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Autore: ing (pagina 1 di 8)

Fatto il mercato, facciamo i conti

Conte si era lamentato qualche giorno prima. Sapeva quel che faceva.

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Aveva detto : ”Speriamo che non mi vendano anche Quagliarella”.

Quando si è accorto che Marotta seguitava a fare di testa sua (Giaccherini, Matri) pare sia intervenuto personalmente e direttamente a porre il veto sulla cessione di Quagliarella.

Tanto per ricordare: Inter-Juventus 1-2, partita praticamente decisiva per lo scudetto, marcatori Quagliarella e Matri; Juventus-Catania 1-0, partita considerata da tutti come la partita-scudetto, marcatore Giaccherini.

Ciò che sembrava l’inizio di una campagna acquisti straordinaria ai primi di luglio, ha decisamente preso un’altra piega ai primi di settembre.

Dovevamo rinforzarci parecchio per reggere meglio l’impatto in Europa e per mettere a tacere in Italia le squadre che volevano alzare la testa: non ci sembra di aver raggiunto gli obiettivi.

Tevez sembra un super, molto bene.

Ogbonna è molto elegante.

Llorente lo stiamo aspettando.

Per contro abbiamo perso la corsa e la sostanza del nazionale Giaccherini, i goals di Matri, il fisico di Bendtner, la classe di Marrone.

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Già numericamente siamo uno in meno. E a centrocampo, considerato che Marrone era difensore e centrocampista, siamo due in meno. In questo momento, con Marchisio infortunato, Padoin è la prima alternativa, oppure De Ceglie o Peluso con accentramento di Asamoah. L’altra sera la riserva del centrocampo del Bayern era Martinez, costato 40 milioni ……

Conte aveva chiesto un centrocampista e un uomo di fascia a sinistra. Niente.

Ci siamo ridotti alle ultime ore di mercato a fare la figura di chi non è riuscito a svolgere bene i compiti e cerca di rimediare in qualche modo. Niente.

Poi magari vinceremo tutto sul campo. Ma un distinguo sui meriti andrà fatto. E se qualcuno non ha ancora capito quanto pesa Conte sui risultati, vada a rileggersi due settimi posti consecutivi.

Ma i miracoli non si ripetono all’infinito.

Il mercato, al di là dell’essersi rinforzati o meno (e comunque in Italia c’è chi ha acquistato Higuain, Gomez e Kakà, all’estero addirittura Bale, Cavani, Falcao e Neymar), ha chiarito definitivamente questioni fondamentali per il futuro della Juve.

Conte non sopporta più il paroliere Marotta (“siamo al livello del Real Madrid”), Elkann non tira fuori più un soldo, Agnelli ha perso la parola.

Elkann è dal 2006 che mi è antipatico ………..

Nonostante questo, noi crediamo in Conte e nei suoi ragazzi.

Forza Juventus. Sempre.

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Juve, figuracce d’estate

Campagna acquisti straordinaria (parole di Marotta e Conte).

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Terzo scudetto consecutivo (parole di Conte e dei giocatori).

Un pensierino alla Champions (parole vaghe).

Triplete italiano: Supercoppa, Campionato e Coppa Italia (convinzione di tutti).

Gap netto tra noi e le altre squadre italiane (convinzione anche dei media).

Sarà.

Sono il primo ad augurarmelo. Ma non è una bella estate.

Tenuto conto di tutte le attenuanti del caso, rimangono comunque le figuracce.

E mancano i nazionali, e le gambe sono pesanti, e fatichiamo ora per vincere dopo, ecc., ecc.

Zero goal contro il Milan, zero goal contro il Sassuolo, eliminati dall’Everton, umiliati dal Galaxy.

E fortuna che non abbiamo incontrato il Borussia Dortmund, che non ha certo le gambe pesanti.

Che i nazionali sarebbero arrivati più tardi era noto a tutti. Siamo andati lo stesso in America per racimolare l’ingaggio, ma non ci siamo andati come Juventus B. Chi ha perso, anche la faccia, è la Juventus. E questo non mi sta bene.

Al trofeo Tim ci siamo presentati con Storari; Lichtsteiner, Ogbonna, Peluso; Isla, Padoin, Vidal, Asamoah, De Ceglie; Tevez, Llorente.

Contro l’Everton abbiamo schierato Storari; Lichtsteiner, Ogbonna, Peluso; Isla, Vidal, Marrone, Asamoah, De Ceglie; Tevez, Llorente. Subentrati Pirlo, Vucinic, Padoin, Motta e Matri.

Contro il Galaxy abbiamo azzardato Buffon; Caceres, Bonucci, Ogbonna; Isla, Padoin, Marrone, Asamoah, De Ceglie; Quagliarella, Matri. Subentrati Storari, Barzagli, Chiellini, Peluso, Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Giovinco, Llorente, Vucinic.

Le grandi squadre sono basate sul gioco più che sugli uomini. Chiunque giochi, la squadra gira.

Questa estate chiunque giochi, la squadra non gira.

E nonostante le interviste di facciata, la faccia di Conte dopo le sconfitte la dice lunga ………..

Il più in palla della Juventus? Rubinho. E non è una battuta.

Auguriamoci di aver fatto una straordinaria campagna acquisti. Ma che senso ha sbandierarla a destra e a manca?

E poi quali sono questi acquisti straordinari?

Llorente e Tevez? A guardarli adesso non li cambierei con nessuno tra Vucinic, Giovinco, Matri e Quagliarella. Diamo tempo al tempo, d’accordo. Ma Llorente non è un top-player, Tevez lo era, ora è una scommessa (altrimenti non ce lo davano per 9 milioni). Mi auguro di sbagliare. Mi auguro che Conte, che fa diventare bravi anche i somari, li porti ai livelli che servono alla Juventus.

Altrimenti Vucinic resta il più forte di tutti, Quagliarella quello con il tiro migliore, Matri quello che la mette dentro e Giovinco, rigenerato dal primo goal in Nazionale, il più frizzante.

