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Autore: fabio (pagina 1 di 3)

Dal Bernabeu allo Stanford Bridge

Gran bella città Madrid. E’ una settimana che sono qui e ne sono davvero entusiasta. Martedì poi si respirava un’atmosfera molto particolare. Per le strade si sentivano canti cori e si vedevano maglie azzurre del City dappertutto. La stupenda Plaza Mayor era tutta colorata di azzurro e gli inglesi seppur coloriti come sempre erano uno spettacolo da vedersi.

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Passeggio un po’ per le vie del centro in attesa di recarmi la sera al Bernabeu quando davanti a me mi accorgo che in giacca e cravatta c’era un viso troppo noto per non poter essere lui. “El buitre” gli dico e lui subito si gira verso me. Stupisce la disponibilità e la semplicità con la quale Emilio Butragueno si ferma con me, scambia due chiacchiere e si fa una foto. Beh,non poteva iniziare meglio la due giorni di Cahampions.

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Il Santiago Bernabeu mette i brividi, il Real balbetta, ma alla fine supera in rimonta un City eterno incompiuto che ha fior di campioni in campo ma non in panchina, nelle vesti di chi li allena. Bella partita comunque, emozionante, ma mai come lo sarà quella che mi aspetta il giorno dopo. E finalmente ci siamo, devo cercarmi un pub dove poterla vedere, chissà quanti inglesi ci saranno. Eccolo, l’ho trovato, me lo aspettavo del resto, ma non mi aspettavo in quel pub di trovare una colonia bianconera a Madrid. Non sono solo allora, uno juventino non potrà mai essere solo perché la vecchia signora è dovunque.

Inizia la musica della Champions, iniziano i brividi, io e i miei nuovi amici bianconeri siamo pronti! Dalla magia del Bernabeu la sera prima alla suggestione dello Stamford Bridge poi, anche se solo in un Pub. Partiti, la telecronaca in inglese, e te ne accorgi subito. No, non siamo sulla Rai né su SKY soprattutto non siamo su Mediaset !Il telecronista parla di Pirlo definendolo”Genius”, di Buffon come migliore al mondo nel suo ruolo, parla di una Juventus fortissima che ha vinto il suo campionato in maniera incredibile senza perdere un match. Eh sì, non siamo in Italia e si vede. La partita è dura, la Juve gioca bene, ma alcuni uomini sono un po’ sottotono. Il Chelsea sfrutta le occasioni, un uno due micidiale che avrebbe steso chiunque! Chiunque, ma non la Juve! Arturo Vidal riapre, Fabio Quagliarella trasforma quel pub in uno stadio bianconero! Mi abbraccio con il mio compagno bianconero di turno, non lo conosco, ma che importa, siamo tutti uniti da un’unica maglia: il sogno è iniziato ,ora dovrà proseguire!

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Vittime o colpevoli?

La famosa triade Giraudo-Moggi-Bettega ha rappresentato il team di dirigenti più preparati del calcio moderno, e non a caso Umberto Agnelli li aveva messi al timone della Juventus non solo per far ritornare la Vecchia Signora a quelle vittorie che mancavano ormai da dieci anni, ma anche e soprattutto perchè nel momento in cui suo figlio ne avesse assunto la guida, avrebbe consentito ad Andrea di poterla gestire con tranquillità. Dopo la morte di Umberto Giraudo inizia a preparare il terreno per l’ingresso di Andrea, perchè avere un Agnelli al vertice della società è importante: Andrea ha il cognome della casa, è tifoso della Juve, ha fatto ottimi studi, ed è la persona giusta per dare continuità alla dinastia che ha sempre legato il proprio nome a quello della Juve.

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Le prime mosse di Giraudo sono caute perchè sa che l’ascesa del giovane rampollo di casa Agnelli potrebbe provocare non poche invidie nel ramo della famiglia,q uindi programma insieme a Moggi il suo inserimento graduale nelle società fino ad assumerne ruoli fondamentali nel 2006.

La figura di Andrea così può crescere moltissimo grazie alla Juventus e grazie alla oculata gestione di Giraudo e Moggi capaci di gestire la squadra senza chiedere nulla agli azionisti Fiat garantendo così ad Andrea di poter avere tutti i meriti pronti a fargli da scudo in caso di avversità.

Una Juve così, vincente, porterà insomma il giovane Agnelli a diventare simbolo di successo e idolo di tutta la tifoseria Juventina, un’idea perfetta che purtroppo a qualcuno non piace, qualcuno che naviga internamente che come la intuisce inizia a muoversi per ostacolarla.

La morte di Umberto crea il vuoto, e tanti tasselli ora all’interno della società sono da riempire.

