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Balotelli: non mi piaci e non sono razzista

Un paio di tweet, le solite scanzonate dei giornali, qualche servizio video, troppi opinionisti che lo usano per farsi belli, senza per questo pensare davvero ciò che dicono.

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A venti minuti dal termine del match Balotelli becca il secondo giallo e quindi il conseguente rosso. E’ capitato a molti, solo che l’episodio più brutto è sempre dopo: la solita sceneggiata. Francamente dubito che non sia calcolata, che non sia studiata, giusto per mantenere una certa coerenza col personaggio che gli hanno o si è disegnato addosso. Nel caso non fosse un disegno, ma pura realtà… allora siamo messi male.

Se Balotelli, numero 9 azzurro, è il leader di questa Nazionale, allora preferisco scegliermi un’altra Nazionale. Prandelli ha detto alla fine della partita che “deve ancora crescere”. No: non crescerà mai.

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Non mi piace, non può essere raccontato come esempio, non può essere uno dei 100 più influenti al mondo, davvero non posso permettere a mio figlio di seguire le sue gesta.

Calci e pugni dopo il rosso, una furia. Avesse quella furia durante i momenti di gioco, con la tecnica che il Cielo gli ha regalato e chissà perché, sarebbe un top player assoluto. Ma è solo Balotelli: un ragazzo con una storia difficile, come molti altri, ma che ci mette del suo per non farsi apprezzare, per non riscattare quella storia difficile.

Non mi piaci Balotelli, e non sono razzista: solo realista e pragmatico. E proprio il tuo atteggiamento fa malissimo a chi il razzismo lo subisce per davvero. Come molti hanno scritto: “non lo fischio perché sei nero, ma perché sei senza onore”.

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