Le gerarchie (ipse dixit Conte) non le fa il mercato, ma il campo.

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Ogbonna è una riserva. Servirà per il futuro.

Se poi il mercato va giudicato, come va giudicato, anche dalle cessioni, il discorso si fa ancora più delicato.

Siamo riusciti a far andare via Giaccherini per la spropositata cifra di 7,5 milioni, ed abbiamo in rosa Isla, Motta, Padoin, De Ceglie, Peluso, Marrone, Rossi.

E abbiamo un Pepe che è una incognita.

Un discorso a parte sui nazionali.

E qui va chiamata in causa la dirigenza juventina, che a livello di FIGC e di Lega conta meno di niente.

In Confederations abbiamo fatto spremere come limoni, dopo un’annata dispendiosissima, Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Marchisio e Pirlo. Giovinco e Giaccherini erano gli unici in grado di sopportare la Confederationse difatti Giovinco è stato tra i più svegli contro il Galaxy e a Giaccherini, diventato un potenziale campione, abbiamo pensato bene di fargli cambiare aria.

E ora ci meravigliamo se Marchisio seguita a vagare per il campo o se Pirlo addirittura fa gli assist agli avversari?

Non è mancanza di rispetto per i due volte campioni d’Italia.

È un campanello che va suonato.

O meglio un campanone.

Sveglia!

Che nessuno sia appagato.

Attendiamo Pogba, ma non sarà la panacea per tutti i mali.

È la squadra tutta che deve mettersi in testa che non esiste nessun terzo scudetto assicurato.

E la dirigenza non si vanti di aver fatto una campagna straordinaria a costo zero.

Il costo non è proprio zero visto che Ogbonna è costato più del giusto, sullo straordinario manca il riscontro del campo.

Di sicuro altre società hanno operato meglio di noi. Il gap, enorme l’anno scorso, è ridotto.

Buffon e Pirlo avranno un anno di più, qualcuno si sarà appagato, abbiamo nemici dovunque.

Nulla è scontato.

Meno che meno il terzo scudetto.

Marotta, mentre facevamo l’ennesima brutta figura in America, era e vedere Sampdoria-Marsiglia.

Doppietta di Gabbiadini.

Sveglia e sempre FORZA JUVENTUS.

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Doping libero

Scrivo, ovviamente, come ing.

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Ma scrivo su IOJUVENTINO.

@iojuventino mi perdonerà se scriverò qualcosa di forte che magari non condivide.

Forte, ma nei limiti dell’educazione, senza offendere nessuno e senza voler creare scandalo.

Vorrei solo spazzare via l’ipocrisia.

Chiedo il DOPING LIBERO per tutti i professionisti di tutti gli sport, calcio compreso.

È di oggi la notizia che secondo controlli effettuati nel 2004 Pantani fece uso di Epo prima del Tour vinto nel 1998.

E allora?

Questi francesi quando finiranno di distruggere il loro leggendario Tour de France?

Nessuno tocchi Pantani.

Un fuoriclasse immenso, probabilmente il più grande scalatore di tutti i tempi.

Pantani dopato?

E cos’è il DOPING?

Wikipedia dice: “Il doping è l’uso (o abuso) di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell’atleta.”

Ma Wikipedia sbaglia.

Il DOPING è l’uso di farmaci o sostanze, segnalate in una lista stabilita, da parte di atleti.

È banalmente una regola, ipocritamente definita per salvaguardare la salute degli atleti, che potrebbe benissimo non contenere sostanze ancora più potenti e più nocive semplicemente perché sconosciute agli scienziati estensori della norma.

Proprio così: se io riesco ad incrementare le mie prestazioni con una sostanza fuori lista, non sono un dopato.

Se invece inavvertitamente assumo una quantità minima di una sostanza compresa nella lista sono dopato.

Già questo dovrebbe spingere verso il DOPING LIBERO.

Ma c’è molto di più.

Tutti gli atleti, di tutti gli sport professionistici del mondo, fanno ricorso all’aiuto farmacologico.

E tutti lo sanno.

E sanno anche che non c’è nulla di scandaloso o di non etico.

Un atleta raggiunge determinati risultati per il combinarsi di molteplici fattori: predisposizione naturale, status sociale, sacrificio, tecniche di allenamento, tipo di dieta, farmaci, ecc.

Un atleta non raggiunge mai il risultato per la semplice predisposizione naturale.

E nessuno si scandalizza se un atleta batte un suo avversario perché ha un allenatore migliore.

Così non bisogna scandalizzarsi se un atleta batte un suo avversario perché ha un medico più bravo, o se volete più disinvolto e disposto a mettere a rischio la salute dell’atleta. L’atleta ne è consapevole e decide di correre il rischio.

Lo sport professionistico è anche rischio. Si rischia la vita per vincere, per raggiungere la gloria e la ricchezza.

C’è chi la vita la perde in gara per un incidente come Simoncelli o Antonelli, c’è chi la perde per colpa dei farmaci come Simpson sul Mont Ventoux.

Tutti consapevoli.

Ma ci droghiamo impunemente noi “normali” con caffè, sigarette ed alcool, con il benestare di tutti, e non si possono drogare i campioni per raggiungere una prestazione straordinaria?

Non c’è nulla di falso nei sette Tour di Amstrong. Se fosse così semplice vincere sette Tour di fila, ci sarebbero riusciti tutti, visto che tutti si drogano o, insomma, fanno uso ed abuso di farmaci.

Il farmaco migliora le prestazioni, ma se sei un brocco, brocco rimani.

Rimane il dubbio di chi si è drogato di più (a proprio rischio e pericolo) e se si è dentro o fuori la famigerata lista di sostanze proibite. Con il risultato che vediamo Froome scattare in salita come una motocicletta e ci guardiamo con lo sguardo furbo di chi ha capito tutto …….

