Un miliardo. 1000 milioni. Tanto vale il Milan di Berlusconi. Questo Milan, arrivato chissà dove in classifica e completamente in rovina da almeno 3 anni, o 8 se si esclude la stagione dello scudetto di Allegri, Ibra e Thiago Silva.

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Addirittura 480 milioni di euro per il 48%. Vale a dire: un mega esborso per una quota di minoranza.

“Papà è un genio” ha sentenziato Piersilvio Berlusconi in risposta ai fatti citati da Andrea Agnelli. “O Mr.Bee è uno sprovveduto” si potrebbe ribattere facilmente.

Noi proviamo un po’ a rompere il muro di silenzio, cercando a far quadrare i conti.

Il valore di un’azienda calcio dipende da diversi fattori, inconfutabili e oggettivi: risultati sportivi conseguiti negli ultimi anni, risultati sportivi attesi, fatturato, patrimonio netto, margine operativo, marketing (notorietà del brand).

Mettiamo ordine.

Risultati sportivi

Nell’anno appena concluso, il Milan di Inzaghi si è piazzato decimo, con 52 punti all’attivo, a -35 dalla vetta della classifica, fuori dalle Coppe. Ottavo lo scorso anno, con 57 punti, a -45 dalla Juve capoclassifica. Due anni senza coppe e risultati magrissimi in campionato hanno minato il fattore brand awareness in modo clamoroso.

I risultati attesi non sono certo dei migliori. Da sciogliere tanti dubbi sul campo e soprattutto su un mercato che Galliani non smuove ormai da anni, con il terzo anno senza alcuna Coppa da giocare, con evidenti ricadute sul fatturato e sulle sponsorship.

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Fatturato, Patrimonio e MArgine

È di 224 milioni di Euro l’ultimo fatturato rossonero, contro i 210, 254, e i 275 degli anni precedenti. Cifre a parte, la voce debiti e soprattutto il margine operativo dovrebbe mettere in guardia chiunque operi un’acquisizione.

Nel consolidato del 2014, il Milan ha chiuso con una perdita netta di 91,28 milioni di Euro: record nella storia del club. Il patrimonio netto è stato di -94,2 milioni di Euro, per una cifra di 246,8 milioni di Euro di debiti finanziari. A leggere i bilanci, negli ultimi 10 anni le perdite ammontano a 361 milioni di Euro. Solo le plusvalenze e i diritti TV hanno limitato le lacrime. Mentre Fininvest ha versato, in conto capitale, poco più di 53 milioni di Euro per coprire i risultati finanziari disastrosi del 2014. Nel 2014 il margine operativo è di 69 milioni di Euro.

Debiti complessivi per 334,5 milioni di Euro, praticamente il triplo dei crediti attestati a 115 milioni di Euro.

Alcune curiosità legate al marchio: Casa Milan, la locazione della nuova sede, è di Proprietà di Vittoria Assicurazioni. Lo stadio è diviso con i cugini interisti, e non è di proprietà.

Marketing

Con Barbara Berlusconi a guidare le operazioni di marketing rossonere, e a litigare con Galliani su chi conti di più in in casa Milan, il valore del marchio rossonero ha visto lacerazioni importanti a causa dei risultati sportivi ottenuti. Per gli studiosi di BrandFinance, il brand Milan è cresciuto come Stoccarda, Benfica e Valencia, con 244 milioni di Dollari di valore complessivo del brand (1,2 miliardi è il valore del ManUTD capoclassifica).

Poco meno di 1 milione le maglie vendute dal Milan in tutto il mondo, a fronte di 99 milioni di tifosi nel mondo.

Per far risollevare il marchio Milan occorrerebbero due cose: vittorie sul campo e sessioni di calciomercato d’altri tempi. Per entrambi i risultati occorre però ancora tempo, nel primo caso, e una barca enorme di soldi, nel secondo caso. Ma: leggendo le classifiche degli ultimi anni, scalare la Serie A diventa complesso per il Milan: perchè c’è una Juve che appare inavvicinabile, e un set di avversarie (leggi Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina) che sembrano più attrezzate di Galliani & Soci. Quanto al mercato, l’appeal del Milan è stato decisamente messo in crisi dai risultati sportivi di cui sopra.

Restano le grancasse di giornali e TV.

Come calcolare il valore?

Come calcolare allora il valore del Milan e dell’affare di Mr. B o Mr. Bee? Alcune ipotesi:

  1. Berlusconi ha già di fatto ceduto l’intera azienda, con tempi di ingresso da rispettare per non creare un altro caso Thohir. La cordata asiatica avrebbe già comprato quote di maggioranza da ufficializzare nei prossimi 18 mesi;
  2. Berlusconi avrebbe de facto inventato un altro marchingegno finanziario per far rientrare capitali dall’estero;
  3. Berlusconi avrebbe ceduto qualche altro asset, fra lo stuolo di aziende e controllate e partecipate del suo impero;
  4. ai 99 milioni di tifosi in tutto il mondo verrebbe chiesto di partecipare alla causa sociale rossonera versando nelle casse di Berlusconi 10 euro a testa. Questo sí che sarebbe amore. E non sarebbe comunque il miliardo di valutazione.
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