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Branca, l’amico di Cobolli Gigli

Chi è Branca, il censore di Antonio Conte?

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Che sia il responsabile dell’area tecnica dell’Inter è noto. Che abbia titoli per ironizzare sulla posizione di squalificato di Conte, non ci risulta. Anzi. Ma partiamo dall’inizio.

Cassano si sveglia un giorno e parla di “soldatini”. Vabbè, è Cassano… cosa vuoi pretendere.

Bonucci risponde per le rime.

Ieri Conte riceve a Montecatini il premio Maestrelli come miglior allenatore 2012-2013 (vogliamo aggiungere un ovviamente ?).

In occasione dell’evento, la mattina decide di dedicarsi ai tifosi che gli sono stati vicini in questo periodo particolare e risponde via Twitter alle loro domande.

Tra l’altro, facendo ovviamente riferimento alla frase di Cassano, dice:

Partiamo dal presupposto che a me è piaciuto molto quello che ha detto Bonucci, quando si parla di soldatini qui si parla di professionisti. Quando io parlo di professionalità e di professionismo in altri campi, io per primo e i calciatori dobbiamo essere professionisti nel nostro lavoro. Noi chiediamo professionalità, chiediamo ai nostri ragazzi di essere professionisti. Debbo dire in tutta onestà che quando andiamo a prendere un calciatore, quando decidiamo di investire, anche perché oggi non possiamo permetterci di fare investimenti sbagliati, le cose che andiamo a vedere, oltre alle cose dal punto di vista tecnico-tattico, chiediamo se il calciatore ha dei requisiti umani importanti. Perché nei momenti di difficoltà, e di momenti di difficoltà ce ne sono tanti durante l’annata, il calciatore viene sempre in secondo piano ed emerge sempre l’uomo. Se noi abbiamo una squadra fatta di uomini, allora vinciamo, così come è successo l’anno scorso, così come ci auguriamo possa succedere anche quest’anno. Quando invece dietro l’uomo c’è un quaquaraquà, un uomo di poca cosa, allora sono i primi che ti fanno affondare, quindi preferiamo lasciare questi giocatori agli altri.

Branca si sente chiamato in causa e risponde:

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Credevo che la vicenda fosse già risolta tra i giocatori e che non ci fosse bisogno dell’intervento di persone che all’interno dei club ricoprono cariche di ‘maggiore responsabilità’. Se poi qualcuno ha ritenuto di intervenire, pur trovandosi nella sua posizione attuale, da parte mia non trova risposta proprio per non alimentare ulteriormente la polemica e andare contro il clima di serenità che tutti auspichiamo. E, comunque lo ringraziamo di lasciarci certi tipi di giocatori.

Certamente Conte non sa che, essendo stato squalificato senza prove ed essendo perciò innocente, è di cattivo gusto che faccia apprezzamenti sui giocatori dell’Inter che, per primi, hanno ironizzato sui giocatori della Juventus o, per dirla meglio, da Juventus. Come si permette Conte, nella sua posizione attuale?

Ma come si permette Branca.

Branca, uomo di fiducia di  Moratti, criticato perfino dal suo ex collega Oriali.  Dice Oriali, a marzo di quest’anno:

La cosa che mi preoccupa di più è che Branca ha detto che sta già lavorando per il prossimo anno: se fosse vero spero che stia lavorando per il futuro di un’altra squadra, non dell’Inter. Non so perchè sia uscito con queste dichiarazioni, perchè lui stesso sa che molte trattative le abbiamo condotte assieme, fino alla cessione di Ibrahimovic al Barcellona, che ha portato avanti il presidente, anche molto bene. Ma lo confermano anche gli stessi giocatori, come Lucio e Samuel, che mi ringraziano sempre per il fatto di essere approdati all’Inter: anche durante le trattative in entrata di Ibra e Vieira, io e Branca eravamo assieme in sede della Juventus, con il presidente bianconero.

Oriali, oltre che campione del mondo, è quello del passaporto di Recoba, con in mezzo anche Baldini.

L’Inter  ci aveva appena pugnalato con le intercettazioni e praticamente ucciso con le sentenze volute da Guido Rossi. Con il cadavere ancora caldo, Branca, con Oriali, era nella nostra sede per portarci via Vieira ed Ibra, con il benestare di Cobolli Gigli.

Branca non doveva nemmeno entrare nella nostra sede. D’altronde chi è Cobolli Gigli lo avevamo capito da subito.

Branca ricordi i suoi “inciuci” con Cobolli Gigli prima di ergersi a censore di Conte.

Che comunque non deve essere difeso né da me né dalla Bongiorno primo perché non ha fatto o detto nulla per cui debba difendersi e poi perché sa già difendersi da solo, e molto bene.

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