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Ma pensate che Froome non abbia fatto allenamenti massacranti e non faccia una vita piena di privazioni per raggiungere quel risultato? Se poi c’è l’aiuto medico, sono affari soltanto suoi. La realtà, inconfutabile, è che lui è arrivato prima degli altri.

Il resto sono chiacchiere.

Allora aboliamolo questo DOPING.

Non potrà essere mai sconfitto perché i più deboli lo praticheranno per battere i più forti e i più forti saranno obbligati a praticarlo per non essere battuti dai più deboli.

Non potrà essere mai sconfitto perché i medici che somministrano il doping sono decisamente più bravi dei medici controllori: sono pagati molto di più.

Il DOPING va abolito per avere la certezza del risultato e perché non c’è niente di anormale nel voler migliorare le proprie prestazioni sportive, con dei farmaci, anche a rischio della propria salute.

Sono matto?

È da quanto Pantani fu prelevato come un delinquente dal Giro ’99 con tanto di agenti con armi da fuoco che sostengo questa tesi.

È da quando Cannavò si stracciò le vesti sulla Gazzetta per il “tradimento” di Pantani che porto avanti questo ragionamento.

Ora cominciano a dirlo persone ben più credibili di me.

Dott. Vergara, specialista in Cardiologia e Medicina dello Sport:

http://www.ladige.it/articoli/2012/08/13/doping-libero-solo-prof

Addirittura il capo della procura antidoping del CONI:

http://rugby1823.blogosfere.it/2010/10/sportdoping—anche-il-coni-finalmente-ammette-doping-imbattibile-legalizziamolo.html

Ma perché parlo di doping su IOJUVENTINO?

Perché tra gli sport c’è anche il calcio e anche la Juventus.

Il doping nel calcio è probabilmente sempre esistito, come in tutti gli altri sport.

Vedi l’articolo sull’Inter di Herrera:

http://calciomalato.blogosfere.it/2013/06/doping-inter-tutti-i-morti-della-pasticca-di-herrera.html

Vedi l’articolo sul Barcellona:

http://calciomalato.blogosfere.it/2013/05/fuentes-doping-barcellona-ko-e-fine-dellegemonia-spagnola-solo-un-caso.html

Aiax e River Plate sostengono che fosse drogata la Juventus del ’95, ’96:

http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2013/05/24/4001760/di-livio-non-ci-sta-juventus-96-dopata-vergognatevi-allora

Io non so se la Juventusabbia fatto solo abuso di farmaci (come sembrerebbe ai giudici) o sia sconfinata fuori lista, ma so che un reparto offensivo con Vialli, Ravanelli, Baggio e Del Piero non ce l’ha neanche il Barcellona di Messi e Neymar.

Il resto sono chiacchiere.

La Germania del ’54 correva più dell’Ungheria di Puskas (E lì furono fessi gli ungheresi a non prendere medicine giuste anche loro).

L’Olanda di Cruyff applicava il “calcio totale”, dispendiosissimo. (Ma senza Cruyff tornò normale).

L’Italia di Bearzot si faceva le flebo. (Ma senza il fiuto del goal di Paolo Rossi si sarebbe fermata davanti al Brasile di Falcao).

Il Milan di Sacchi strabiliò il mondo attaccando, ogni partita, per 90 minuti. (Ma senza Van Basten, Gullit e Rijkaard tornò normale).

Il Bayern attuale ti soffoca in ogni angolo del campo. (Ma senza Rybery, Robben, Muller, ecc. non avrebbe vinto nulla).

Anche nel calcio bisogna prendere le medicine, perché bisogna correre più degli avversari. E l’allenamento non è sufficiente.

DOPING LIBERO.

Ma solo quello farmacologico. Nel 2006 si è attuato un altro tipo di DOPING per vincere il campionato. Ma questa è un’altra storia.

P.S.

Per chi è interessato, c’è un articolo su Pantani che merita di essere letto:

http://www.ilgiornale.it/news/sport/dopato-i-dopati-e-cos-pantani-resta-pi-grande-tutti-938512.html

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Ciao, Giak

Giak, ti ricordi quando ventiduenne ancora dovevi fare gavetta in C2 con il Pavia? Trascinasti la squadra fino ai play-out con nove goals e giocate da funambolo: poi agli spareggi, sul campo della Caraveggese, segnasti il goal salvezza. Sì Giak, perché tu segni sempre goals importanti.

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L’anno dopo il Cesena ti riprese e Bisoli si affidò a te per vincere il campionato di C1 e risalire in B. Sempre con Bisoli, l’anno dopo, promozione in serie A e qualcuno cominciò ad accorgersi di te. Che sei un vincente, perché sei un esempio per tutti i compagni; esempio di classe, abnegazione, umiltà, altruismo, disciplina. Ma soprattutto classe, checché ne dicano le malelingue.

Primo anno di A ancora al Cesena ma con Ficcadenti. Eri titolare indiscusso ma poi la società comprò a Ficcadenti Rosina perché si rischiava di brutto la retrocessione. Ti ricordi, Giak? Due partite in panchina, poi ti rimisero in squadra a Genova contro la Sampdoria: vittoria esterna e doppietta tanto per ristabilire le gerarchie. Ovviamente alla fine fu salvezza e chi segnò il goal salvezza? Sempre tu Giak, perché sei un vincente e segni sempre goals importanti.

Ti chiamò Conte alla nostra amata Juve. Due anni, due scudetti, il primo da imbattuto, il secondo impreziosito dal goal scudetto contro il Catania. Un ennesimo goal importante, un goal da campione. D’Italia.

E Prandelli mise gli occhi su di te, scatenando la più infame e vergognosa campagna mediatica denigratoria che si sia mai vista in Italia contro un giocatore di calcio che aveva il semplice difetto di eseguire sempre i compiti impartiti dall’allenatore.

Deriso, sbeffeggiato, offeso: tu sempre in silenzio, Giak, sei andato avanti per la tua strada.

