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Autore: Eugenio Salvatori

Juventus: una partita trappola

Lunedì la Juventus affronterà la Roma degli “americani” allo Stadio Olimpico.

Una Roma incerottata e in piena crisi, sia di gioco che di risultati, che si vedrà costretta a schierare De Rossi centrale di difesa per ovviare alle tante assenze. Tornerà Francesco Totti nel ruolo di trequartista e la coppia d’attacco sarà formata sembra dal giovane Lamela e dal “rissoso” Osvaldo. Al contrario la Juventus, a parte l’assenza di Vucinic, sarà al completo e si presenterà all’Olimpico imbattuta e prima in classifica.

A un primo frettoloso esame della partita si potrebbe dedurre che per la squadra di Antonio Conte si presenterà lunedì sera un compito abbastanza facilitato e relativamente semplice, ma noi non siamo assolutamente d’accordo con questa tesi, anzi. Temiamo fortemente quest’incontro per tante ragioni, ci fa paura la voglia di rivalsa della squadra di Luis Enrique, ci fa paura il fatto che la Juventus porti enormi e incredibili stimoli in chi l’affronta, soprattutto se l’avversario di turno sono i giallorossi capitolini. Ci fa riflettere il fatto che Totti finora non sia mai andato a segno in questa prima parte del campionato e che mediti uno scherzetto all’amico Del Piero. E poi ci fa meditare la disperazione di chi si trova con l’acqua alla gola e ha una ghiotta occasione a portata di mano per allontanare dubbi e crisi, cioè quella di disputare una grande partita contro la capolista del campionato, che tra l’altro porta il nome dell’odiata Juventus.

Per questi e altri motivi non ci fidiamo assolutamente della trasferta di Roma, ma altresì confidiamo nell’esperienza di Conte nel saper indottrinare i propri giocatori e far capire chiaramente loro le difficoltà e trabocchetti a cui andranno incontro nell’affrontare un avversario del genere lunedì sera.

Niente paura, siamo la Juve!

Siamo alla quasi vigilia di una delle partite che costituiscono il ciclo di ferro della Juventus.

La Lazio di Mister Reja aspetta a pie’ fermo la truppa bianconera, convinta ora più che mai di potersela giocare alla pari.

E’ l’ennesimo esame di maturità che la squadra di Antonio Conte da Lecce dovrà superare, consapevole però che poi l’attendono altre due partite complicate ed insidiosissime. Insomma vedremo se la Juventus avrà recuperato nel suo dna quelle caratteristiche che l’hanno sempre contraddistinta, e cioè l’indomabilità e il carattere vincente.

Potremo vedere se questa potrà essere finalmente la stagione della definitiva rinascita o se il lavoro è ancora ben lungi dall’essere completato. Indubbiamente quello che abbiamo visto fin qui ci è piaciuto in larga parte, se si trascurano appunto certi passaggi a vuoto che hanno causato la perdita di punti in classifica davvero importanti, che potrebbero pesare e non poco alla fine delle ostilità, ma adesso è vietato pensarci, rimuginarci troppo su, molto meglio concentrarsi sulle prossime avversarie da affrontare, vivendo giorno per giorno, settimana per settimana, con la consapevolezza di dover affrontare ogni partita da qui alla chiusura del campionato, come fosse una finale di Champions.

La Lazio è avversario tosto e pericoloso, nelle sue fila sembra essere quasi certa la presenza di Klose, giocatore fin qui determinante per le sorti della compagine romana, un’avversario da tenere sotto stretto controllo,continuo e asfissiante. Ma la Lazio non è solo Klose, c’è anche Cisse che se giocherà come noi crediamo, sarà animato da una rabbia pericolosa dopo le tante critiche piovutegli addosso causa il suo inizio di stagione non proprio brillante.

Per dirla tutta una partita tutta da godere e da soffrire. Lo snodo fondamentale della stagione molto probabilmente inizia adesso, guai a farsi trovare impreparati, Conte questo lo sa benissimo, speriamo che anche i suoi giocatori se ne rendano conto.

EUGENIO SALVATORI
Fondatore e coordinatore di PersempreJuve Alta Fedelta’
Collaboratore di AnimaJuve.it
Collaboratore di IoJuventino.net

Non parliamo di ridicolo…

Massimo Moratti parla di ridicolo riferendosi alla richiesta di danni da parte della Juventus, rivolta alla F.I.G.C. e alla sua società. Ma bravo, complimenti, il “signor” Moratti ha perso un’altra bella occasione per stare zitto, l’ennesima occasione. Abete e Moratti farebbero meglio a farsi un serio esame di coscienza (sempre che ne abbiano una, evidentemente) e a domanda specifica sul tema Farsopoli” cercare di non mostrarsi cosi’ sprezzanti ed offensivi, e ci riferiamo in modo particolare al presidente della seconda squadra di Milano.

