Chiudiamo il nostro trittico di analisi sul calciomercato juventino puntando il focus sull’attacco. Uno dei reparti più discussi della Juve, nonostante i due scudetti consecutivi e uno dei migliori attacchi in campionato. Paradosso o critica intelligente?

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Lo scorso anno il ruolino degli attaccanti bianconeri fu interessante. E quest’anno l’esperimento è stato ripetuto migliorando le cifre dei singoli. I quattro attaccanti della Juve sono andati tutti oltre le 10 reti stagionali in Serie A. Nessuno di loro ha superato la soglia dei 15 gol, con Vidal capocannoniere stagionale. Come interpretare questo dato?

L’attaccante giusto per Conte

Al di là della vittoria finale, non si può non considerare la tipologia di gioco di Conte nell’analisi degli attaccanti che il tecnico leccese utilizza. Conte ama punte mobili ed eclettiche, molto abili tecnicamente, capaci di aprire gli spazi per gli inserimenti da dietro. Non è un caso Vidal capocannoniere, così come non è un caso la tabella di marcature dei centrocampisti juventini nei due anni di Conte.

Questa tipologia di richiesta non si sposa perfettamente con una prima punta classica. Il gioco di Conte è fatto di tanta manovra e di minuziosa ricerca dei tempi giusti per inserirsi e anfilare la porta. E’ fatto di fraseggio corto, di scambi continui fra chi in avanti riceve palla solitamente spalle alla porta e i trequartisti che devono inserirsi.

Mancando il gioco sulle fasce in stile Bayern Monaco, una prima punta di peso soffrirebbe e non poco. Prova ne sia Matri che se non è innescato a dovere, poche volte riesce a crearsi da solo occasioni da rete. Ecco: attenzione alla frase “da solo riesce a crearsi occasioni da rete”. E’ quello che vorrebbe Conte: un puntero molto tecnico, un vero top player in grado di scatenarsi in solitaria quando la squadra non riesce a girare a dovere, uno capace di servire molti assist e andare in gol con regolarità. Per molti il profilo giusto sarebbe Tevez, che Conte stima parecchio. Per altri Jovetic sarebbe l’ideale, ma la Fiorentina gradirebbe cederlo all’estero. A Marotta il compito di accontentare il tecnico. Entrambi, in ogni caso, hanno nel sangue la capacità di partire esternamente per poi accentrarsi. Entrambi ben si sposerebbero con Llorente e gli altri attaccanti in rosa.

Chi rischia degli attaccanti juventini?

La rabbia, unita alla stima, direbbe che Vucinic potrebbe partire a fronte di una ottima offerta (diciamo superiore ai 16 milioni di euro). A leggere le critiche in giro per il Web, Giovinco dovrebbe essere dimesso. E poi tante sono le voci su Matri e Quagliarella. Nessun dubbio sui nomi di Bendtner e Anelka. Con calma, facciamo un veloce riepilogo.

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Vucinic è il cocco di Conte, colui che gli ha fornito maggiore materiale tecnico da sfruttare. Praticamente un vero regista offensiva, con discrete capacità realizzative. Molti gol pesanti e tantissime giocate, unite a partite anonime che hanno fatto infuriare, e non poco, Mister Conte. Ha un potenziale enorme, alle volte indispone per un atteggiamento molto poco carico. Di norma, il tecnico ama giocatori così e non dovrebbe privarsene, ma per ragioni di cassa un’offerta da 20 milioni di euro basta per lasciarlo andare.

Giovinco sarebbe una scommessa di Conte. Anzi è. E come tale avrà una seconda chance. Il tecnico vede in lui un grande jolly d’attacco e forse si è reso conto di averlo sfruttato non a dovere. Troppo poco fisico per fare la punta spalle alla porta, troppo poco spazio per sfruttare le doti tecniche. A mio avviso la migliore collocazione tattica di Giovinco l’aveva indovinata Gentile nell’Under 21. Sarà l’anno dell’aut-aut: o si consacra o resterà un grande di provincia.

Fabio Quagliarella paga forse il nome troppo italiano. Doti balistiche fuori dal comune, ma un po’ di pause che in una stagione, nella Juve, non ti puoi permettere. Cannoniere in Champions, buon finalizzatore in campionato, soprattutto a livello di minuti giocati, ma lontano dal top player che Conte vorrebbe. Riuscisse a essere più costante sarebbe un attaccante modello, ma la Juve sta cercando proprio nel suo ruolo il campionissimo. Di questi tre, uno andrà via e gli indizi portano a Quagliarella.

Con l’arrivo di Llorente lo spazio per Matri si è ridotto. Non possiamo permetterci il lusso di un bomber che si ferma per 8 mesi, anche se poi è ripartito di buona lena. Alcuni gol pesanti, ma per lui serve un’intera squadra in grado di distribuirgli tanti succulenti assist. Un po’ macchinoso in fase di manovra, difficilmente rimarrà in bianconero. Marotta dovrà piazzarlo per rimpinguare le casse e andare su obiettivi importanti.

Top player o meglio rimanere così come siamo

Cambiare per cambiare avrebbe poco senso. Si cambia solo per migliorare. Higuain potrebbe essere una pedina molto importante, ma la sensazione è che Conte punti a Tevez e/o Jovetic. A meno di clamorose cessioni ne arriverà solo uno.

Cessioni che serviranno, in tal senso, a rinvigorire le casse. Molto c’è da decidere sui giovani controllati dalla Juve: Gabbiadini (rinnovata la compartecipazione con l’Atalanta), Immobile e Boakye su tutti. Il primo verrà girato alla Samp per Zaza, il secondo e il terzo non hanno chance di rientrare alla base. Non quest’anno. Toccherà loro un altro anno in qualche club di seconda fascia e appuntamento al 2014.

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