Poi un giorno hai deciso che oltre che eseguire gli ordini, in Nazionale potevi folleggiare come ai tempi del Pavia e del Cesena. Goal-record contro Haiti, goal contro il Brasile, assist, pali, autogol  causato, di tutto e di più. Alla fine della Confederation Cup la FIFA ti inserisce nella Top-11 del torneo: sei tra i più forti del mondo!

Io ho gioito mentre avevi la tua clamorosa rivincita, ma non mi sono accorto che ti stavo perdendo.

Il mondo ti ha visto e sono arrivate le offerte alla Juventus.

Otto milioni dal Sunderland.

Non sei andato via tu, Giak.

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Marotta, sì Marotta ti ha ceduto e ha convinto (?) Conte che quegli otto milioni erano necessari per compensare le uscite per Tevez ed Ogbonna.

Tu, al solito, hai ubbidito.

Non mi vergogno a dire che sento un groppo in gola e che mi sembra che un figlio vada via da casa.

Ora i blog sono scatenati a riportare le lamentele dei tifosi juventini che avevano imparato ad apprezzarti e ad amarti. Ma è troppo tardi.

Ti auguro i migliori successi in Premier League ed in Nazionale e ti assicuro che ti seguirò sempre Giak, ovunque tu giocherai.

Abbiamo perso un campione, campione in tutti i sensi.

Mi manchi tanto.

Ciao, Giak.

P.S.

Giak, ma non pensi che la valutazione di otto milioni sia un po’ misera per un Top-11 della Confederation Cup?

Giak, ma non pensi che Marotta e la Juventus abbiano fatto un grave errore a venderti?

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Tutti sul carro di Giaccherini

In dodici giorni.

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Giaccherini ha zittito tutti i critici (qualcuno anche juventino) in dodici giorni.

Il tempo di  quattro partite in Nazionale e due goal.

Contro Haiti segna l’1-0 dopo 19 secondi entrando nella storia come il più veloce marcatore della Nazionale.

Contro il Messico si inventa un assist no-look per Balotelli che risolve la partita.

Contro il Giappone, sullo 0-2, si carica letteralmente la squadra sulle spalle tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo prima colpendo un palo e poi causando l’autogoal del 2-2. Migliore degli azzurri.

Contro il Brasile segna il bellissimo goal dell’1-1 (primo di un italiano in casa del Brasile) e risulta il migliore degli azzurri.

In dodici giorni sono improvvisamente scomparse lamentele, battute, ironie, volgarità rovesciate da un anno a questa parte su un generosissimo e talentuoso ragazzo che aveva l’unica pecca di essere sistematicamente convocato da Prandelli pur essendo non titolare nella propria squadra (però con davanti Vidal, Pogba, Pirlo e Marchisio), pur provenendo da un passato di C2, pur essendo alto quanto un soldo di cacio.

Di tutto e di più è stato detto ed è stato scritto. Sempre con scherno.

Vittorio Oreggia, il blog Il Portaborse, Hangover, Samuele Olla, Franco Ordine, Bruno Gentili, Ivan Zazzaroni, Alessandro Vocalelli, ecc., ecc.

E perché Giaccherini in Nazionale?

Certo che la nazione Italia va male: siamo il paese dove viene premiato chi non merita, come Giaccherini!

E perché Giaccherini e non Balzaretti che è più bravo, più bello ed è il marito di Eleonora Abbagnato première danseuse dell’Opéra Garnier di Parigi?

Giaccherini trequartista? Scandalo, lesa maestà. Trequartista contro il Brasile ( a marzo). Il ruolo dei grandissimi nei piedi di uno scarsissimo.

E perché Giaccherini e non Diamanti che è un fenomeno?

E perché Giaccherini?

Vocalelli ha la sventura di esprimere il suo disappunto per Giaccherini al posto di Diamanti un attimo prima di Italia-Giappone. A fine partita, con Giaccherini intervistato come migliore in campo, deve fare i complimenti e chiedere al nostro se è Conte o Prandelli che sbaglia. Giak risponde: “Nessuno dei due. Ci sono giocatori più bravi di me ma in questo momento io sto fisicamente e psicologicamente meglio”.

Zazzaroni ha la sventura di commentare negativamente e con cattiveria la prestazione (tra l’altro apprezzata da tutti) del nostro contro il Messico, e di ritrovarsi di fronte Giaccherini, come migliore in campo, dopo la partita col Brasile (giugno). Si ravvia i capelli e miagola: “Non avrei mai pensato che tu potessi giocare da trequartista. A questo punto devo dire che mi sono sbagliato”.

E sì, vi siete sbagliati in parecchi. Andandoci giù anche pesanti.

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Come Samuele Olla che su Fantagazzetta fa una retromarcia clamorosa:

 

“Fare un passo indietro non è reato. Farne due o addirittura tre lo è ancora di meno. Questo blog ha più volte ospitato critiche rivolte alla scelta prandelliana di puntare forte su un giocatore che, per quanto fatto vedere nel corso della stagione calcistica, sarebbe stato difficile immaginare come perno della nazionale italiana. Behniente di più sbagliato.
Giaccherinho si sta rivelando di gran lunga il migliore italiano della Confederation Cup brasiliana, senza se e senza ma. Corre, si impegna, è funzionale al tipo di gioco proposto, segue gli ordini impartiti in sede di preparazione del match, segna contro il Brasile non pago d’essersi fregiato del titolo di italiano autore del gol più veloce in un match della Nazionale (contro Haiti, nell’amichevole pareggiata 2-2 che ha preceduto l’inizio della competizione Fifa).
Dopo i primi infelici 45′ contro il Messico, il tuttofare juventino è salito in cattedra prendendosi numerose rivincite contro coloro i quali hanno sempre criticato la scelta di Prandelli, sottoscritto in primis. È giusto rendere onore ad un giocatore che sta dimostrando sul campo di meritare quel posto, ripagando la fiducia – evidentemente non tanto cieca – rapostagli da Cesare Prandelli. In parole povere, Giaccherini si sta confermando uno da Nazionale.”

