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Nucini e Facchetti in aula scagionano la Juve e inguaiano l’Inter: Calciopoli è finita!

Ieri a Napoli è stata scritta una pagina memorabile della farsa conosciuta con il nome di Calciopoli.

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In aula erano presenti personaggi del calibro di Gianfelice Facchetti e Danilo Nucini, più il presidente Zamparini che non ha potuto partecipare a tutta la recita perché impegnato con un dottore nel tardo pomeriggio. Roba che se fosse una farsa in teatro, appunto, non funzionerebbe e il pubblico si annoierebbe per lo spettacolo volgare, poco serio e davvero indisponente. Invece è tutto vero.

I personaggi sopramenzionati non sono attori, ma sono i principali testimoni di un’accusa che non sa più che pesci prendere, tornando a ricusare un Giudice di cui tutta la categoria dovrebbe andar fiero. Un Giudice, donna sì, ma con due palle da far paura a tutti quelli che sulla carta di identità hanno la lettera M nella casella sesso. Un Giudice che probabilmente ha capito da tempo la farsa che sta andando in scena in un Tribunale dello Stato Italiano e sta cercando di capire se chiudere la storia nel modo dovuto (e saranno dolori per tutti quelli, accusati e difendenti, che stanno partecipando a questa pantomima) o nel classico modo all’italiana, e in quest’ultimo caso la rivoluzione popolare sarebbe una conseguenza logica.

La deposizione di Danilo Nucini ieri mattina ha sfiorato, per lunghi tratti, i limiti più bassi cui un uomo può spingere la propria dignità: di professionista, in prima battuta, e proprio di uomo, soprattutto.

Nucini: Allora, facciamo così: la scheda me l’ha data Marconi e a Torino c’era Garibaldi.

Presidente Casoria: Nucini, Lei si sta squalificando come teste, tutto questo viene registrato, tutto questo che Lei dice.

Una serie di risposte che volevano essere provocatorie e invece hanno con più forza sottolineato cosa è stato Calcioopli. Una serie di atteggiamenti davvero incomprensibili perché, comunque sei in un’aula di Tribunale e sotto giuramento e ciò significa che ogni tua parola viene pesata e può essere passibile di accusa.

Danilo Nucini ha inguaiato, in due ore di deposizione, se stesso e l’Inter di Massimo Moratti, sporcando la memoria di Facchetti che rimane sì un grande professionista del passato (da accertare ci sarebbe quella pesante accusa di doping che coinvolge la Grande Inter), ma che come dirigente si rivela essere soltanto uno dei tanti sporchi personaggi che hanno vissuto il mondo del calcio italiano. Purtroppo restano le dichiarazioni del figlio e quindi di Danilo Nucini, incrociando le quali si arriva a un punto netto e ben definito su cui Palazzi, ma ne dubito fortemente, dovrebbe aprire un fascicolo, in realtà banale pe quanto sono chiari i fatti: l’Inter, nella persona di Facchetti, trafficava con un arbitro in attività, vaneggiando chissà quali indagini sul mondo del calcio. Incontri e telefonate, confessioni e spiate. L’arbitro Nucini ha arbitrato l’Inter. L’arbitro Nucini ha fatto il quarto uomo nelle partite dell’Inter. E’ una PALESE E VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GIUOCO DEL CALCIO. Fino a questo momento, è l’UNICO REATO ACCERTATO E DIMOSTRATO, perché confessato proprio dalle parti.

Risulta evidente durante la deposizione di Facchetti in più parti, ne segnaliamo soltanto una:

PM Capuano: Sa se lui ha mai detto di essersi incontrato con Nucini?

Facchetti: Sì in un momernto di confronto disse di avere trovato riscontro ad una serie di dubbi che aveva su sconfitte ripetute della sua squadra attraverso la testimonianza di questo Nucini.

E molto evidente dai numerosi scivoloni e arzigogoli di Nucini:

Avv. Prioreschi: Lei ha mai detto a Facchetti di far parte dell’organizzazione? Di essere proprio attivo?

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Nucini: No, no, no, mi faccia rispondere, mi faccia rispondere….Questo era impossibile che io confidassi a Facchetti che… perché noi, nell’estate del 2002 abbiamo iniziato un percorso che ho definito “cavallo di Troia” perché sapevamo che nel mondo del calcio c’era un malessere e volevamo scoprirlo.

Basta questo, bastano soltanto questi tre passaggi per rimettere in discussione tutto quanto e far partire STAVOLTA UN VERO PROCESSO.

A tal proposito CHIEDO ad Andrea Agnelli da che parte sta e cosa intende farne della Storia della Juventus, calpestata e violentata da personaggi di questo livello per loro semplici e improponibili percezioni:

Nucini: Le dinamiche che ci interessavano ce le siamo andate a prendere, sul resto erano percezioni.

Avv. Prioreschi: Quindi quando dice che gli arbitri facavano parte dell’associazione erano sue impressioni?

Nucini: Si aveva la percezione.

Presidente Casoria: Non impressioni ma percezioni.

Adesso le chiacchiere stanno a zero.

In aula ci sono tanti avvocati intenti a scagionare i loro clienti, che si chiamano Paolo Bergamo, Massimo De Santis, Luciano Moggi. Non uno di questi ha a che fare con la Juventus, nemmeno l’immenso Direttore che sta combattendo una battaglia tutta sua e personale per restituire ONORE a una storia, quella degli ultimi venti anni di calcio italiano.

Andrea Agnelli: cosa è per Lei la Juventus? Come intende muoversi?

Se non lo fa Lei, toccherà ai tifosi riprendersi la Juventus. A costo di abbattere a fucilato l’Intero Palazzo nel quale vi tenete rinchiusi. A costo di ripartire da zero, dalla Terza Categoria o dai Pulcini.

Da parte mia ho già disdetto tutto quanto: abbonamenti a magazine, a TV, a pay per view e non mi recherò mai più allo stadio fino a quando questa storia non sarà stata affrontata con la serietà che è richiesta.

E i tifosi bianconeri che fanno? Ancora a litigarsi fra loro su Del Neri, Marotta, Martinez e Bonucci? Ma che cosa vi è successo? Ma che razza di paese è questo in cui viviamo? Perché  non partono ora le fiaccolate a favore di una giustizia così volgarmente sostituita da una farsa ormai inaccettabile?

La risposta non può che essere una: è un paese di merda di cui siamo tutti complici. A meno che…

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