Farebbero bene invece a starsene in silenzio per non far montare ancora di più la marea di indignazione che pervade 14 milioni di tifosi presi bellamente per i fondelli, e ci piace pensare che oltre quei 14 milioni di tifosi, ci sia anche qualcun’altro, non di parte, ma che abbia sufficientemente buon senso per unirsi allo sdegno provocato da questo impicciaccio brutto che risponde al nome di Farsopoli.

Il signor Moratti dice che non gli passa neanche per l’anticamera del cervello di riconsegnare lo scudetto assegnatogli dal suo compagno di merende Guido Rossi nel 2006. Noi rispondiamo che si dovrebbe soltanto vergognare di avere in bacheca un simile “trofeo” e se fosse una persona con un minimo di dignità (purissima utopia lo sappiamo), non solo lo riconsegnerebbe, ma rinuncerebbe anche alla prescrizione per dimostrare a tutti la sua correttezza sportiva.

Ma naturalmente non sapendo neanche di cosa si sta parlando quando si cita la “correttezza sportiva” è impossibile sperare in un simil gesto da parte sua e della sua combriccola di intrallazzatori. Non sperino grazie a queste dichiarazioni a dir poco patetiche di passare per le “vittime” della situazione, perchè oramai tutto quello che è venuto fuori dal processo di Napoli, grazie a Luciano Moggi, non lascia scampo alcuno agli ex onesti del calcio italiano.

Solo grazie a chi ha interessi importanti a mescolare le carte in tavola, solo grazie a quelli che Moratti e compagnia la stanno per il momento facendo franca, ma a noi piace un certo proverbio cinese dove si fa riferimento all’arte della pazienza e ad una riva di un fiume…

Calciopoli: ma che razza di giustizia è?

Ma che razza di giustizia e’ quella che e’ andata in scena ieri sera intorno alle ore 20 a Napoli?

Forse chi scrive è un’inguaribile ingenuo, oppure un’emerito coglione, non so, decidete voi, ma stavolta ci avevo davvero creduto che finalmente la giustizia VERA avrebbe trionfato.

Sfido chiunque dopo la mole di lavoro fatto e le molte prove portate in dibattimento da Luciano Moggi e dal suo team della difesa. Sì, stavolta mi son detto “finalmente ci siamo, la verità è venuta quasi del tutto a galla e non si potrà chiudere gli occhi e tapparsi la bocca di fronte all’evidenza dei fatti”.

Ma evidentemente sono un’emerito coglione davvero, perchè le cose sono andate come mai avrei immaginato che andassero. E’ dura continuare ad avere fiducia in una giustizia che compie simili aberrazioni, è dura continuare a fidarsi di una giustizia che fa marcire in galera un povero disoccupato, che si trasforma in un rubagalline per portare un tozzo di pane con cui sfamare i propri figli, mentre assistiamo quotidianamente a dei pluriomicida rimessi in libertà dopo aver scontato solo qualche anno della loro pena.

Sì, è dura davvero continuare a vivere in questo paese di pulcinella, voltagabbana, mischia-carte e collusi ai poteri forti. Ieri a Napoli non si decideva certo il destino di un presunto omicida, ma comunque sul piatto della bilancia c’era la credibilità, l’amore e il rispetto per la giustizia, quella con la G maiuscola. Bene, ieri sera abbiamo perso un po’ tutti, anche quelli che alla lettura della sentenza si saranno fatti grasse risate, hanno perso anche loro sì, perchè lo tengano bene a mente, la ruota anche se gira al contrario, prima o poi gira al contrario per tutti, in questo mondo sottosopra. Ieri sera la giustizia alle ore 20 e 03 ha cessato di respirare, forse definitivamente agli occhi di 14 milioni di persone, e questo puo’ portare a delle conseguenze a dir poco nefaste. AMEN

ABETE VATTENE !