E no, ora sul carro non ci salite.

Giaccherini in Nazionale perché è della Juventus?

Buffon prende otto goal in tre partite.

Barzagli non si regge in piedi.

Bonucci e Chiellini si perdono gli avversari.

Pirlo latita.

Marchisio è sulla strada per perdere il posto di titolare.

Almeno Giovinco si è tolto una bella soddisfazione contro il Giappone.

Ma è Giaccherini che brilla di luce propria.

Ora lo conoscono in tutto il mondo.

Giaccherinho.

Grandissimo Giak, ti voglio bene.

Tieni duro, alla prima che sbagli saranno tutti di nuovo a vomitarti fango addosso. Più di prima.

Essere incompetenti di calcio ed essere sconfessati clamorosamente davanti a milioni di lettori e telespettatori, li renderà ancora più cattivi.

Ma la storia ormai l’hai scritta tu.

Loro devono leggere.

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La nemesi per l’Inter di Moratti

Per Massimo Moratti e la sua Inter è giunta l’ora della nemesi.

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Nel 1995, praticamente in concomitanza dell’approdo di Moggi alla Juventus, Moratti acquista l’Inter e per ben undici (11) anni prova inutilmente a vincere lo scudetto arrivando sempre sistematicamente alle spalle della Juventus di Moggi.

95-96 scudetto Milan                           – 11 dalla Juventus

96-97 scudetto Juventus                    -6 dalla Juventus

97-98 scudetto Juventus                    -5 dalla Juventus

98-99 scudetto Milan                           -8 dalla Juventus

99-00 scudetto Lazio                            -13 dalla Juventus

00-01 scudetto Roma                           -22 dalla Juventus

01-02 scudetto Juventus                    -2 dalla Juventus

02-03 scudetto Juventus                    -7 dalla Juventus

03-04 scudetto Milan                           -6 dalla Juventus

04-05 scudetto Juventus                    -14 dalla Juventus

05-06 scudetto Juventus                    -15 dalla Juventus

Moratti acquista di tutto e di più spendendo centinaia e centinaia di miliardi di vecchie lire: Zanetti, Roberto Carlos, Ince, Djorkaeff, Winter, Zamorano, Cruz, Simeone, Ronaldo, Recoba, Pirlo, Baggio, Peruzzi, Blanc, Jugovic, Di Biagio, Vieri, Cordoba, Seedorf, Mutu, Adriano,Toldo, Materazzi, Cannavaro, Almeyda, Crespo, Batistuta, Stankovic, Mihajlovic, Veron, Cambiasso, Davids, Julio Cesar, Samuel, Figo, Pizarro, Solari.

Cerca di acquistare anche Luciano Moggi, ma non ci riesce.

Non si rassegna alle proprie incapacità ed allora organizza con la Telecom di Tronchetti Provera la Farsopoli delle intercettazioni (dove vengono nascoste le sue telefonate e quelle del suo Presidente Facchetti) per distruggere Moggi e la Juventus. Si fa aiutare dal suo amico Guido Rossi ed approfitta delle guerre intestine al gruppo Agnelli dove John Elkann, Franzo Grande Stevens e Gabetti nulla fanno per difendere Moggi e Giraudo, uomini fidati del defunto Umberto Agnelli, padre di Andrea.

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Addirittura i suoi contatti con Cobolli Gigli e Blanc (messi da Elkann a sostituire di fatto Giraudo e Moggi) sono tali da riuscire a farsi dare dalla Juventus, da lui fatta retrocedere in serie B, Ibrahimovic e Vieira.

Mentre la Juventus risale dalla serie B e cerca inutilmente la sua identità, Moratti stravince facilmente campionati fasulli lasciando sistematicamente la Juventus a decine di punti di distacco.

06-07 scudetto Inter                            Juventus in serie B

07-08 scudetto Inter                            +13 sulla Juventus

08-09 scudetto Inter                            +10 sulla Juventus

09-10 scudetto Inter                            +27 sulla Juventus

10-11 scudetto Milan                           +18 sulla Juventus

Senza l’ostacolo Moggi le campagne acquisti dell’Inter diventano perfino facili o addirittura, come già detto, “aiutate”: Ibrahimovic, Vieira, Maicon, Grosso, Chivu, Muntari, Lucio, Thiago Motta, Sneijder, Milito, Eto’o, Pandev.

Ma il popolo bianconero costringe Elkann a cacciare prima Cobolli Gigli e poi Blanc ed a chiamare Andrea Agnelli al capezzale della Juventus.

Dopo un anno sprecato con la scelta di Del Neri, Agnelli affida la squadra ad Antonio Conte.

La Juventus torna regina e l’Inter di Moratti (che nel frattempo acquista Ranocchia, Coutinho, Nagatomo, Pazzini, Alvarez, Forlan, Zarate, Jesus, Guarin, Handanovic, Pereira, Gargano, Palacio, Cassano, Kuzmanovic, Kovacic, Schelotto e Rocchi) torna alla sua consueta mediocrità.

E il fasullo +27 sulla Juventus del 2010 si trasforma in un -26 nel 2012 ed addirittura in un -33 nel 2013.

11-12 scudetto Juventus                    -26 dalla Juventus

12-13 scudetto Juventus                    -33 dalla Juventus

Moggi è stato cancellato dal pianeta calico. Ma, terminato l’effetto Farsopoli, l’Inter è tornata ad essere quella di prima. Anzi è addirittura peggiorata.

È la nemesi.

