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Basta una scintilla

Due anni pieni di successo e di successi. Singolare e plurale hanno una semantica ben precisa. Ora, al netto della parola giornalistica “crisi” che è veramente delirante, alla Juve servirebbe una scintilla. Una piccola scintilla per ripristinare il giusto assetto mentale.

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Il problema è tutto lì. Contro la Fiorentina abbiamo assistito a una Juve molto positiva, fino al pareggio viola quando ormai i ragazzi erano sotto la doccia e senza nemmeno un soffio di energia nelle gambe. Da lì in poi, per 10 minuti, la storia non merita di essere raccontata, tanto è assurda.

Non è un problema fisico: la mente comanda le gambe e in questo momento la mente è spenta. Forse non sazia, ma certamente spenta. Poca voglia, poca voglia di sudare, poco rispetto per la maglia indossata. Quanto mi piacerebbe sentire una delle poche interviste a Trezeguet: lui sì che direbbe il giusto peso, in chilogrammi, di quella casacca.

Il punto, allora, è che i senatori sembrano non avere più il polso dello spogliatoio. Possibile che i Buffon e i Pirlo non riescano a prendere a schiaffi i vari Pogba e Vidal? Chi tira il gruppo durante la settimana? E fatemi spiegare.

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Non che Pogba e Vidal siano i maggiori responsabili della situazione. Tutt’altro. Il cileno ha già firmato un po’ di reti e prestazioni esaltanti, mentre la crescita del francese è sotto gli occhi di tutti. Ma nelle ultime partite, i due fenomeni hanno badato più al conto corrente e ai flash che alla sostanza. Così non ci siamo. Bisogna però partire da loro per dare una scossa a tutto il gruppo. E fossi Marotta e Agnelli bloccherei all’istante qualunque procedura di rinnovo: a fine anno si faranno i conti, altrimenti rischiamo di perdere già adesso. Perdere in senso economico e sportivo.

Più di quanto fatto i vari Asamoah e Padoin proprio non possono. La scossa deve partire, invece, proprio dai nomi sopra-citati o dai Bonucci e Chiellini e Barzagli, tanto per intenderci.

Abbiamo la possibilità di sfruttare un talento immenso come Tevez, abbiamo la possibilità di sfruttare un Llorente in crescita (ma praticamente mai messo nelle condizioni di calciare in porta), invece ci facciamo rimontare come una neopromossa qualsiasi. Inaccettabile.

La sconfitta ci sta, ma nei modi corretti, dove cioè l’avversario merita davvero la vittoria. Con i nerazzurri abbiamo regalato due punti, mentre in altre occasioni abbiamo fatto risvegliare i morti (Copenaghen, Galatasaray, Milan e appunto Fiorentina).

Eppure, basta una scintilla. Una scintilla blanca.

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