Dybala ok, poi Mandzukic. Zaza preso, poi messo sul mercato, poi quasi ceduto, poi reintegrato. Alex Sandro e Cuadrado, ma fuori Coman. Khedira da verificare. Ok Rugani, ma non può giocare. Llorente regalato, Isla nemmeno piazzato. Persi Pirlo, Vidal (valutato la metà di De Bruyne) e Tevez. Padoin titolare. Ultimo colpo Hernanes (11 milioni per il cartellino).

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Difendere TUTTE queste scelte è dura, soprattutto alla luce della lettura degli 11 titolari negli ultimi match.

Con l’acquisto finale di Hernanes (a titolo definitivo) la confusione è l’unica parola chiave di questo mercato. Se Allegri aveva parlato di potenziare la trequarti a giugno, al 31 agosto la Juve sta per chiudere senza quella pedina. E se le cose andassero male, sarebbe troppo semplice addossare le colpe ad Allegri (che per il secondo anno non può fare miracoli, ma stavolta non si ritrova più la squadra di Conte da gestire).

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Viene da pensare a due cose:

  1. se si voleva operare un ringiovanimento, conveniva puntare sui giovani che la Juve controllava e controlla, spiegando bene il progetto di una stagione col punto interrogativo per costruire il futuro: Gabbiadini, Berardi, Sturaro, Rugani, Zaza. Ringiovanimento poteva significare puntare sulla classe ’90 e rischiare una stagione difficile, non certo l’accozzaglia di giocatori e affari compiuta adesso;
  2. se si voleva rinnovamento, ai tre fenomeni persi dovevano subentrare almeno due fenomeni e un paio di buoni giocatori. Fatti e finiti, cioè giocatori di sicuro rendimento che però non puoi pagare con prestiti biennali o con diritti di riscatto fissati con bonus e criteri vari. Vogliamo rimanere tra le grandi? Ragioniamo da grandi pure sul mercato.

La sensazione è che la dirigenza si sia fatta trovare scoperta dalle decisioni di Pirlo e Tevez, che abbia ceduto al fascino dei soldi per Vidal, e non abbiamo programmato la squadra che Allegri aveva in mente, mettendo in difficoltà il tecnico e inseguendo gli affari e non gli obiettivi (vero grande talento di Luciano Moggi).

La parola al campo, ma per il secondo anno consecutivo si parte fra dubbi e difficoltà. Inaccettabile (alla luce dello stato di salute di questa Seria A).

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