La decisione era stata già presa, bisognava portare avanti il nome di John Elkan, puntare su di lui, e qualunque ostacolo si fosse presentato sulla via di questo progetto, qualunque, doveva essere abbattuto senza scrupoli.

L’entrata in scena di Andrea, un Agnelli, può diventare dunque un ostacolo al progetto, anche se si tratta solo di calcio, ma siamo sicuri che poi sarebbe solo calcio? Bisogna impedire dunque che la popolarità che la Juventus potrebbe dare ad Andrea lo proietti anche verso ruoli importanti in ambito Fiat, facendolo diventare un potenziale concorrente di John per l’ascesa al trono. Bisogna quindi eliminare i due uomini che hanno pensato ad Andrea come uomo Juve-Fiat per bloccarne l’ascesa: Giraudo e Moggi.

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Ma come fare? Il modo c’è ,ed è qui che entrano in scena una miriade di personaggi che saranno attori protagonisti e non di una delle farse più grandi che il nostro paese abbia mai visto: il PM Giuseppe Guariniello di Torino, il presidente della Federcalcio Franco Carraro, il presidente della Lega Calcio Adriano Galliani, il presidente dell’Inter Massimo Moratti, il direttore generale nerazzurro Giacinto Facchetti, Marco Tronchetti Provera e il “Tiger team” di spionaggio telefonico di Telecom (Tavaroli, Cipriani, Ghioni), il professor Guido Rossi. Ancora: l’ex Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Saverio Borrelli nelle sue nuove vesti di Capo dell’Ufficio Indagini della Federcalcio, Luca di Montezemolo, Franzo Grande Stevens, l’avvocato Cesare Zaccone di Torino, i direttori di almeno quattro grandi giornali. E chi più ne ha più ne metta.

Per impedire ad Andrea Agnelli di salire ai vertici della Juve e per per fare fuori Giraudo e Moggi, occorre inevitabilmente fare del male alla stessa Juventus, male inevitabile, necessario e calcolato del quale non si può fare a meno.

L’origine di “Calciopoli” dove può mai ricercarsi? Partiamo da molto dietro, quando il dottor Guariniello decide di continuare a tenere sotto controllo i telefoni di Moggi e Giraudo al termine dell’inchiesta sul presunto uso di sostanze vietate da parte di alcuni calciatori juventini.

Il processo si è concluso positivamente per la Juventus, ma il dottor Guariniello tiene aperta un’altra branca di quella inchiesta e dispone nuovi controlli e attività investigative. Da quelle nuove intercettazioni non emerge nulla di penalmente rilevante, ma il PM decide di trasmettere quelle intercettazioni alla Federazione Gioco Calcio affinché verifichi se da quelle carte emergevano violazioni ai regolamenti sportivi.

Franco Carraro, presidente della FIGC, ovviamente non trova nulla di rilevante in quelle intercettazioni e decide di metterle da parte per un po’ di tempo fino poi a tirarle fuori all’improvviso! Perchè tutto ciò? Ed ecco che accade di tutto. I giornali che diventano i giuduci, i processi sportivi, l’assurda richiesta del legale della Juventus di condannare la squadra alla serie B, la rinuncia della stessa società a fare ricorso al TAR senza richiedere migliori condizioni (come l’annullamento della retrocessione, accettando una forte penalizzazione, come Milan e Fiorentina).

La vendita di calciatori come Ibrahimovic e Vieira a una diretta concorrente come l’Inter a un prezzo irrisorio, accompagnato dai ringraziamenti dei dirigenti juventini come raccontato da Moggi nel suo libro, gli scudetti tolti a tavolino e assegnati all’Inter proprio da un suo ex consigliere di amministrazione (Guido Rossi). L’assunzione dello stesso Rossi nel gruppo Fiat con una consulenza di molti milioni di euro.

E ancora il mancato coinvolgimento legale nella vicenda di Franzo Grande Stevens, che era il presidente di quella Juventus, il salvataggio del Milan e della Fiorentina dalla serie B (segno evidente che si voleva colpire solo la Juve) per non parlare della scoperta di molte manipolazioni nelle intercettazioni, l’operazione-spionaggio condotta da una società che faceva capo a un altro dirigente proprio dell’Inter, il patteggiamento della Juventus anche se la giustizia sportiva non ha scoperto alcun reato, un processo, a Napoli, che non approda a nulla. Tutto senza muovere un dito, tutto perché bisognava fare fuori Girando e Moggi. Ma chi voleva farli fuori?

Fate caso, cari miei, che strana coincidenza nel momento in cui John Elkan diventa presidente Fiat lascia il timone della Juventus ad Andrea. A obiettivo raggiunto ora il giovane Agnelli non rappresenta più alcun pericolo. Nel frattempo i ”nemici” ci hanno preso gusto e nel momento in cui la Juventus ritorna a vincere ecco che ci troviamo di fronte ad una nuova caccia alle streghe bianconere. C’è davvero da riflettere su chi o cosa abbia innescato tutto questo nel 2006, i colpevoli… o le vittime?

