Le espressioni del viso, e in generale del corpo, spesso e volentieri dicono molto di più di tante parole o frasi. Forse riflettono maggiormente ciò che un soggetto prova in un dato istante, e difficilmente riescono a tradire il vero sentimento che una persona sente.

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Nel mondo del calcio, soprattutto oggi che abbiamo una tecnologia sviluppata all’ennesima potenza, è molto facile che i faccioni degli addetti ai lavori vengano immortalati dalle telecamere delle tv, e questo accade continuamente durante le gare. Espressioni stanche, nervose, rabbiose, sconfortate, ma anche esultanti, felici, raggianti: tutto questo lo si può ammirare in una gara di calcio, nella quale i giocatori e tutto il resto rappresentano un mix di espressioni ed esclamazioni molto variegato.

Prendiamo ad esempio l’espressione di Claudio Lotito, prima e dopo la gara di supercoppa: sorridente, accomodante prima della gara, quando stava per prendere posto in tribuna, accompagnato dal fido Tare; sconsolato, impassibile e cupo dopo aver visto il terzo gol: al quarto forse voleva scomparire dallo stadio; e il fido Tare chinava il capo. Ecco, quelle espressioni sono l’essenza di ciò che si prova, e valgono davvero più di mille parole. E’ un calcio vero quello.

Chiaro che passare dalla faccia alla facciata ci vuole un attimo: tant’è vero che parliamo sempre di qualcosa che è esteriore, che rappresenta ciò che si vede, seppure in maniera assolutamente opposta.

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Perché se la faccia riflette ciò che realmente si prova, la facciata invece è l’opposto di ciò che si prova. Questo mi fa venire alla mente la presentazione della squadra della Roma: quando hanno fatto il loro ingresso in campo sia Lamela che Borriello, era evidente la loro non felicissima espressione: non sono contenti di restare, vogliono andare via. Qui abbiamo avuto l’incontro tra il vero e il falso: facce tristi in una serata tutta di facciata.

Il calcio è anche questo: è fatto di volti e di maschere. Come diceva il mister Silvio Baldini, il calcio è pieno di maschere: si critica ingiustamente Antonio Conte che a Bologna esulta con i suoi e invece non si condannano i gesti che rappresentano la dimostrazione dell’inciviltà: ecco perché Conte non è ben visto, perché è vero e perché, al contrario di molti suoi colleghi, dice le cose come stanno. E’ un calcio vero, è un calcio di facciata. D’altronde è sempre uno spettacolo…

Per la rubrica “Bordocampo bianconero”

clintuco.wordpress.com

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