Uno fra Berardi, Gabbiadini e Zaza tornerà alla base. Per restarci. Tre giocatori molto diversi fra loro, tre ragazzi di cui la Juve deve andare fiera per il percorso di crescita. Tre risorse da valorizzare.

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Male che deve andare, ognuno di loro tre può trasformarsi in una contropartita da usare in qualche trattativa. Nulla di strano fosse proprio uno dei tre (Zaza, in particolare) a sbloccare l’affare Pereyra con l’Udinese.

Il punto, in realtà, è un altro: quale dei tre riportare a casa?

Domenico Berardi è un’ala vecchio stampa: agile, sfacciato nel dribbling, dinamico, con un buon senso del gol viste le 16 marcature al primo anno di Serie A. In un 4-3-3 ci starebbe benissimo, probabile anche nel 4-4-2 che Conte ama trasformare in 4-2-4. Con Pepe in dubbio e Lichtsteiner riportato a terzino, con lui la fascia destra sarebbe sistemata.

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Manolo Gabbiadini ha ben figurato con la Samp. Gran fisico, grande velocità, ottime proprietà balistiche. Un sinistro su cui ancora deve lavorare per renderlo letale. Otto reti per lui nell’ultimo campionato, giocando maggiormente come attaccante esterno: un ruolo che a Conte piace tanto.

Simone Zaza è sfrontato, a partire dal look con cui si presenta in campo. Gli piacciono le cose spettacolari, tipo le giocate in acrobazia o gli assoli. Non un grande bomber, ma una prima punta che gioca molto per la squadra e fa giocare bene chi gli sta a fianco.

Descritti così, gli indiziati ad approdare a Torino sono i primi due, con preferenze più spostate verso Mimmo Berardi. Toccasse a lui, o a Gabbiadini, sarebbe importante accompagnarne la crescita con metodo e pazienza, ma su questo Conte è preparatissimo.

Riportarne uno a casa vorrebbe anche dire cominciare a valorizzare il patrimonio di giovani che abbiamo in prestito in tutta Italia. Il futuro della Juve passa anche da loro.

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