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L’invincibile armata

Quanto manca a questa Juve per tornare ad essere lo squadrone invincibile che metteva paura a tutti,in Italia ,in Europa e nel Mondo e riprendere quindi quel discorso bruscamente interrotto nel 2006?

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Beh, analizzando l’ultima settimana si può dire che siamo davvero vicini. Già nella partita si supercoppa in quel di Pechino si era capito che i bianconeri erano una spanna sopra gli avversari, nonostante la nostra preparazione fosse ancora in fase di pieno rodaggio, a differenza dei nostri avversari che avevano puntato la loro proprio per arrivare al match nelle migliori condizioni possibili, consapevoli del fatto che quella poteva essere l’unica occasione quest’anno di poter alzare un trofeo.

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Al Berlusconi abbiamo assistito ad una prova di forza schiacciante, a prescindere da chi fosse schierato in campo, che ci ha dato la conferma che la Juventus sta tornando ad essere quella di una volta, un’armata invincibile capace di fare gioco, intimorire gli avversari e farli sentire avviliti, proprio come col Milan quando a un certo punto i nostri hanno tirato i remi in barca per non infierire su un avversario annichilito.

Una Juventus nella quale si mettono in luce i nuovi arrivati: Asamoah che sembra giocare con noi da anni, già perfettamente integrato, la piacevolissima sorpresa Pogba che tanto sorpresa poi non è, tanto che ne avevo previsto l’immediato inserimento in prima squadra in tempi non sopetti, e cosi e’ stato. Ancora in fase di rodaggio Lucio, ma sono sicuro che anche lui darà il suo contributo. Insomma la Juve si muove e lo fa bene, lo farà anche per quanto riguarda l’acquisto della punta che manca, che sia Llorente o Dzeko o Jovetic, sarà comunque una scelta del nostro vero top player, quell’Antonio Conte che sta costruendo pian piano una macchina di nuovo invincibile, prova tangibile di ciò il fatto che si sono mossi di nuovo un bel po’ di tribunali per cercare di fermarci di nuovo. Questa volta pero’ non basteranno, così come non basteranno persone come Zeman o Mazzarri a fermarci. Il “napoletano” già ha avuto modo di capirlo, ora avanti il prossimo, ce n’é per tutti.

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Il paradosso Bonucci

Analizziamo uno dei tanti paradossi che stiamo vedendo da sei anni a questa parte: Bonucci e il calcio scommesse.

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Il suo grande accusatore, Andrea Masiello, ex bianconero difensore del Bari ai tempi del fattaccio. Masiello viene sentito dalla Procura di Bari due volte. Nel primo interrogatorio racconta che un titolare di un’agenzia di scommesse di Bari lo avrebbe contattato chiedendogli se poteva impegnarsi a fare in modo che la partita Udinese-Bari finisse con molti gol. Nel secondo interrogatorio Masiello precisa che dopo la richiesta di questo signore si era attivato nei giorni precedenti la partita contattando suoi compagni di squadra negli spogliatoi di Bari,tra i quali c’era anche Bonucci, riportando quanto detto anche alla procura di Cremona.

De Tullio, questo l’uomo che contattò presumibilmente Masiello, sentito a Bari, fa dichiarazioni divergenti rispetto a lui.Dichiara che prima di quella partita due amici di Masiello si erano presentati da lui per realizzare una puntata su quella partita, Giacobbe e Carella, a cui avrebbe consegnato in seguito la vincita. In un secondo interrogatorio dichiara invece che i soldi della vincita li avrebbe consegnati direttamente a Masiello. De Tullio in pratica smentisce Masiello sul fatto che sia stato lui a chiedergli di combinare la gara. Giacobbe, uno dei due scommettitori, viene sentito dalla Procura di Bari e riferisce che Masiello gli aveva detto che Udinese-Bari sarebbe finita in parità: 2-2. Giocò quindi per sicurezza sul pareggio e non sul risultato esatto. Ma prima di scommettere chiese conferma a Masiello, il quale gli riferì che erano in 9 del Bari ad essere d’accordo e questa confessione venne fatta da Masiello a Giacobbe nel bagno dell’aeroporto.