Adesso veramente si sta’ passando ogni limite e ragionevolezza. In questo momento che si sta’ scrivendo questo articolo non si sa’ ancora quale sara’ il verdetto del processo di Napoli, ma si sanno le dichiarazioni che il signor Abete ha rilasciato ancor prima del pronunciamento della Casoria. Le riporto fedelmente : ” “La posizione della Federazione è di grande rispetto per le decisioni che saranno assunte dal Tribunale di Napoli. Tuttavia siamo di fronte ad una situazione ‘in progress’: questo di Napoli è infatti il primo grado di giudizio, che poi avrà un seguito. E in parallelo c’è già una sentenza pronunciata in relazione della richiesta di rito abbreviato di alcuni dirigenti, che a metà novembre vedrà l’appello”. Queste le parole di questo individuo che sta’ passando davvero tutti i limiti. In caso di piena assoluzione di Luciano Moggi, cosa crede il signor Abete di continuare a prenderci sistematicamente per il culo ? Cosa spera di ottenere con queste dichiarazioni deliranti e supponenti ? Se qualcuno avesse ancora avuto dei dubbi sulla correttezza della Federcalcio, e in particolar modo del suo Presidente, adesso e’, servito. Questo personaggio non e’ piu’ difendibile ne possiamo continuare a sopportare le sue cazzate che guarda caso sono tutte volte a recare danni solo verso una parte specifica, indovinate voi quale ! Il signor Abete si sarebbe dovuto dimettere gia’ da tempo, ma non solo questo pensiero non gli e’ passato nemmeno per l’anticamera del cervello, ma continua a arroccarsi su una posizione che sempre di piu’ lo inchioda alle sue responsabilita’ . Ci siamo veramenti rotti le palle di lui e di tutti quelli che lui spalleggia in modo cosi’ sfacciato ed irritante. Si dimetta al piu’ presto e ci renda la vita piu’ sopportabile anche solo con il fatto di non vedere piu’ la sua faccia ne’ in tv e ne in nessun’altro organo informativo.

Napoli-Juventus: come giudicare?

Come giudicare il rinvio della partita Napoli-Juventus ?

E’ da ieri pomeriggio che ci facciamo questa domanda, e sinceramente non riusciamo a dare una risposta definitiva a questo quesito.

Proviamo ad analizzare tutte le varie possibilità che hanno portato a questa decisione tanto controversa.

La tesi che ho sposato fin da subito è che nonostante tutto si prova a concedere la buona fede a chi ha deciso di rinviare la partita. I fatti di Genova e non solo, le immagini terribili della furia della natura che ha così duramente colpito la città ligure scorrono in continuazione su tutte le tv e sicuramente hanno influito sulla decisione di sospendere la partita. La paura di poter vedere verificarsi a Napoli, anche se in misura comunque minore, il dramma avvenuto in Liguria, ha senza dubbio fatto scattare con molto anticipo un’allerta che poi si è verificata non essere giustificata fortunatamente dai fatti. Insomma è valso il detto “prevenire è meglio che curare”.

Però esiste un però: le modalità e l’iter che hanno portato a questa decisione non sono stati a nostro avviso dei più azzeccati. Il fatto che la Juve non sia stata per nulla fatta partecipe di tale decisione e che il d.g. Marotta sia venuto a conoscenza da SKY che la partita Napoli-Juventus era stata rinviata, sembra davvero una cosa fuori dal mondo, senza contare che la stessa federcalcio era completamente all’oscuro sulla decisione presa, e questo se permettete ci sembra ancora più strano, visto che è la F.I.G.C. ad organizzare il massimo torneo italiano.

La paura ha fatto si che si stravolgesse tutto l’iter regolamentare che porta a decisioni di questo tipo? Può sicuramente darsi, ma rimane il fatto che a Napoli ieri, nel primo pomeriggio, fosse presente il sole e questo unito allo stato del terreno di gioco in condizioni più che accettabili ha fatto sorgere più di qualche, diciamo, illazione su tutta questa vicenda.

Napoli voleva questa partita, diversi tifosi intervistati dalle tv hanno testimoniato questo, mentre la tifoseria bianconera è’ inviperita contro chi si è assunto l’onere di impedire che le due squadre si affrontassero. Viene fuori il solito pasticcio all’italiana dove non si fa nulla per evitare che i cattivi pensieri aleggino costantemente sopra le nostre teste.

Vedi Napoli e poi…

“Vedi napoli e poi muori” usa dire il detto, ma noi speriamo che per la juventus questo modo di dire non abbia a verificarsi.