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Il “problema Pogba”

Mentre Conte ci fa preoccupare con il non dire esplicitamente che rimane alla Juve, mentre Elkann presenzia gaudente alla festa scudetto ma non fa proclami su una Juventus regina d’Europa (e di conseguenza non lo possono fare neanche Agnelli e Marotta), mentre si sente dire che il Monaco di Ranieri, neo promosso nella prima serie francese, ha comprato addirittura Falcao e la cosa ci fa invidia parecchio, mentre si discute su quali top-player la Juventus farebbe bene a spendere quei pochi euro che dice di poter investire, mentre non abbiamo quasi il tempo di festeggiare e gustarci questo straordinario secondo scudetto perché il mercato va fatto ora e non quando i campioni hanno già scelto dove giocare, mentre succede tutto questo è il caso di risolvere prima di tutto il “problema Pogba”.

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Magari ad averne altri di problemi come questo. Ma va risolto proprio per impostare la Juventus del futuro, una regina d’Europa. Prima o dopo, se resta Conte.

Pogba non può fare la riserva nel prossimo anno per due motivi ben precisi: primo perché non far giocare Pogba vorrebbe dire mettere in campo una Juventus meno forte e Conte non sembra il tipo da fare scelte del genere, secondo perché, se Pogba non gioca, Raiola ci mette un attimo a portarlo altrove.

E allora bisogna parlare di moduli. E parlando di moduli, di calciatori e quindi di mercato.

E sempre lì si va a finire. Ma molto gira sulla scelta che Conte farà per Pogba.

3-5-2, oppure 4-3-3, oppure 4-4-2, oppure il marchio di fabbrica Conte 4-2-4, oppure, recentissimo, il 3-5-1-1.

Il 3-5-2 o prevede Pogba in panchina o prevede la cessione di Marchisio (Vidal è probabilmente il centrocampista più completo al mondo e non si tocca) o prevede il prepensionamento di Pirlo. Occorrerebbero poi un paio di uomini di fascia per sostituire Isla e De Ceglie e mettere in competizione Lichtsteiner e Asamoah con i nuovi arrivi: non parlo di giocatori normali, parlo di top-player; gente come Cuadrado, tanto per fare un nome. Occorrerebbe poi, come il pane, una super punta: Ibra, Cavani, Suarez, Jovetic, Higuain (Falcao pare che sia già nel Principato di Monaco), fate voi ….

E i nomi non hanno lo stesso peso: tra Ibra ed Higuain ce ne passa di differenza!

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E comunque il 3-5-2, seppur benedetto da due scudetti, appare improbabile perché improbabili sono la cessione di Marchisio o il prepensionamento di Pirlo. Posto che Pogba e Vidal non si toccano.

Passiamo al 4-3-3. Lichtsteiner torna a fare il terzino a destra, con Chiellini a sinistra; al centro Bonucci e Barzagli. A centrocampo si ripropone il “problema Pogba”. O torniamo al “sacrificio” di Marchisio o Pirlo, oppure Marchisio diventa una punta larga del tridente in competizione con Pepe, Vucinic, Giovinco se resta, Cuadrado se arriva (mi sa che ho una certa “fissa” per Cuadrado, del quale, tra l’altro, nessun dirigente juventino ha mai parlato), Sanchez se arriva. Ovviamente bisognerebbe comprare la super punta centrale e altri diversi ottimi giocatori per sostituire quelli dimostratisi non da Juve o spremuti troppo in questi due anni di corse forsennate. Il modulo non è assolutamente da scartare perché, tenendo conto del numero di impegni, di squalifiche e di infortuni, Marchisio probabilmente finirebbe per giocare sia come  punta larga che come centrocampista.

Il 4-4-2. Modulo perfetto per non sacrificare nessuno dei 4 “intoccabili” di centrocampo. Pirlo e Vidal più centrali, Pogba e Marchisio più larghi. Difesa come con il 4-3-3. Attacco con la solita, indispensabile, super punta da affiancare a Vucinic o a chi vuole Conte. Scomparirebbe però il gioco sulle ali, tanto caro a Conte, e tanto caro a chiunque capisca di calcio e abbia ali che arrivano fino alla linea di fondo per crossare. Lichtsteiner e Chiellini non sono tipi da arrivare sul fondo e, se lo facessero, finirebbero il fiato a metà campionato e lascerebbero troppo scoperti Barzagli e Bonucci. Servirebbero inoltre molti acquisti di qualità per la rosa del centrocampo. Ma rimane il forte dubbio che Conte possa scegliere di giocare senza uomini di fascia in attacco.

Il 4-2-4 lo abbiamo chiamato in causa solo perché fa parte della storia di Conte e dei suoi successi in serie B. Vidal, l’hanno scorso, ha costretto Conte a rinunciare al 4-2-4. Con Pogba, c’è addirittura un centrocampista in più. Niente 4-2-4.

Rimane il 3-5-1-1 con Marchisio dietro la punta. Inventato apposta per non rinunciare a Pogba. Non ha convinto nessuno. Ma Conte è speciale per portare avanti le idee che non convincono nessuno. E quasi sempre ha avuto ragione. E allora di nuovo da acquistare due uomini di fascia per mettere in difficoltà Lichtsteiner e Asamoah e la inevitabile super punta che, questa volta, dovrebbe essere talmente super da saper fare reparto da sola. Che per caso assomiglia a Ibrahimovic o Cavani?

Pazientiamo ancora un mese e sapremo tutto.

L’importante è che Conte resti.

 

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Marotta, Agnelli ed Elkann non credano che Conte può sfornare miracoli a ripetizione. Champions docet

Ormai non conta più nemmeno la scaramanzia. Possiamo solo regalarlo questo 31° scudetto.

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In alto i calici.

Conte ha detto che ripetersi è più difficile che vincere la prima volta. Siamo stati straordinari.

Sarà come dice Conte, ma io non vedo in giro la felicità dell’anno scorso, né le difficoltà dell’anno scorso.

Onore a Conte ed ai suoi ragazzi. Grazie di nuovo. Ma guardiamo anche le cose con obiettività.