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Sembra chiaro quindi che la decisione di provare a taroccare Udinese-Bari venne presa da Masiello alcuni giorni prima della partita. Masiello ai PM di Bari e di Cremona afferma di aver contattato Bonucci, insieme ad altri nei giorni precedenti la partita. Bonucci, sentito a Bari smentisce Masiello affermando che la settimana precedente Udinese-Bari era stato in ritiro con la Nazionale ed era rientrato a Bari la sera di mercoledì, giovedì era rimasto a casa a riposo e si era presentato all’allenamento del venerdì pomeriggio. Il sabato poi erano partiti in aereo alla volta di Udine. Era quindi impossibile che Masiello lo avesse contattato nei giorni precedenti la partita, non trovandosi egli a Bari per l’impegno con la Nazionale. La Procura di Bari ha creduto a Bonucci e non lo ha rinviato a giudizio lo scorso 22 giugno, quando ha invece rinviato a giudizio Masiello, Carella e Giacobbe per associazione a delinquere e frode sportiva.

Ma se la vicenda penale di Bonucci era destinata all’archiviazione, la vicenda sportiva diventava invece una questione del tutto differente, guarda caso. La Procura federale, ricevute le carte dalla Procura di Bari, sente Masiello che modifica completamente le sue dichiarazioni rispetto alle tre precedenti. Dichiara infatti a Palazzi che Bonucci non era presente quella settimana a Bari e che si era aggregato in ritiro e venne contattato durante il tragitto dall’aeroporto di Udine all’albergo. Una nuova versione quindi che Masiello ricorda dopo essere stato rinviato a giudizio a Bari dopo aver preso visione di tutte le carte processuali, e che viene riferita solo a Palazzi e mai ai Pm che lo hanno interrogato in precedenza. Ma l’aver contattato Bonucci negli spogliatoi di Bari nei giorni precedenti o averlo avvicinato sul pullman che dall’aeroporto di Udine portava la squadra in albergo è una differenza che per il buon Palazzi ha davvero poco conto.

Masiello riferì che erano in 9 del Bari ad essere partecipi e che la partita sarebbe finita 2-2, prima di contattare Bonucci, secondo la versione fatta a Palazzi. Ci sono invece dichiarazioni di altri testimoni che asseriscono che né Bonucci né Ranocchia risultavano aver mai partecipato a taroccamenti. Ma il metodo della Procura federale come al solito lascia basiti e francamenmte non riesco a trovare nessuna affidabilità sull’operato di Palazzi. Bonucci viene tirato in ballo da una nuova versione che viene ricordata dal pentito di turno solo davanti a Palazzi, che rivede le precedenti dichiarazioni fatte ai PM, e la stessa cosa è successa a Conte con Carobbio.

Che credibiltà dà tutto questo al nostro paese? Masiello per quella partita incriminata avrebbe ricevuto 8000 euro da dividere con altri otto compagni. Chi per una fumata di sigarette si sarebbe giocato la carriera? Io purtroppo non riesco a darmi risposte a domande che ormai nel nostro circuito viziato sono all’ordine del giorno, e spero sempre più che il popolo bianconero, quello vero, finalmente possa far sentire non la sua voce, ma la sua rabbia!

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Giuseppe Narducci, chi era costui?

Dal 1986 Giuseppe Narducci è magistrato ed ha sempre svolto il suo lavoro a Napoli come Pubblico Ministero occupandosi, prevalentemente, di indagini sulla criminalità organizzata camorristica, anche sul versante dei rapporti collusivi con settori della politica, delle istituzioni e della economia.

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Ma professionalmente, il più grande successo per questo PM è stato senza dubbio Calciopoli, un qualcosa per l’uomo del Triplete e del “piaccia o non piaccia” di a dir poco esaltante: un’esperienza straordinaria, di quelle che capitano una sola volta nella vita, e lui l’ha sfruttata al meglio, avendo così avuto l’opportunità di conoscere in modo compiuto il mondo del calcio. Il nostro mondo del calcio, e di farsi conoscere dal mondo del calcio e osannare dal popolo antiJuventino.

Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti”questo lo slogan di questo strano personaggio che ha portato avanti per tutta la durata del processo farsa. Narducci, sempre nell’aula partenopea, ha poi successivamente raddrizzato il tiro, dichiarando che probabilmente “qualcosa è sfuggito”, lasciando così intendere che non tutto il materiale a disposizione è stato consultato.

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Sicuramente lo avrà inquietato sapere poi che anche il signor Moratti telefonava,insieme a tanti altri degni compari, e non solo “quelle persone”, che peraltro ora abbiamo appreso, dalle parole di Tavaroli, essere state spiate e intercettate proprio su input del signor Moratti.

Segue quindi una vera e propria fuga da Calciopoli da parte del nostro amato PM per andarsi ad accasare nella Giunta del nuovo sindaco di Napoli Luigi De Magistris come assessore alla sicurezza.Ma l’idillio dura poco,i due litigano e “Giggino” il giorno dopo le dimissioni del suo assessore dirà: ”Non ci ho dormito stanotte, sono profondamente ferito e umanamente colpito come quando nelle famiglie si viene traditi. Io probabilmente ho avuto torto, lui è stato l’unico assessore che io non ho mai criticato, anche quando ha sbagliato”.

