellini gialli è stata alquanto curiosa, ieri sera), solito anestetizzante possesso palla di Allegri che però stavolta non dà i frutti sperati in zona offensiva.

Ed è qui il primo rimprovero verso Max Allegri: il non aver letto correttamente la partita, con cambi che non hanno generato l’effetto sperato, oltre che tardivi. E una delle disattenzioni difensive, nell’unico tiro in porta madridista, ha fissato il risultato sulla sconfitta. Era la classica partita da 0-0 scialbo, ma in Europa gli errori si pagano.

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Probabilmente, abbiamo anche pagato il poco coraggio, come ben detto da Buffon a fine partita.

A questo aggiungiamo la nostra preoccupazione dello stress da stesso 11 iniziale: Vidal nervoso e impreciso, Tevez scarico, Llorente che non segna e non punge, Evra meno efficace di Asamoah, Pogba poco incisivo. Serve una scossa, l’anno scorso fu la Fiorentina a darcela, speriamo che quest’anno sia stato proprio l’Atletico Madrid.

Girone praticamente azzerato, ma bisogna interrogarsi sulle alternative al 3-5-2 e a una migliore gestione dei cambi.

Allegri in realtà si trova un altro problema: eccessivo egoismo delle punte bianconere, partendo proprio da Tevez. Non smarriamo il senso di squadra e di gruppo. E attendiamo con felicità il ritorno di Pirlo.

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