Forse sì, forse no. Calciopoli sarà riaperta? Io ci credo poco, e non perché mancano elementi a favore di una revisione totale dei processi, così da risistemare un po’ di cose a livello di tesserati e società che hanno pagato oltre misura o non hanno pagato proprio. Questo se si vuole riequilibrare una situazione che definire ridicola è addirittura superfluo.

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E pazienza se molti si ostinano a pensare che è stata fatta pulizia o se è stata fatta giustizia. Anzi, proprio tali assurde convinzioni rafforzano il pensiero di chi sin da quell’estate ha gridato allo scandalo e alle manovre politiche per spazzare via la Juve e i suoi dirigenti, unici puniti.

Ma perché dovrebbe riaprirsi Calciopoli? Pochi giorni fa sembravano esserci tutte le condizioni perché il latitante-ma-libero Moratti si presentasse dinanzi a Palazzi a rispondere ad alcune semplici banali domande. In Tribunale il petroliere non ha messo piede, mossa che continuo a non capire, a meno di un patto sottobanco con la difesa di Moggi. Il che vorrebbe dire certi favori concessi dall’accusato in cambio di non so bene cosa. Così la presenza di Moratti da Palazzi non può prescindere dal ragionare sulle sorti di quanto accaduto 5 anni fa. Perché la Casoria ha in mano armi bollenti e non credo abbia le giuste competenze per maneggiarle, visto quanto accaduto di farsesco con i Pubblici Menestrelli e i centinaia di testimoni e mai uno che abbia detto qualcosa a favore dell’accusa. Nemmeno una battuta, nemmeno un cenno con la testa.

Perché che Moratti vada da Palazzi è una cosa orrenda anche solo da pensare. E che si dicono? Moratti staccherà assegni? Magari quel regalino promesso a Bergamo verrà girato a Palazzi? E perché mai si è aspettato un tempo così enorme per mettere in contatto la coscienza con quel poco cervello custodito dentro quella scatola cranica del Procuratore Faccendiere?

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A distanza di anni o riapri il processo e lo porti a revisione, altrimenti perduri quella farsa con la quale distribuiamo risate in tutta Europa. Che poi portarlo a revisione può voler dire e può voler dire niente. Il fatto di non volerlo fare è grave indizio di paura da parte di chi fino ad adesso si è eretto/eletto a paladino dell’onestà salvo dimostrare sempre il contrario. Vale per i Sensi e vale per i Moratti, vale per i Galliani e per i Zamparini e chi più ne ha più ne metta. La cosa triste è che questa banda oggi tiene in mano l’intero calcio e può decidere le sorti di questo gioco. Le sorti del gioco, e come già visto con Calciopoli, le sorti pure di chi partecipa.

Che fine ha fatto l‘indagine su Preziosi e Moratti? E cosa significa richiamare in causa Moggi, a 5 anni di distanza dal suo omicidio sportivo?

Riaprire il caso Calciopoli, doveroso che sia, pare non avere più senso perché non si avrebbero strumenti a sufficienza per riparare gli ingenti danni di 5 anni fa. Persone estromesse resteranno estromesse. E società che hanno subito penalizzazioni non possono redigere alcun bilancio né presentare alcun ragionamento logico per chiedere i danni, che non sono quindi quantificabili. L’obiettivo di Moratti & Co. è stato ormai raggiunto: ottenere tanto di quel vantaggio in termini di tempo da campare di rendita per tanti anni ancora.

Solo che la dignità non ha prescrizione, nè la vergogna. E se milioni di persone oggi sono fiere dell’essere bianconeri, ancora di più dopo quanto accaduto e passato, lo stesso non si può dire per chi tifa il nero e un altro colore, più scuro del bianco. Per la dignità non c’è prescrizione, né tempo per cancellarla.

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