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Calciomercato Juve: analisi del centrocampo

Continuiamo la nostra analisi del calciomercato bianconero, alla scoperta dei singoli reparti. Dopo aver trattato la difesa, in questa puntata accendiamo i riflettori sul centrocampo.

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Quattro fenomeni nel centrocampo della Juve

La regia non può essere affidata a un uomo migliore. Andrea Pirlo guiderà le manovre bianconere anche il prossimo anno, in barba ai 34 anni e a una carriera strepitosa. Con lui il terzetto di centrocampo è fra i migliori al mondo, grazie all’apporto di quantità e qualità forniti da Marchisio e Vidal. Nonostante le voci sul numero 8 bianconero, i tre moschettieri rimarranno saldi nel motore juventino, sicuri titolari del prossimo anno di Conte.

Quello che verrà sarà l’anno della consacrazione di un autentico fenomeno come Pogba. A soli 20 anni il francese ha impressionato con la sua immensa classe, tanto da costringere Conte a varare un nuovo modulo che vedeva tutti in campo i centrocampisti centrali bianconeri. Esperimento che potrà essere ripetuto in alcune partite o in alcune fasi della prossima stagione.

Ricambi di lusso

Se i titolari sono le certezze di Conte, anche la panchina garantisce la giusta qualità nei ricambi. Soprattutto in zona centrale dove i vari Giaccherini e Padoin sono stimatissimi da Conte per la serietà e le performance. Converrebbe inoltre capirne di più sul ruolo e le possibilità di Marrone. Il ragazzo ha dimostrato estrema duttilità, con un inquadramento più vicino a un playmaker di difesa. In realtà Marrone nasce come quello che una volta era chiamato centromediano metodista: gran fisico, ottimo senso della posizione, buonissima tecnica. Uno che sa impostare l’azione, ma che non disdegna la lotta fisica.

Dove vai se l’ala non ce l’hai?

Il problema si pone sulle fasce. L’assenza di Pepe ha pesato non poco sull’economia di gioco e Conte si è dovuto affidare quasi unicamente a Lichtsteiner.

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Isla praticamente inusato e quelle poche volte ha combinato poco o nulla. Di lui ricordiamo il famigerato fallo di rigore di schiena contro il Milan. Acquistato per 9,5 milioni di euro per la sola metà del cartellino, la Juve dovrà trovare i giusti argomenti per non rimetterci. O Conte decide di investire sul cileno o è meglio lasciarlo partire. Magari in uno scambio che faccia comodo ai bianconeri.

Problema di permanenza che non si pone per Asamoah. Il ghanese è prezioso. Un po’ perché a sinistra ha giocato una grandissima prima parte di stagione, dove più volte è stato decisivo per la vittoria finale. Un po’ perché è un jolly che Conte può usare in più posizioni: esterno nel 3–5–2 o interno, all’occorrenza. Il calo di forma subito dopo Natale non dovrebbe più ripetersi se lo staff juventino riuscirà a capirne le cause.

Obiettivi e sogni

Per attuare il vecchio 4–2–4, ormai impossibile da applicare alla rosa attuale, servirebbero due esterni di gran lusso. Tanto per intenderci, servirebbero Robben e Ribery. O Nani e Di Maria. E senza guardare in casa d’altri, ripescando nella memoria bianconera, servirebbero due nuovi Nedved e Camoranesi che hanno fatto le fortune di Lippi e Capello.

Esterni abili tecnicamente, molto più propensi alla fase offensiva che a quella difensiva, con particolare enfasi sulle giocate solitarie. Le vecchie ali come non ne esistono più. In realtà, in Italia, solo Cerci si avvicina alle caratteristiche del giocatore che servirebbe a Conte, ma l’affare è complicato: problemi caratteriali, soprattutto una trattativa complessa con gli amici del Torino. La ricerca, inesorabile, prosegue, con Bale perfetto teoricamente, tranne che per la quotazione da capogiro che pende sul suo cartellino. Più abbordabile Nani, pallino di Conte.

Concludendo. La zona centrale del centrocampo è sistemata, servirebbe giusto capire quale sarà il sostituto di Pirlo dalla prossima stagione (sia che Andrea lasci la Juve o prosegua con i bianconeri). Sugli esterni Conte si aspetta il rientro di Pepe unito a un acquisto di valore sulla sinistra. Isla e Padoin rischiano la cessione (per scarsa fiducia il primo, per sovranumero il secondo). In ogni caso niente paura: la lacuna del centrocampista esterno, nel 4–3–3, sarà colmata con l’utilizzo di un attaccante. Ma questa è un’altra analisi.

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