Infatti domenica sera la compagine bianconera dovrà affrontare l’ennesimo esame di maturità di questo inizio stagione, e per quanto ci riguarda noi lo consideriamo assolutamente il più pericoloso e gravoso.

Nelle ultime stagioni la Juventus ha sempre raccolto poco allo stadio San Paolo di Napoli, addirittura nell’ultima occasione che la Vecchia Signora si è esibita da quelle parti ha rimediato una solenne batosta, uscendo sconfitta per 3 a 0 con tripletta di Cavani.

Stavolta la Juve targata Antonio Conte si presenta a questo appuntamento da prima in classifica, con un cammino finora che possiamo considerare buono e che sarebbe stato da dieci e lode se non fosse stato per quei sei punti persi malamente per strada con Bologna, Chievo e Genoa. Provate ad immaginare la classifica oggi, con quei maledetti sei punti in più.

Ma rinvangare sul recente passato adesso può servire solo a cercare di non ricommettere gli stessi sbagli in futuro, per il resto tornare a rimuginare su quelle strane partite non serve certo a restituire quei punti persi. Adesso più che mai bisogna dimostrare una volta in più che la truppa bianconera sta avviandosi a tornare ad essere la squadra che è stata per innumerevoli anni, cioè la più forte.

Ecco perchè diventa così importante la partita di Napoli: uscire dallo stadio di fuorigrotta con una prestazione convincente, bella, importante e magari condita dai tre punti sarebbe il massimo, perchè il Napoli é la squadra che almeno noi temiamo di più negli scontri diretti e specialmente quelli giocati a casa loro. Quindi forza ragazzi, stupiteci ancora una volta, poi ci sarà tempo per pensare agli altri esami a venire.

Lettera aperta a Andrea Agnelli

Caro Presidente Andrea Agnelli,

appena saputo del suo annuncio nel quale dice chiaramente che questa sara’ l’ultima stagione di Del Piero alla Juventus, mi è venuta spontanea l’idea e il bisogno di scriverle queste poche righe.

Vede Presidente, io ho sempre pensato che Alex Del Piero facesse parte di quella
ristrettissima schiera di giocatori che non avrebbe mai abbandonato i colori
bianconeri, se pur rendendomi conto del passare del tempo e delle esigenze
della societa’ di ringiovanire la rosa, ma lo stesso l’idea che un giorno Alex
avesse potuto svestire definitivamente quella maglietta a strisce bianco e nere
non riusciva ad entrarmi nella testa e soprattutto nel cuore.

Vede Presidente, sono 46 anni che io sono schiavo in un certo senso di questi colori e di questa fede, e mi creda di giocatori ne ho visti passare tanti, arrivare alla juve e poi un giorno andarsene, e non parlo di nomi qualunque, ma mi riferisco a Dino Zoff che è sempre stato uno dei miei idoli, parlo di Gaetano Scirea che è sempre nel mio cuore, ricordo Beppe Furino guerriero indomito, monsieur Platini, Zizou Zidane, ma ne potrei citare a decine, tutti alla fine se ne sono andati, chi ha cambiato ahimè club e chi invece ha definitivamente appeso le scarpette al chiodo.

Ma adesso che lei ha fatto capire a chiare lettere che la prossima stagione Alex Del Piero, in arte Pinturicchio, non farà più parte della Juventus, che non lo vedrò più in ritiro, non ammirerò più i suoi colpi di magia in campo, non lo vedrò piu’ scendere sul rettangolo di gioco in qualità di capitano a scambiare i gagliardetti con l’avversario di turno, beh mi creda io provo una sensazione già di grande nostalgia e tristezza.

Vorrei chiederle Presidente un favore: ci lasci Alex almeno per un’altra stagione, ci
lasci ancora sognare con le sue punizioni, i suoi gol, perché vede dentro di
me sono convinto che a lui, Del Piero, di lasciare la Juve a fine stagione non
va assolutamente e continuerebbe ancora con l’entusiasmo che lo ha sempre
contraddistinto in tutti questi anni. Alex può ancora essere importante per la
causa juventina, anche a mezzo servizio se vogliamo. Ma alla fine di tutto la
verità è che abbiamo più bisogno noi tifosi, di Del Piero, che Del Piero
della Juventus.

Ci pensi Presidente, perchè le bandiere non si devono mai togliere dal pennone dal quale sventolano, ma devono librarsi in alto, sempre e comunque.
Con sincera stima e affetto,

Eugenio Salvatori

Lettera aperta a Massimo Moratti

 

Signor Moratti,

questa mia missiva e’ rivolta a lei, e sinceramente spero che io sappia esporre abbastanza sinteticamente tutta la mia assolutamente non nascosta mancanza di stima nei suoi confronti.

