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Buffon e Storari: la differenza filosofica fra valore assoluto e valore espresso

Esistono tanti talenti in giro per il mondo e in ogni settore professionale. E’ tutta gente con capacità incredibile e al di sopra della media. E’ tutta gente che è superiore, per qualità, al resto dell’umanità. Nello sport ci si riferisce a questa gente con la parola “campioni”.

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Negli ultimi 30 anni pare non esistere un miglior portiere rispetto a Gigi Buffon. A soli 17 anni esordì contro il Milan vestendo la maglia del Parma. Di lì a poco la Juve dovette sborsare circa 105 miliardi di vecchie lire per assicurarsi le sue prestazioni. In maglia bianconera Buffon si è contraddistinto quale ottima persona ed eccellente professionista.

Insomma, il valore assoluto di Gigi Buffon è ampiamente dimostrato e dimostrabile. Ma di valore assoluto non si può campare. C’è sempre la necessità di dimostrare giorno dopo giorno di essere il migliore, attraverso i fatti e le prestazioni. Per varie ragioni Gigi Buffon è lontano da questa condizione ormai da 2 anni. Le varie ragioni sono presto dette: due bruttissimi infortuni su cui credo esistano alcune perplessità: Gigi sta bene fisicamente? E non intendo ora e adesso, piuttosto lo chiedo in senso generale. Un portiere subisce, più di ogni altro, certi tipi di operazioni e stop.

A scanso di equivoci ripeto ancora una volta un concetto che per me è limpido: ragionando in valore assoluto non cederei Buffon nemmeno per Messi e Cristiano Ronaldo insieme! Ma sono lontani i tempi in cui Buffon firmava almeno 15/20 punti di quelli complessivi fatti segnare dalla Juve a fine campionato. Lontani i tempi in cui i suoi miracoli davano la scossa a un gruppo intero e permettevano di trascorrere settimane serene.

Da un po’ di tempo Buffon si limita all’ordinario, cioè la base delle sue prestazioni. Quello che ti serve di Buffon è lo straordinario. Che poi è quello che serve a una grande squadra dove un portiere è impegnato in numero certamente minore. E’ il classico tranello del portiere di provincia: 8000 tiri presi, almeno 200 parate le dovrà pur fare!

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Dell’ultimo Buffon stupisce l’atteggiamento: dove sono gli occhi iniettati di sangue? Dove la cattiveria a far paura all’avversario, componente fondamentale se vuoi vincere le partite già nel tunnel che porta al campo, prima del fischio di inizio?

Va bene l’educazione, ma ho visto troppe volte sorrisi e pacche sulle spalle, frasi di un rispetto che sul campo deve essere dosato e non può valere per ogni avversario. Ho visto Buffon parlare da solo, quasi fosse un qualcosa di estraneo. Non ho visto Buffon discutere con Chiellini e Bonucci di posizioni da prendere, di uomini da marcare. Ho visto Buffon alzare le braccia al cielo a invocare un aiuto che non è mai arrivato e figuriamoci se questa deve essere la soluzione. Ma dov’è finito il Gigi che ho conosciuto? Quello che in un italiano corretto descriveva una Juve che aveva veramente voglia di vincere e di lottare. Contro tutto e tutti? Dove è finito quel Gigi che già solo con lo sguardo fulminava l’avversario che stava caricando il tiro ben sapendo che era solo un gesto di circostanza, tanto  o andava fuori o la prendeva Buffon?!

Ecco a me è mancato questo Gigi. Questo Gigi qua. Gli infortuni sono pesanti da digerire, ma non possiamo più campare né di rendita né di riconoscenza infinita.

Con Storari in porta ho potuto apprezzare tutta un’altra Juve. La soglia dell’attenzione si alza, Bonucci e l’altro centrale diventano d’improvviso più attenti e più cattivi. Riguardate le tre parate di Storari contro Vucinic, Totti e De Rossi e guardatelo come esulta e di che coloro sono i suoi occhi quando si rivolgea ai tifosi. Sono occhi color rosso, rosso fuoco, una rabbia e una voglia di parare che poi si ripercuote su tutti i compagni. Riguardatelo mentre va ad esultare dopo il gol di Matri, con quelle vene che rischiano di saltar fuori dal collo. Riguardatelo ancora quando esce a prendere l’ennesimo cross di Menez col ginocchio alto, altissimo e ben teso così che l’attaccante si ricordi per sempre che lì, in quelle zone, quando esce Storari… prego non sostare davanti l’ingresso!

Non è e non può essere un caso se le migliori prestazioni difensive della Juve sono avvenute con Storari in porta. Bisogna pure non cadere nel tranello di leggere in modo freddo e asettico i gol presi. Bisogna estendere il discorso tirando dentro tanti elementi di qualità. Che non vale e non varrà mai Gigi Buffon, siamo pazzi?!, questo è fuori di dubbio. Ma il campo è una scienza inesatta. Sul campo vale la regola del valore espresso, regola perfettamente applicata da Marco Storari che reputo, e potremmo andare a rileggere numeri e prestazioni, uno dei migliori portieri di questo campionato, alla luce delle recenti prestazioni di Julio Cesar, di Doni, di Sirigu e di Handanovic.

E allora torniamo a quel maledetto punto di partenza e forse troviamo l’esatta cognizione del problema bianconero degli ultimi 4 anni: i nomi fanno una squadra? Assolutamente no! Bisogna sudare e come Gigi Buffon sa bene… bisogna volere, fortissimamente volere. Probabilmente Marco Storari ha voluto di più!

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