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Avv. Vieri all’attacco: “La FIGC ignora le carte, ma parla”

Non è una vendetta, né un ritorno importante da questo attacco. Che poi attacco è una parola usata dagli intertristi e dall’house organ ufficiale, cioè il giornale rosa. Più che attacco dovremmo parlare di “diritti”. In particolare il diritto di difendersi e far valere alcuni semplici principi: uno per tutti… la legalità.

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L’Italia non va molto d’accordo con un simile principio: basta guardare in politica per capire cosa succede, basta guardare alle caste che si sono create, che prosperano e che stanno radendo al suolo uno dei paesi più belli e fertili del mondo. Almeno lo era. Il calcio è solo lo specchio più opaco di questa situazione.

L’avvocato di Vieri è costretto a rispondere alle assurde parole di Abete. Lo fa su Telelombardia, così pochi hanno visto e ascoltato. La sua è una dichiarazione piuttosto eloquente:

Abete ha detto che la giustizia sportiva non può far nulla per la prescrizione? Gli organi federali dovrebbero esaminare gli atti prima di esprimersi. Noi ci limiteremo a mandare copia della sentenza a Palazzi ribadendo gli esposti che, contrariamente a quanto sostiene l’avvocato dell’Inter, sono stati depositati anche negli anni 2010 e 2011.

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L’avvocato mette in guardia la Federazione. La Federazione che dovrebbe vigilare e che invece si arma di paletta e secchiello per insabbiare le carte, mai veramente lette, e puntare a far tacere tutta l’opinione pubblica su un fatto gravissimo. Intanto la Giustizia Sportiva si accanisce su Conte, effetto collaterale della lotta contro la Juve, ed evita di occuparsi delle cose di cui dovrebbe invece prendersi cura. Domandiamo semplicemente, e scusate questa parentesi, che fine ha fatto il progresso di indagini sul calcioscommesse che riguarda Sculli e Mauri, Palacio e Ranocchia? Che fine ha fatto il boss che seguiva le partite del Napoli? Cosa ha confessato Gianello? Che ne é di Inter-Chievo e Milan-Bari, tanto per citare due partite su cui gli elementi sembrerebbero esistere davvero vista la mole di dati raccolti già a novembre 2011 grazie agli zingari?

Ma torniamo alla prescrizione, l’arma micidiale in mano ad Abete e Palazzi per salvare Moratti, e torniamo all’avvocato di Vieri:

Secondo noi quindi ci sono i presupposti per un’analisi diversa. Noi non vogliamo la revoca dello scudetto, noi vogliamo che venga fatta giustizia in merito a un illecito commesso a 180°. E’ giusto che l’organo che vigila sui suoi tesserati faccia luce sui questi fatti. Bisogna vedere anche la posizione dei dirigenti, al di là della società.

Quindi l’avvocato ne fa una questione di etica e correttezza, che certo non possono prescriversi se di mezzo ci sono scudetti regalati in quel modo a una società che non avrebbe mai potuto possedere i requisiti di limpidezza necessari per cucirsi addosso gagliardetti vari.

Ma sappiamo già la posizione della FIGC: accanto a Moratti, in questa perversione chiamata Farsopoli. Una storia tutta italiana dove le virtù sono state sepolte, e i vizi la fanno da padrone.

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