Un grande uomo, non c’è che dire, tanto più che durante il suo nuovo incarico ecco che decide di ritornare alla ribalta con la pubblicazione di un libro sul vecchio amore che lo ha portatao alla gloria ed alla fama. Calciopoli, nel quale racconta la sua verità fatta di menzogne e illogicità con tanto di benedizione di un altro grande personaggio che ne cura addirittura la prefazione, ovvero Marco Travaglio. Ora vorrebbe tornare a fare il sostituto procuratore, se non nella sua Napoli, almeno a Salerno e Campobasso, ma ha incassato il «no» della Terza Commissione del Csm. A questo punto è probabile che Narducci passerà l’estate fuori dagli uffici giudiziari, visto che la settimana in corso è l’ultima di lavoro del Csm, che riprenderà la sua attività a settembre.

Che sia questo un segnale che l’Italia si sta svegliando? Io penso proprio di no, il cammino è ancora troppo lungo per arrivare a quel giorno in cui personaggi come questo signore li si possa leggere e vedere solo sui libri di barzellette…

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Che bel paese l’Italia: la storia dell’Inter (e delle altre), quella vera

Che bel paese l’Italia, chi gli trovò questo soprannome doveva essere davvero un genio. Il paese della dolce vita, delle belle donne, degli scandali, dei Berlusconi, dei Moratti, il paese dove tutto viene fatto alla luce del sole e dove se cerchi la verità ti basta aprire un giornale e sei sicuro di star leggendo il Vangelo.

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La vera storia dell’Inter

Quel paese dove “Se tu vinci ti pedino e ti intercetto“, e visto che il pallone è il mio o mi fai vincere o me ne vado e non si gioca più. Ed ecco che così se mi rendo conto di essere totalmente un incapace dai denti gialli e indecifrabili, inizio a riempire vasetti di merda e a spalmarla ovunque facendo credere che il mio avversario è il più disonesto che mai si sia visto in circolazione, metto il mio vestito da Superman, spazzo via i mie nemici e divento il più forte di tutti!

Eh sì, ora senza la Kriptonite bianconera sono davvero il più forte di tutti, il più forte e il più onesto! Il più onesto? Andiamo un pò a vedere che ci racconta la storia passata e recente allora mio caro SuperMan:

  • furto del primo scudetto nel 1910 (Pro Vercelli costretta dall’Inter a giocare coi bambini, in un ineguagliato esempio di totale mancanza di sportività);
  • salvezza comprata nel 1922, dopo una retrocessione sul campo;
  • record assoluti nella storia dei campionati sia a 16 che a 18 squadre di rigori a favore nell’arco di un campionato (dati ufficiali): 99 PARTITE CONSECUTIVE SENZA AVERE UN RIGORE CONTRO!
  • tentativo di rubare uno scudetto alterando le provette di urina del Bologna (nel 1964). Erano gli anni in cui, secondo quanto riferiscono tutti gli addetti ai lavori dell’epoca, Angelo Moratti regalava orologi d’oro agli arbitri;
  • tentativo di rubare un mondiale per club juniores schierando giocatori più anziani del consentito: vinsero il torneo, ma furono scoperti. La Fifa ordinò di restituire il trofeo, cosa che avvenne tra gli sbeffeggiamenti generali e l’indignazione dell’opinione pubblica e della Fifa per il comportamento della dirigenza mafiosa interista (anni ’80);
  • qualificazione in Coppa Campioni grazie alla famosa finta lattina di Moenchengladbach. L’inter, sconfitta sul campo 7-1, consegnò una lattina tirata fuori dal nulla all’arbitro e disse che aveva colpito Boninsegna. In sede di giudizio, il potere politico dell’inter, nettamente superiore a quello del provinciale Borussia, spinse i vertici Uefa a disporre l’incredibile ripetizione dell’incontro. Anni più tardi gli stessi interisti protagonisti della vicenda ammisero di avre truccato le carte;
  • passaporto e patente di Recoba falsificati. L’Inter schiera illegalmente, per ben un campionato e mezzo (1999/2000 e 2000/01), Alvaro Recoba come comunitario, sfruttando un passaporto italiano poi risultato completamente falso e mai emesso da nessuna Questura;
  • plusvalenze e bilanci taroccati, con buchi di milioni di euro, ma l’ Inter comunque si iscrive ai campionati regolamente come se non fosse successo nulla;
  • lo scandalo Farsopoli con l’Inter in primo piano con le intercettazioni della TELECOM il cui propretario era Tronchetti Provera DIRIGENTE DELL’ INTER, in seguito un’ ex dirigente dell’Inter Guido Rossi viene nominato presidente della FIGC e assegna lo scudetto a tavolino all’Inter. Dopo un mese magicamente Guido Rossi si dimette ed entra a far parte della TELECOM. Nello stesso scandalo si apprende che l’Inter ha fatto pedinare illegalmente l’ arbitro De Santis e alcuni suoi giocatori;
  • nella Champions League 2009/2010 vinta dagli “onesti” ci sono almeno 9-10 errori decisivi a favore dell’ Inter, e nella semifinale dell’Inter l’arbitro è un portoghese amico di Mourinho e socio di un ristorante sempre insieme a Mourinho allenatore appunto dell’Inter, sarà tutto un caso? Nell’ estate del 2010 si apprende che sta per uscire un dossier che prova tutti gli imbrogli fatti dall’Inter nella fase finale della Champions League in questione, staremo a vedere…;
  • nel aprile del 2010 scoppia Calciopoli 2 con le telefonate dell’Inter che finalmente escono allo scoperto, telefonate vergognose e gravissime che non possono essere messe a paragone con quelle di Moggi. Ci sono telefonate dove Facchetti dice a Bergamo che Moratti ha un regalino per lui, telefonate dove Facchetti chiede espressamente un arbitro scelto da lui, telefonate dove sempre Facchetti chiede che un arbitro dopo 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte deve fare 5 vittorie a favore dell’ Inter, e tante altre telefonate molto ma molto più gravi di quelle di Moggi e intanto l’Inter è sempre in serie A;
  • è storia moderna poi il dossier Tavaroli nell’affare Telecom Italia dove si accusa chiaramente la squadra di Kripton, nelle persone del suo presidente ed i suoi dirigenti, di spionaggio industriale e pedinamenti e intercettazioni illegali nei confronti di società concorrenti e di privati cittadini;

