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Auguri Capitano, tra realtà e mito

Ho rivisto e riscritto questo articolo circa 3 volte. Troppo corto e banale il primo, troppo lungo e pieno zeppo di numeri e record il secondo, mentre il terzo aveva un sapore di ultimo saluto. Ma così non è. Questo è il diciottesimo anno che offriamo i nostri auguri al Capitano dei Capitani e da una decina d’anni dovrebbe essere l’ultimo augurio in maglia bianconera. La realtà è diversa.

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La realtà descrive un giocatore formidabile, fra i più attivi in zona gol e fra i più brillanti dal punto di vista fisico. Perché la professionalità paga e la passione non conosce limiti. Perché l’amore per lo sport in Del Piero ha il sopravvento sulle logiche umane. Perché il talento non è andato sprecato, anzi accresciuto in qualità e – se permettete – in quantità. Proprio in un tempo in cui le nuove leve sembrano aver smarrito il concetto di umiltà e sacrificio, lavoro e dedizione.

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In giro per l’Europa ce lo invidiano. I vari Giggs e Scholes, Raul e Inzaghi sono in prepensionamento ormai da un po’ di anni. Figure e comparse, spiccioli di stagione per far felici gli innamorati di un passato che, appunto, è passato. Qui a Torino è diverso. Ci si aggrappa ad Alex per ogni cosa e abbiamo campato sulle sue prodezze e sui suoi gol. E continuiamo a farlo e non è un peso. Negli ultimi anni è stato capocannoniere in B e poi in A, ha segnato tanto e dappertutto, ha ricevuto standing ovation in ogni campo dove ha messo piede, ha sfornato una serie impressionante di punizioni e gol capolavoro, ha messo la firma sui finali di stagione e anche in questa è il protagonista assoluto. Presenze su presenze, giocate su giocate, gettoni su gettoni. Il più presente, alla faccia di chi dice che oggi i ragazzi soffrono lo stress e non riescono ad allenarsi bene. Alla faccia di ventenni alla prese con dolori e traumi, con stanchezza e fiato corto. A 36 anni è uno dei migliori, con le gambe che girano anche meglio rispetto ai primi anni 2000, quelli post-infortunio. Ha ancora voglia ed è un esempio conclamato.

Juve e non solo. Amore per la maglia azzurra come mai si era visto negli ultimi 30 anni. Quando la gente si nascondeva e rifiutava le cosidette partite minori (leggi Vieri) Alex ha sempre messo davanti a tutto la Nazionale, offrendo quello che poteva offrire, che non è stato poco.

Sono  dunque 36 gli anni e infiniti i record circa presenze e gol. Inutile aggiornare i dati perché di domenica in domenica si deve rimettere mano alle cifre. Allora buon compleanno Capitano. Lunga vita a te e alla tua classe immensa. Tanto domenica ti rivedrò in campo. Anzi, già mercoledì sera. Con quella fascia che ti appartiene più di ogni altra cosa, a rappresentare un marchio, una storia, un concetto di calcio e un modo di intendere lo sport e la vita che lascia tristezza dentro, mista a una felicità immensa: ho avuto la fortuna di crescere con Del Piero, vederlo in TV, apprezzare le sue giocate e le sue parole, le conferenze stampa. E non è ancora finita. Non può finire qui. Al prossimo anno, in attesa di capire quando la storia avrà fine e inizierà finalmente il mito.

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