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Bibidi bobidi bu, e il testimone dell’accusa non c’è più

Signori, stiamo superando di gran lunga Zelig. Sembra una sorta di rincorsa a chi fa o dice più cazzate. L’accusa chiama in aula Ancelotti. Addirittura è presente Meani in Tribunale. Ancelotti è una sorta di asso nella manica dei PM che infatti incalzano. Moggi, De Santis, calendari e rapporti privilegiati. Carlo, che è un grande uomo come lo definisce Mughini, risponde. Ecco le sue rivelazioni. Mi permetto di rifare a modo mio le domande dei PM.

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Signor Ancelotti, Moggi controllava il calendario?

Non mi ha mai chiesto delle mie preferenze sul calendario.

La traduzione più ovvia è la seguente: Ancelotti che era l’allenatore della Juve non poteva non avere voce in capitolo su eventuali frodi sul calendario. E via il primo punto dell’accusa.

Signor Ancelotti, Moggi aveva rapporti privilegiati con l’arbitro De Santis?

De Santis dava del tu a Moggi ma lo faceva con tanti, soprattutto con allenatori e calciatori. Dava del tu anche a me. Direi che fosse il suo carattere.

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E qui si scioglie come neve al sole il punto definito “associazione a delinquere”. Perché le intercettazioni dimostrano come De Santis aveva rapporti molto molto stretti non solo con Moggi, ma pure con altri dirigenti: rossoneri, nerazzurri e via dicendo. Narducci è molto nervoso e la successiva domanda cerca di stanare il suo testimone principale.

Signor Ancelotti, ci parli delle prove del 2004/2005!

Più che altro erano nostre sensazioni. Il Milan si sentiva defraudato in quel campionato.

La traduzione qui non la scrivo. E’ come quando un paziente non ha la febbre, ma se la sente addosso e il dottore viene messo alla gogna perché non ha prescritto nulla contro il febbrone inesistente. O si portano prove concrete oppure le sensazioni, congetture molto molto molto deboli, servono solo per rafforzare le posizioni della difesa.

Narducci, completamente in confusione e visibilmente scosso, prova addirittura la mossa a sorpresa. Chiede del campionato perso dalla Juve di Ancelotti a Perugia e qui Carletto avanza dei dubbi su quel “tipo” di sconfitta. Per la cronaca l’allusione è alla gestione dei 75 minuti intercorsi fra lo stop del match per pioggia-in-stile-Noè e  il ricominciare della partita.

Per oggi è tutto, Signori. Il cabaret riprenderà settimana prossima col comico più atteso: Roberto Mancini. Intanto, grazie Professor Narducci da tutto il team di Prioreschi: non hanno nemmeno bisogno del controinterrogatorio. E come la prenderà Moratti secondo voi?

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