E vabbene, ma a salvare il nostro bel paese prò ci sono sempre gli altri, i cugini per esempio, quelli con la maglia rossonera.

Il Milan e il Napoli: è tutto chiaro?

Nel 1979-80 il Milan fu retrocesso dalla Serie A alla Serie B dopo lo scandalo scommesse del Totonero. Due giocatori e il presidente Felice Colombo facevano parte di un’associazione che scommetteva sulle partite in cui giocavano gli scommettitori. Colombo fu arrestato dopo una partita dalla Guardia di Finanza. Quella fu la prima retrocessione del Milan nella sua storia.

Il Milan s’è ritrovato nuovamente in uno scandalo nel 2006, quando fu coinvolto nello scandalo Calciopoli che provocò la retrocessione della Juventus in Serie B. Il Milan ebbe 15 punti di penalizzazione e fu esclusa dalla Champions league, ma grazie a un miracoloso appello la penalizzazione scese a -8 e soprattutto il Milan potè giocare in UEFA Champions League. Il Milan non solo riuscì a partecipare alla Champions League 2006-2007, ma la vinse in finale contro il Liverpool.

Beh, allora proviamo a spostarci un po’ più a Sud, dove hanno vinto solo due scudetti e quelli saranno sicuramente onestissimi, ed ecco a riprova un’intervista dell’allora presidente Corrado Ferlaino:

Dalla domenica sera al mercoledì Diego era libero di fare quel che voleva, ma il giovedì doveva essere pulito. Moggi, Carmando, il medico sociale chiedevano ai giocatori se erano a posto. Io non sapevo cosa accadeva, ma qualche anno dopo ho scoperto che, se qualcuno era a rischio, gli si dava una pompetta contenente l’urina di un altro; lui se la nascondeva nel pantalone della tuta e nella stanza dell’antidoping, invece di fare il suo ‘bisognino’, versava nel contenitore delle analisi l’urina ‘pulita’ del compagno. Nonostante questo Diego, quel giorno del 1991, fu trovato positivo.

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Moggi – continua Ferlaino- aveva chiesto a Maradona se era in condizione e lui rispose: sì, lo sono, va tutto bene. Il fatto è che i cocainomani mentono a sé stessi. Risultò positivo e quando l’allora presidente federale Nizzola mi chiamò in via confidenziale per darmi la notizia fu troppo tardi. Insistetti, gli dissi: presidente dimmi cosa posso fare, ma lui rispose: ormai non puoi fare più nulla.