L’anno scorso venivamo dal nulla, non abbiamo perso una partita, abbiamo fatto fuori il Milan di Ibrahimovic.

Quest’anno vinceremo un campionato di livello mediocre, dopo aver visto violare lo Juventus Stadium dall’Inter di Stramaccioni e, in dieci e in svantaggio di un goal, dalla Sampdoria di Icardi, dopo aver fatto una pessima figura a San Siro con il Milan ed all’Olimpico con la Roma, dopo non aver prodotto il calcio spumeggiante dell’anno scorso. Magari anche dopo aver fatto una campagna acquisti che, se non sbocciava Pogba, poteva tranquillamente definirsi fallimentare.

La Champions avrà sicuramente influito sul rendimento, ma è innegabile che la Juve non aggredisce più l’avversario, non l’azzanna, non lo asfalta.

Juventus-Milan di Ibrahimovic 2-0 dell’anno scorso è la partita “immagine” della Juve di Conte.

Juventus-Milan di Abate 1-0 è una partita dove non ho rintracciato le impronte digitali della squadra che vuole sempre Conte.

Il Milan con un Balotelli rinsavito sarebbe, già così com’è, un osso duro per il prossimo anno.

Noi sono due anni che corriamo e qualcuno di noi comincia anche ad invecchiare.

Lichtsteiner, assolutamente encomiabile, non può reggere più di un’ora di gioco; Marchisio vaga spaurito per il campo; Asamoah ha lasciato in Africa quel  fenomeno che sembrava; Pirlo non è più da pallone d’oro; De Ceglie è scomparso; Giovinco cerca ancora se stesso; Isla non si è mai ripreso dall’infortunio: ci aggrappiamo all’energia di Padoin ……

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Fortuna che là dietro in difesa siamo quasi impenetrabili.

Ma la squadra che faceva sembrare alle avversarie il campo in salita, non c’è più.

Nonostante questo abbiamo fatto, guardando i punti in classifica, un campionato straordinario.

In alto i calici.

Ma sarebbe da sciocchi chiudere gli occhi di fronte a ciò che è evidente.

E Conte lo ha detto: vinciamo lo scudetto e poi guardiamo al mercato.

Non solo per migliorare in Europa, ma anche per rimanere primi in Italia.

Se, escluso Pogba e per metà campionato Asamoah, rifacciamo una campagna acquisti del tipo Lucio, Peluso, Isla, Giovinco, Bendtner ed Anelka non arriviamo lontano. Nonostante Conte.

Grazie ai ragazzi e che rimangano concentrati per fare almeno altri quattro punti.

Poi  festeggeremo insieme.

Poi ci sarà il mercato.

Marotta, Agnelli ed Elkann non credano che Conte può sfornare miracoli a ripetizione.

Champions docet.

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I magnifici sette della Juventus, di ogni tempo, di ogni ruolo

Ci manca la Juventus, come dice @iojuventino, e non c’è Nazionale che possa sostituirla.

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C’è la Juve e solo la Juve nel nostro cuore di tifosi sportivi.

Per far passare più velocemente l’attesa vi propongo un “gioco” che ci faccia unire o paragonare i campioni di oggi con quelli di ieri e di ieri ancora.

I migliori sette, i magnifici sette, della storia della Juventus, per ogni ruolo.

Fare questi tipi di classifiche è sempre un esercizio arduo e forse ingiusto, perché ogni  epoca ha i suoi campioni. Ma tant’è, è solo un “gioco”.

Io propongo la mia classifica, basata sul tanto che ho visto e, per i tempi più vecchi di me, sul tanto che ho letto. Classifica personalissima dove non troverete grandissimi come Meazza e Piola, perché nulla hanno aggiunto alla storia della Juventus, e neanche Boniek, Ibrahimovic ed Inzaghi perché li sento poco juventini.

Ma troverete un Martino che giocò un anno solo, ma abbagliò i tifosi o  Altafini e Boninsegna, seppur con passati importanti con il Milan e l’Inter, perché hanno saputo bene interpretare lo spirito della Juventus.

Mille non ne troverete perché sono “soltanto” 77, perché qualcuno mi sarà sfuggito, perché il calcio è opinabile ed ognuno ha le sue preferenze.

Qualcosa ci sarà anche da obiettare sui ruoli, visto che nel tempo i metodi di gioco sono cambiati.

I nomi dei calciatori, come vi accorgerete, non seguono l’ordine di preferenza ma quello cronologico.

Vi auguro una buona lettura ed attendo suggerimenti e critiche e, perché no, i vostri personali magnifici sette.

Un caro saluto a tutti e sempre forza Juve.

 

PORTIERE

Combi, Sentimenti IV, Anzolin, Zoff, Tacconi, Peruzzi, Buffon

REGISTA DIFENSIVO (LIBERO)

Rosetta, Foni, Parola, Cervato, Salvadore, Scirea, Montero

DIFENSORE CENTRALE (STOPPER)

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Caligaris, Rava, Ferrario, Morini, Brio, Cannavaro, Barzagli

DIFENSORE LATERALE (TERZINO)

Varglien I, Cuccureddu, Gentile, Favero, Ferrara, Thuram, Chiellini

MEDIANO INCONTRISTA (CENTROMEDIANO)

Monti, Depetrini, Colombo, Leoncini, Furino, Deschamps, Davids

UOMO DI FASCIA (ALA TORNANTE E TERZINO FLUIDIFICANTE)

Bertolini, Praest, Cabrini, Torricelli, Di Livio, Zambrotta, Camoranesi

MEZZ’ALA (CENTROCAMPISTA)

Cesarini, Del Sol, Tardelli, Conte, Nedved, Marchisio, Vidal

REGISTA

Ferrari, Boniperti, Capello, Brady, Platini, Zidane, Pirlo

MEZZA PUNTA (TREQUARTISTA)

Hirzer, Martino, Sivori, Haller, Causio, Baggio, Laudrup

ATTACCANTE DI MOVIMENTO

Orsi, Borel II, Anastasi, Rossi, Schillaci, Ravanelli, Del Piero

CENTRAVANTI DI SFONDAMENTO

J.Hansen, Charles, Bettega, Altafini, Boninsegna, Vialli, Trezeguet

P.S.

