Puoi riflettere. Puoi stendere ipotesi e valutarle. Puoi cercare di ragionare. Ma difficilmente troverai una spiegazione plausibile all’operazione Llorente.

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Primo ragionamento: la Juve ha risparmiato i prossimi due anni di contratto, vale a dire quasi 20 milioni di euro lordi. Vero, ma anche no. Primo: il budget consideriamolo annuale. Secondo: Llorente porta nelle casse bianconere zero euro, con il budget stipendio-Llorente dirottato altrove.

Secondo ragionamento: la Juve l’aveva pagato zero, ha incassato zero, quindi non perde nulla. Vero, ma anche no. Proprio il fatto che si trattasse di un parametro zero rinforza l’ipotesi che anche solo 1 milione di euro di vendita avrebbe generato 1 milione di plusvalenza netta, molto utile in tempi di fair play finanziario.

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Terzo ragionamento: ma cosa volevi incassare con Llorente? Anche qui la storia parla di un campione del mondo, di un attaccante in piena attività, di un giocatore discretamente forte e con alle spalle vittorie da protagonista (due scudetti, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, finale di Champions League). Impossibile pensare che nessun club fosse disposto a trattare il suo cartellino.

Quarto ragionamento: regalandolo al Siviglia, poi rifili agli spagnoli anche Isla. Completamente falso. Primo: non si capisce perchè i due giocatori vengano considerati come un unico pacco. Secondo: non vi è traccia della trattativa per Isla, e comunque sarebbe stato parzialmente giustificabile solo a firme avvenute anche per Isla. Terzo: dopo il regalo, quale posizione di forza può ora assumere la Juve?

Quinto ragionamento: una simile operazione regala una immagine di una società troppo morbida alla luce dei casi Vidal-Goetze, Draxler-Mkhitaryan, del mega acquisto di Alex Sandro. Si compra al giusto prezzo o con esborsi importanti (Mandzukic, Dybala, Alex Sandro), ma si vende male (a esclusione di Vidal che comunque può essere messo a paragone con Kondogbia, Sterling, De Bruyne, Pedro).

Ultimo ragionamento: il balletto Zaza-Llorente sull’ipotesi di cessione conferma lo stato confusionale della dirigenza arrivata agli ultimi giorni di mercato con l’acqua alla gola. In vantaggio su tutti già a luglio (Neto, Rugani, Dybala, Mandzukic, Zaza, Khedira), non si capisce il motivo per cui a luglio e ad agosto Marotta non sia riuscito a completare la rosa, esattamente come nei piani di Allegri. Fra l’altro, Zaza e Llorente sono giocatori molto differenti fra loro e a livello mentale l’aver anche fatto sospettare a Zaza di essere sul mercato (con trattativa avviata col West Ham e poi stoppata) non fa che picconare le poche certezze del ragazzo ex Sassuolo. Tutto poteva essere gestito meglio.

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