E sul sistema di controllo in vigore oggi:

Non si può andare in tuta a fare i controlli, bisogna essere nudi, quindi il trucco della pompetta è irrealizzabile. Adesso c’è una lista con dei numeri, ognuno corrisponde a un calciatore, un medico preposto li estrae a sorte. Ma non è difficile trovare medici amici. Per cui basta toccare con le mani inumidite dalla saliva i numeri dei giocatori sicuramente puliti, così i numeri diventano più luccicanti e quando si estrae si sa come scegliere. Una specie di sorteggio pilotato, insomma.

Altre rivelazioni sul secondo scudetto vinto dal Napoli nel 1990:

Allacciai buoni rapporti con il designatore Gussoni. Il Milan aveva un arbitro molto amico, Lanese, a noi invece era vicino Rosario Lo Bello, che era un meridionalista convinto. Il campionato si decise il 22 aprile: il Milan giocava a Verona, Gussoni designò Lo Bello per quella partita; successe di tutto, espulsioni, milanisti arrabbiati che scaraventarono le magliette a terra: persero 2-1. Noi vincemmo serenamente a Bologna per 4-2 e mettemmo in tasca tre quarti di scudetto.

E la famosa monetina di Alemao a Bergamo?

Fu colpito – spiega l’ingegnere – forse ingigantimmo l’episodio, ma la partita comunque era già vinta a tavolino. Facemmo un po’ di scena. L’idea fu del massaggiatore Carmando. Alemao all’inizio non capì, lo portammo di corsa all’ospedale, gli feci visita e quando uscii dichiarai addolorato ai giornalisti: ‘Non mi ha riconosciuto’. Subito dopo scoppiai a ridere da solo, perché Alemao era bello e vigile nel suo lettino.

Eh si, gran bel paese l’Italia, potrei andare avanti parlando di Rolex d’oro, di false fideiussioni e di tanti altri scandali riguardanti un po’ tutti, ma rischierei di essere esiliato anch’io su qualche altro pianeta…

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Paul Pogba, un francesino alla corte di Conte

Sere estive, quando il caldo ti blocca in casa e telecomando alla mano impazzisci con lo zapping alla ricerca di qualcosa che sappia di calcio. Ed ecco che mi imbatto in Spagna – Francia, semifinale europea under 19, partita vera, niente a che vedere con le amichevoli d’estate.

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E’ un piacere vedere giocare quei giovani con tanto ardore, è un piacere veder giocare il nuovo acquisto della Juve, Paul Pogba. Anche ieri infatti il giovane centrocampista francese ha dato dimostrazione delle sue doti e della sua personalità, andando anche a segno nonostante il gol non è servito per la qualificazione finale. Gran fisico, ottima visione di gioco, ma anche fortissimo nei contrasti, Pogba risulta essere il faro della nazionale transalpina, non a caso i suoi compagni affidano a lui la responsabilità della maggior parte delle giocate a centrocampo.

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Sarebbe intressante poterlo vedere a mio avviso già aggregato alla prima squadra, e sono sicuro che nello scacchiere di Conte si inserirebbe alla grande. E’ un incontrista ambidestro con forza atletica, abilità nel pressing e personalità, cattura tanti palloni e vince molti contrasti.

Dotato anche di un’ottima visione di gioco, organizza la manovra d’attacco e l’accompagna fornendo in maniera precisa l’ultimo passaggio agli attaccanti oppure inserendosi negli spazi. Fisicamente somiglia molto a Patrick Vieira, a livello atletico è agile e rapido nei movimenti. Lo vedrei bene davanti alla difesa negli schemi di Conte e vista la sua duttilità può giocare sia accanto a Pirlo che accanto a Vidal.

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Arriva la bomba di calciomercato

Van persie ad un passo dalla Juve. Dzeko diventa il primo obiettivo dei bianconeri. Marotta punta tutto su Suarez. Juve-Jovetic,si può fare!Cavani il sogno di Conte. E così trascorrono i nostri giorni di calciomercato aspettando che uno di questi sogni si avveri e che finalmente arrivi il tanto desiderato Top Player. Aspetti trepidante che scoppi la bomba di mercato ed ecco che la bomba arriva, ma è quella che non ti aspetti:Ibra e Thiago Silva al PSG per 70 milioni di euro!

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Dopo le dichiarazioni d’amore dello svedese “Sono qui per restare a lungo” e quelle del brasiliano”Voglio essere per il Milan il nuovo Franco Baresi“, ecco che i soldoni degli sceicchi francesi fanno passare in secondo piano i “sentimenti” e fanno vacillare il gatto e la volpe Galliani-Berlusconi.