Prendete, a caso, uno dei sette centravanti di sfondamento e, con la fantasia, regalatelo a Conte: “game over” per tutti!

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Ma perché Giaccherini gioca nella Juventus e in Nazionale?

Essere juventini, cioè giocatori della Juventus, non è cosa facile sia per le pressioni esterne (leggi media e tifosi avversari) sia per quelle interne (leggi noi tifosi juventini).

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Essere juventino e chiamarsi Giaccherini è proprio una sfortuna. Una disgrazia. Un dramma.

Non si è mai visto un giocatore non considerato, deriso, maltrattato, umiliato come Giaccherini.

Sorge il sospetto che molte persone abbiano seri problemi e frustrazioni che, non potendoli scaricare sul proprio capufficio, sul proprio partito politico, sulla squadra avversaria, su se stessi, decidono di scaricarli sul bersaglio più facile e teoricamente indifeso: Giaccherini, la nullità assoluta del gioco del calcio che, contro il volere del popolo e degli dei, fa la riserva nella Juventus (addirittura è campione d’Italia!) e talvolta fa il titolare in Nazionale (addirittura è vice campione d’Europa!).

Bonucci lo abbiamo trattato male finchè Conte non gli ha cucito addosso il ruolo di regista difensivo.

Vucinic, in certe giornate, ti tira fuori dalla bocca e dall’animo qualche imprecazione di troppo.

Peluso lo abbiamo crocefisso per i goals di Icardi e Gonzales.

Isla ci siamo quasi stancati di aspettarlo.

De Ceglie ce lo siamo praticamente dimenticato.

Giovinco, che un po’ se le cerca, pare abbia dovuto chiudere il proprio sito su Internet per eccesso di offese.

Ma Giaccherini, povera anima, a chi ha fatto del male?

Gli hanno sempre detto che con quel fisico più che nel Bellaria Igea Marina non poteva giocare.

E lui, senza protestare, era sul punto di smettere di giocare.

Poi un giorno Bisoli lo aggregò alla rosa del Cesena. Lo guardò in allenamento. Lo riguardò. Lo guardò una terza volta e pensò che poteva anche starci in C1. Stare in C1? Titolare inamovibile, una promozione dietro l’altra come trascinatore della squadra. Esordio in A: 36 presenze, 7 goals e salvezza del Cesena. Poi la chiamata di Conte. Conte il visionario lo vuole alla Juventus. E Tuttosport (De Paola ed Oreggia) si chiedono come un tipo così possa vestire la maglia della Juventus.

Un tipo così è ovviamente rivolto al fisico.

Ma chi non conosce, o per età o per cultura, la storia del calcio e della Juventus poteva risparmiarsi ironie sul fatto che Giaccherini fosse o meno all’ ”altezza” della Juventus.

Sernagiotto, Muccinelli, Rui Barros: tre fenomeni meno alti di Giaccherini. Eppure tre fenomeni.

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Ma Giaccherini non è un fenomeno.

Ci sarebbe da discuterci, ma lui non lo ha mai detto, né ha mai preteso che qualcuno lo scrivesse, né si è mai lamentato di stare in panchina.

Lui cerca semplicemente di farsi trovare pronto quando l’allenatore chiama e rispetta sempre le consegne. Giak, fai la punta: e lui fa la punta. Giak, fai il centrocampista: e lui fa il centrocampista. Giak, fai l’uomo di fascia avanzato: e lui fa l’uomo di fascia. Giak, fai il terzino: e lui fa il terzino contro i campioni del mondo della Spagna (1-1). Giak, fai il trequartista: e lui fa il trequartista contro i pentacampeon del Brasile (2-2).

Non chiede nulla e sta sempre zitto.

Parlo allora io per lui.

Rispetto.

Rispetto per Giaccherini, signori tifosi e signori giornalisti.

E non mi rivolgo agli allenatori professionisti perché dalle loro bocche ho solo sentito uscire elogi per il piccolo Giaccherini. Ma loro, gli allenatori, capiscono di calcio.

Dopo un periodo di appannamento, coinciso con l’esplosione di Pogba e il maggior impiego di Padoin e culminato con la pessima (a mio parere) partita in coppa Italia controla Lazio, Giak si è ripreso la scena con il pesantissimo goal contro il Catania e con la brillante (a mio parere ed a parere del CT) prestazione da titolare contro il Brasile.

Ma per chi ha dei seri problemi personali, anche le brillanti prestazioni diventano striminzite sufficienze o addirittura sonore bocciature.

Parole di Prandelli nel dopo partita: “A me piace però evidenziare la prova di Giaccherini. Nei primi 35’ abbiamo fatto un gran calcio, e Giaccherini è stato il migliore in campo: era sempre nella posizione giusta, copriva e ripartiva, attaccando con continuità la profondità”.

Voto su Tuttosport: 6. Voto sulla Gazzetta: 6.

Poi oggi mi imbatto su un articolo di Franco Ordine con, di lato, un’enorme foto di Giaccherini e la didascalia: “Emanuele Giaccherini è stato uno dei punti deboli dell’Italia contro il Brasile”.

Ma quanta bile deve aver versato Ordine nel leggere, il giorno precedente, le dichiarazioni di Prandelli?

Non ci ha dormito la notte per inventarsi un articolo intero contro Giaccherini?

A pensarci bene la povera anima non è Giaccherini.

Lui è un onestissimo lavoratore nel mondo del calcio, che meriterebbe maggior rispetto.

Le povere anime sono quelle che schiumano rabbia a vederlo vincere con la Juventus ed a vederlo giocare in Nazionale.

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