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Bruno Corda, tra Zeman e “tradimenti” Contiani

camicia-di-forza   Antijuventinismo italiano di Sardegna.

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Ebbene si: purtroppo, anche dalle nostre parti, essi esistono.

Ieri pomeriggio, mentre tornavo da un lavoro in campagna, come al solito, sentivo un’emittente cagliaritana che ascolta mio padre (ero con lui, in macchina). In questo periodo, c’è anche la pagina calcistica, perché il Cagliari ha iniziato la stagione.

E, fin qui, nulla di strano. Se non fosse per il fatto che per parlare del Cagliari Calcio chiedono pareri al signor Bruno Corda.

Ora, non varrebbe neanche la pena soffermarsi sul solito giornalista sportivo/telecronista che parla di Juve per il suo quarto d’ora di notorietà.

Però, ve lo volevo far conoscere.

Questo Bruno Corda, già nel 2006 si era guadagnato la fama di antijuventino doc, sfoderando una prestazione degna di uno Scarpini o di un Pellegatti, andando a urlare “Vergognati!” all’arbitro Ayroldi e a tutta la Juve, in particolare inveendo sulla Triade, per un rigore che era stato assegnato a favore dei bianconeri. Per la cronaca, quel rigore non fu trasformato, ma la Juve pareggiò al 95′ con un gol di Cannavaro (toh: un altro “gol di Cannavaro”, dopo quello del 2000), per il rosichio dei tifosi antijuventini di Cagliari e dell’italia pallonara intera.

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Ora, in questo precampionato, come già detto, è ospite di questa radio cagliaritana di cui ho accennato sopra.

Il sig. Corda, che già l’altro giorno si era lanciato in un’iperbole del tipo “Negli anni ’70, quando il Cagliari vinceva” (il Cagliari ha vinto lo scudetto solo nel 1970, e il periodo d’oro era alla fine degli anni ’60, ndr), e che magnifica ad ogni piè sospinto il modo di allenare di Zeman (si, ha esaltato il metodo dei gradoni!), ieri ha parlato di Juve.

E indovinate come è andata a finire…

Ha esordito spiegando l’ovvio: cioè Allegri alla Juve, dopo tutti gli strali lanciati in passato, e la piazza bianconera che all’inizio non lo accettava (poco importa se poi l’abbiamo accettato; ma, questo, Corda non lo dice..).

Poi si lancia a parlare di Conte. Dice che ci ha traditi, che aveva un accordo col Milan da quattro (udite: “quattro”!) mesi prima. Ma Corda li legge, almeno, i giornali? Riesce persino a sbagliare le mistificazioni operate dai suddetti! I media ci hanno raccontato che Conte avrebbe avuto un pre-accordo col Milan già da maggio. A me risulta che da maggio a luglio ci siano due mesi, non quattro! In ogni caso, c’è differenza tra un “pre-”accordo ed un accordo vero e proprio. Tanto per fare i pignoli, eh…

Poco importa se, poi, il Milan, alla faccia dell’accordo con Conte, abbia messo Inzaghi in panca. Poco importa se le dimissioni di Conte non sono state un tradimento (e quelle di Lippi, allora, dopo il 2-4 col Parma? E quelle di Capello, nel 2006?), ma nemmeno dimissioni: si vada a vedere il comunicato, sul sito della Juventus, che parla di ‘Risoluzione Consensuale’, con una lunga lettera di ringraziamento del Presidente Andrea Agnelli. Corda parla con la sicumera di chi ha studiato a memoria e lo speaker della radio non lo contraddice.

Se non ricordo male, ha pure affermato che, proprio per questo “tradimento”, noi tifosi non dovremmo arrabbiarci, ma dovremmo essere contenti che sia andato via. In più, come al solito, ha parlato del suo ego (belli, i tempi dell’ego di Ranieri, vero?), come fa chi non si può appigliare ad altro per sminuirne la grandezza. Insomma, sempre il solito gioco di chi vuole mettere i tifosi della Juve contro le proprie icone o contro squadra e dirigenza per dividere la Juve stessa e distruggerla dal suo interno. Carissimo Bruno Corda, io La informo che non ho nulla da rimproverare a Conte, che le chiacchiere sull’ego stanno a zero, e che Lei, come ho scritto ieri su twitter, deve sciacquarsi la bocca e pensarci 102 volte, prima di parlare di Conte Antonio, e 117 volte prima di parlare di Juventus! Pensi, piuttosto, all’ego di uno come Zeman, che ha dichiarato “Kistionai pagu, traballai meda”, quando lui, in trent’anni di carriera, ha sempre kistionau medatraballau pagu. Dichiarazioni, ovviamente, frutto di un’operazione di marketing della società rossoblu (legittima, ci sta; solo che se vado a parlare in sardo meridionale a Zeman, questi non mi capisce), dal momento che una lingua non la impari in un mesetto. Concludo proprio col boemo: stanno aspettando a fargli domande sulla Juve, prima che venga silurato anche da Cagliari?

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