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Balotelli spara, la polizia intercetta

Pare uno di quei film trash, solo che qui non c’è Bombolo (pace all’anima sua, non smetterò di ringraziarlo per tutte le risate che mi regala ogni volta che lo rivedo) né Tomas Milian. C’è soltanto questo ragazzotto con seri problemi di equilibrio mentale cui, giocoforza, i giornali hanno tolto l’etichetta del ragazzo e gli hanno affibbiato il ruolo di moralizzatore del calcio italiano.

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Che Balotelli faccia cazzate è palese, fa parte del suo animo. D’altronde è un ragazzo di 18 anni che ha voglia di divertirsi in campo e fuori. Però, al contempo, su questo ragazzo sono pronti a scommettere moltissime persone. Le doti tecniche non si discutono, ma quelle comportamentali non possono essere ignorate. Ho imparato sulla mia pelle che la disciplina può essere abbinata alla pazzia, che serve comunque equilibrio e ordine in un mondo caotico. Prima o poi dovranno decidere da che parte mettere Balotelli: fra i geni cui perdonare ogni cosa o fra i criminali perennemente assolti. In entrambi i casi, la scelta sarà errata.

A parer mio Balotelli è lo specchio perfetto di un mondo, quello del calcio, che ha perso paletti e regole, valori e limiti. Però non può pagare per tutti, nonostante comunque non può passare inosservato il suo mancato giusto-atteggiamento.

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Chi lo voleva in Nazionale dimentica o ignora o fortemente-vuole-ignorare quanto detto in lungo e in largo dai protagonisti del calcio italiano: dai giocatori come Panucci e Legrottaglie, ai vari tecnici e dirigenti che lo hanno incrociato, da alcuni giornalisti ai semplici bevitori di caffé al bar della vostra città. Balotelli deve darsi una regolata perché rappresenta una qualche immagine, un punto di riferimento per chi guarda partite e legge i giornali sportivi. E proprio in questi tempi maledetti, beh non è un bell’esempio.

L’ultima trovata è l’utilizzo di una pistola giocattolo in pieno centro a Milano. La polizia lo ha fermato dopo che alcuni passanti avevano sentito alcuni spari, evidentemente finti. Una ragazzata, o una cazzata, chiamatela come volete. Che, nei tempi e nei modi, arriva nel periodo peggiore, quando cioè Lippip è stato massacrato per non averlo portato in SudAfrica.

Santo non è, criminale non sarà, ma certo bisognerà capire cosa è questo Balotelli. Se qualcuno riuscisse a piegarlo alla semplice regola del “fai il professionista, allenati e per un paio di anni stupisci”, beh verrebbe di certo premiato col Premio Nobel per qualcosa, tipo quello della Pace. E certo quelli di Via Durini non è l’ambiente ideale per crescere e migliorare.

Resta da capire perché Mourinho lo teneva fuori e Lippi doveva portarlo in Nazionale. O cosa ha combinato Balotelli con l’Under 21, laddove cioè doveva fare la differenza e mai l’ha fatta. Ma questi sono dettagli, come qualcuno si affretterà a rispondere. Dettagli, come i due punti dell’Italia al gironcino del Mondiale o il fatto che la squadra vincitrice del Torneo Aziendale Italiano non possiede gente protagonista al Mondiale, escluso al momento il duo Maicon-Snejeder. Da sempre il team di Moratti preferisce infatti fare/dare spettacolo fuori dal campo, attraverso spioni, bilanci truccati, passaporti falsificati, scudetti di cartone.

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