 

Lei si meraviglia dell’esposto che la societa’ Juventus ha fatto pervenire alle sedi competenti, e io mi domando in tutta la mia disarmante ingenuita’, come puo’ alla fine meravigliarsene? Ma soprattutto come puo’ giudicare e liquidare in due battute l’importanza e le giuste motivazioni che hanno spinto la societa’ bianconera ad intraprendere questo passo?

Lei e chi l’affianca sa benissimo che Andrea Agnelli stà combattendo una giusta e sacrosanta battaglia al fine di avere quello che spetterebbe a tutti in un paese e in un mondo civile, e cioè la garanzia sulla parità di trattamento da parte della giustizia qualunque essa sia, e a qualunque latitudine risieda.

 

Altresì, caro Moratti, Lei sa benissimo che la juventus per causa della pagliacciata del 2006 a cui lei non è estraneo, anzi è parte rivelantissima in causa, ha dovuto rinunciare ai palcoscenici che sono stati sempre suoi per diritti sportivi acquisiti sul campo e certamente non a tavolino, mentre la squadra di cui lei è presidente, quei palcoscenici in questi sei lunghissimi anni li ha calcati pur non avendo il diritto di farlo!

Adesso ci sembra, come minimo, doveroso che per lei, insieme a tutti i suoi collaboratori, inizi un periodo di vacche magre, e nello stesso tempo di un giusto risarcimento del maltolto, e sapendo benissimo che lei non ammetterà mai le sue ormai evidentissime colpe, abbia almeno la dignità di non ergersi allo status di giusto fra i giusti, perchè, mi creda, a questa favoletta ormai non crede più nessuno!

 

Con disistima,

Eugenio Salvatori

Essere o non essere…

Siamo giunti a un’appuntamento importante per la nuova Juve di Antonio Conte.

Allo Juventus Stadium il Milan ci dira’ con un po’ piu’ di esattezza di che pasta e’ fatta la squadra bianconera. Si perche’ finora le squadre che hanno opposto il loro potenziale a quello dalla Vecchia Signora, non sono certo da primi posti in classifica, anzi!

Adesso contro la squadra campione d’Italia in carica, il gruppo allenato da Mister Conte dovra’ dare una prima risposta importante, una risposta significativa e persuasiva, su quello che la Juve vorra’ fare da grande, e cioe’ se accontentarsi di recitare una parte di secondo piano in questo campionato, oppure dare corpo alle piu’ che legittime aspirazioni dei tifosi, di vedere finalmente la Juve nei posti che gli competono per diritto cioe’ lassu’ in vetta, davanti a tutti.

Adesso dire che e’ gia’ arrivato il momento di riassaporare il dolce gusto della vittoria, forse e’ un po’ troppo azzardato, ma a questi giocatori su chiede che almeno si resti agganciati fino alla fine alle prime posizioni, e naturalmente che si centri l’ obbiettivo irrinunciabile che equivale alla qualificazione in champions.

Per fare questo bisognera’ sudare sangue e dimostrare tanta cattiveria agonistica, ma soprattutto bisognera’ crederci, sempre, anche nei momenti piu’ difficili, e ascoltare conte, uno che di vittorie se ne intende e conosce a menadito lo spirito Juve , quello vero.

La Juve parte ad handicap, perche’ con un reparto arretrato come quello attuale non si puo’ aspirare a traguardi un tempo normali per la societa’ piu’ scudettata d’italia, ma ormai piangere sul latte versato non serve piu’, si deve andare avanti con quello che si ha a disposizione e sperare nei tanto agognati rinforzi del mercato di gennaio.

Tornando al match, noi a dire il vero crediamo che domenica sera sara’ durissima per la Juve, ma proprio perche’ durissima, vincere rivestirebbe un’importanza significativa, non tanto perche’ superando il Milan, i bianconeri diventerebbero di colpo la squadra da battere, ma soprattutto perche’ la vittoria darebbe una spinta importante al lavoro che conte sta portando avanti da questa estate, e darebbe ai giocatori stessi piu’ consapevolezza nei loro mezzi.

Nessuno adesso sa’ con certezza dove questa Juve potra’ arrivare, ma se ce lo domanderete domenica sera alle ore 22 e 30 , forse potremmo essere piu’ precisi nel dare una risposta.