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Via i due fuoriclasse… che calciomercato ci dobbiamo aspettare? Certo i tifosi rossoneri non faranno i salti di gioia per queste due uscite e si aspetteranno di contro qualche acquisto di un certo livello, e in parte il buon Galliani non può deluderli. Già perchè una buona parte di questo introito servirà a sanare un rosso in bilancio sempre più consistente, mentre con il gruzzolo rimanente ecco che si partirebbe con il mercato per cercare di tenere buono il furente popolo rossonero. Questo quindi potrebbe comportare un forte ostruzionismo ai piani di mercato della Juve, come se non bastasse quello su tutti gli altri fronti, e uno dei nostri obiettivi, o forse anche più di uno, potrebbe diventare interesse del Milan che liquidi alla mano ci darebbe sicuramente battaglia,c on compiacimento dei più.

Assisteremo quindi a un nuovo scontro tra le due società e andremo incontro a dei giorni davvero caldi, non solo per le temperature estive, a meno che Berlusconi non scenda dal cielo e d’improvviso blocchi tutto mostrandosi ancora una volta come il salvatore del diavolo rossonero come già in passato con Kakà e non più lontano di due settimane fa con lo stesso Thiago Silva. Noi staremo comunque a vedere, ma comunque vada, l’importante è che non vendano Muntari altrimenti per Allegri sarebbero davvero guai seri…

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L’associazione del terrore

Tra un blog e l’altro,una notizia di mercato ed una sul calcioscommesse, ieri mi sono imbattutto ad un certo punto sulle parole pronunciate dal PM di Martino e subito dei pensieri hanno cominciato a circolare nella mia testa. Ma analizziamo con calma cosa ha detto:

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A dire il vero la posizione di Conte dal punto di vista penale è marginale. Finora sarebbe impossibile dimostrare un reato associativo. Non ci sono soldi. Quanto alla frode sportiva, siamo su un piano ipotetico. A ottobre valuteremo il da farsi. Credo ci siamo più elementi per quello sportivo. C’è di mezzo una possibile omessa denuncia di massa per Novara-Siena.

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Beh, sembra tutto molto chiaro: la posizione del mister marginale, come diciamo dal primo momento noi tutti, anzi, nulla a dir poco, ma c’è un particolare nelle parole del PM che magari a qualcuno sarà sfuggito, ma che risulta essere di fondamentale importanza e che ci riporta indietro con la mente al 2006 ed al processo farsa che ci ha derubati in tutto e per tutto. Impossibile dimostrare un reato associativo in quanto non ci sono soldi.

Non ci sono prove di giri di soldi, quindi è impossibile dimostrare un reato associativo! Ora spiegatemi e fatemi capire perchè io non ne sono affatto capace: nel 2006 quali prove di corruzione, di giri di denaro, di partite o arbitri comprati sono saltate fuori sul banco degli imputati? Di che reato associativo parliamo allora e come è stato mai possibile dimostrarlo se di denaro non si è mai parlato? Più si va avanti allora e più si capisce come siano stati commessi enormi errori in quel maledetto 2006, un’associazione quella di Moggi, addirittura una cupola così come fu definita, che basava la sua forza solo sul timore reverenziale che procurava agli organi offesi, senza bisogno di dover pagare, comprare o mandare regali ad arbitri, presidenti o addetti ai lavori.

Francamente queste parole non fanno altro che far aumentare la nostra rabbia, soprattutto quando ancora oggi siamo costretti a vedere la Juventus per l’ennesima volta tirata in ballo per nulla, per un coinvolgimento del nostro allenatore in un caso che non è un caso, e guarda la coincidenza, proprio quando ci siamo ripresi il posto dal quale ci hanno strappati via sei anni fa!

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Euro 2012: Germania – Olanda 2-1

Olanda con un piede e mezzo fuori dall’Europeo. Grande attesa per il big match della giornata tra gli Orange, chiamati  a riscattare l’opaca prova nella partita d’esordio contro la Danimarca, e la Germania che dal canto suo deve confermare quanto di positivo fatto contro il Portogallo.

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Primo tempo decisamente a senso unico con i tedeschi che lasciano giocare l’Olanda appena una decina di minuti e chiudono il match con un uno-due di Mario Gomez nel giro di circa cinque minuti. L’osservato speciale dal popolo bianconero Robin Van Persie non ha modo di potersi mettere in luce durante i primi 45 minuti di gioco a causa di un’Olanda non pervenuta.

Nella ripresa sembrano cambiare leggermente le cose, con la Germania che ha qualche buona occasione alternata a dei passaggi a vuoto. Ed ecco che durante uno di questi arriva la giocata che aspetti: Van Persie, che già in precedenza aveva sfiorato la rete con un gran tiro al volo, si libera di Hummels con una magia e batte Neuer con un gran destro dal limite. Due a uno, ma troppo tardi per il risveglio olandese che vede svanire quasi del tutto il suo sogno Europeo, ma che fa proseguire dopo il gran gol di stasera il sogno dei tifosi juventini di vedere RVP con la casacca bianconera.

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