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Bendtner: affare per chi?

Praticamente non ha ancora indossato le scarpette, ma già tutti si sono più o meno espressi su Bendtner. Ultimo acquisto stagionale della Juve, di quelli che si fanno più per necessità che per piacere. Di quei nomi che all’inizio dell’estate non ti sarebbero mai venuti in mente, ma che si materializzano solo negli ultimi istanti di trattativa perché il mercato non offre altro.

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Il danese sarà davvero utile?

Il direttore Jacobelli ha giocato un po’ sporco: complicato mettere a paragone Del Piero con Bendtner. Irrispettoso per entrambi. La favola di Alex Magno era finita. Doveva prima o poi finire. Come con molti altri talenti del calcio, arriva un momento di dire basta. Secondo Conte e la società tutta il momento giusto era l’anno scorso, cioè qualche mese fa. Con quello scudetto alzato al cielo, quelle ultime prestazioni che avevano confermato una classe inarrivabile, uno stile inimitabile, una storia irripetibile. Non ci sarà più un altro Del Piero, né credo che qualcuno possa anche solo avvicinarsi ai suoi numeri, alla sua carriera. E allora non raccogliamo la provocazione di Jacobelli, piuttosto soffermiamoci su altre critiche.

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Il ragazzo a Vinovo sta lavorando. Duramente, intensamente, nel tentativo di raggiungere le condizioni sufficienti perché Conte possa pensare a lui. E’ arrivato alla fine della sessione di mercato, quando la squadra era al lavoro da oltre 40 giorni. Servirà giusto un po’ per metabolizzare i nuovi meccanismi e i nuovi allenamenti. Confidiamo di vederlo in campo fra massimo due settimane e tale sarà il tempo per una prima convocazione. Borriello arrivò a gennaio, smaltendo un infortunio e un lungo stop, giocò solo a febbraio. Altri tempi, vero, ma allora questo Bendtner a cosa serve?

Serve e servirà a far giocare la squadra in un modo più vicino alla filosofia di Conte che per il momento sta affidandosi a due geni del pallone come Giovinco e Vucinic. Troppo leggeri per reggere tutte le partite di campionato, e non stiamo parlando di resistenza. Verranno tempi in cui servirà il classico ariete, l’uomo forte, alto e grosso capace di giocare bene di sponda, di far respirare la squadra, di andare a battagliare sulle palle aeree e dare maggiore consistenza alla presenza in aerea dei bianconeri. Questo uomo doveva essere Matri che però denuncia limiti evidenti in fase di manovra. Spalle alla porta l’ex Cagliari non è altrettanto efficace rispetto a quando può sfogare la corsa in verticale, col naso puntato verso la porta avversaria. Non può farlo Quagliarella un simile ruolo, e allora ecco la giustificazione alla presenza di Bendtner in rosa.

Quanto ci metterà a farsi trovare pronto? Speriamo presto. Anche per la curiosità di vederlo in campo.

Intanto annulliamo le voci che vorrebbero già il ragazzo fuori dal progetto di Conte. E abbracciamo la filosofia del rasoio di Occam: se l’hanno preso vuol dire che Conte ha dato il suo ok. Speriamo ovviamente che Bendtner smentisca tutti gli scettici. Sarebbe l’ennesimo gran colpo di Beppe Marotta. A poco più di 5 milioni di euro.

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