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Calcio pulito, appello Gazzetta: senti chi parla!

Incredibile, ma vero. Solito orario mattutino, solito caffé e un grido: prova a dare un’occhiata alla prima pagina della Gazzetta. Detto, fatto. I grandi puristi della deontologia professionale organizzano una prima pagina richiedendo l’attenzione del lettore. Basta con Blatter e questo calcio malato, firmate l’appello per il calcio pulito e trasparente, dicono loro. Ben sapendo che un simile appello dovrebbe prevedere la cancellazione dall’albo dei giornalisti dei vari Galdi, Palombo, Verdelli e quindi una rivisitazione delle scelte editoriali più che discutibili.

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Calcio pulito, dicono loro. Trasparente, aggiungono. Basterebbe rileggere solo le prime pagine di quattro anni fa, quando titolarono “Ecco il sistema Moggi“, “Vi sveliamo le ammonizioni mirate“, “Analisi del campionato, partita per partita“. Tutti scoop buoni per aizzare l’odio della piazza, scatenare le ire dei tifosi contro Moggi e la Juve, per vendere di più e inseguire un piano diabolico di cui oggi si cominciano a capire i dettagli. E chissenefrega se il giornalista dovrebbe inseguire e indagare e quindi raccontare la realtà, con oggettività e dignità, con intelligenza e il giusto senso critico. Non è accaduto quattro anni fa, dall’avvento di Verdelli, e non è accaduto in questi anni. Pronti a difendere il padroncino, pronti a firmare colossali figuracce. Da Palazzi a Guido Rossi, da Ruperto a Palombo, da Sacchi ai vari opinionisti obiettivi. Mancava una rubrica di Moratti, una di Facchetti e l’opera sarebbe stata completa.

E ora, dopo le difficoltà estreme nate durante il processo di Napoli che hanno sbugiardato e messo alla berlina il Prof. Palombo, nel tentativo di nascondere l’evidenza di un Rosetti in difficoltà (eppure quattro anni fa la Gazzetta giurava che dietro quegli stessi errori ci fosse Moggi e la Juve, oggi?) e le magagne di Palazzi, lanciano l’appello. Calcio pulito, calcio trasparente. Ma è un ossimoro, di quelli spaventosi: pulizia e Gazzetta, trasparenza e Gazzetta, appello e Gazzetta, beh non sono termini che possono essere legati da una qualche logica. Uno nega l’altro. Peccato, hanno perso un’occasione per evitare un’altra brutta figura.

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