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Calciopoli: inquietanti segni da Napoli

Avevo già detto dell’idea di Nicola Penta di non chiamare in aula Tronchetti Provera e Moratti. E avevo palesato un mio grande grosso dubbio. A pochi giorni di distanza la mia idea è rafforzata da un nuovo fatto. Precisamente questo nuovo fatto riguarda il Processo GEA.

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Lo conoscono tutti e sappiamo tutto su questa farsa, praticamente l’epilogo di Farsopoli. Luciano Moggi e il figlio sono stati accusati di violenza personale e unilaterale nei confronti di qualche giocatore. Praticamente avrebbero alzato la voce nei confronti dei propri assistiti. Tutto qui, perché è caduto nel vuoto il concetto di fuorilegge e di cupola mafiosa. E’ addirittura scomparsa l’accusa di organizzazione a delinquere. Di fatto, sul tavolo dei giudici, soltanto qualche spostamento di giocatori fra i migliaia di contratti gestiti dalla GEA. L’entusiasmo attorno a Calciopoli aveva fatto alzare i gomiti a certi avvocaticchi e grandi accusatori poi scomparsi nel nulla non appena la vicenda è giunta davanti a un Tribunale. Dove, comunque, la farsa doveva avere un suo naturale prosieguo. Si attendeva a giorni la sentenza, ma si andrà per le lunghe. Protrarsi dei tempi e ritardi. Sono queste le giustificazioni dei giudici.

Il sospetto che si attendano nuovi (quali?) sviluppi da Napoli è forte, quasi anche logico. Le due sentenze, Napoli e GEA, non possono ostacolarsi a vicenda. Immaginiamo un attimo: Napoli condanna, GEA assolta. Sarebbe una distorsione gigante. E sarebbe pure strano il contrario: Napoli assolve, GEA condanna.

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Appare inevitabile, visto l’accordo sottobanco fra la difesa di Moggi e i colpevoli-de-facto Moratti e Tronchetti Provera et altri, che in entrambi i casi i Moggi pagheranno qualcosa. Se l’associazione a delinquere cade nel processo GEA, sarebbe assurdo ipotizzare la cupola a Napoli. Le due cose non stanno in piedi. D’altronde da Napoli è già uscito e sta uscendo tutta una nuova realtà dei fatti adesso conclamata da prove certe e fattuali a confutazione dell’ipotesi accusatoria. Non un testimone, a Napoli, capace di sostenere l’accusa o portare in aula nuovi spunti per confermare le indagini. Non un documento a favore di Calciopoli, piuttosto tanti casi che esaltano Farsopoli. Casi reali, tipo i mille e più testimoni che si sono avvicendati davanti al Giudice a dire che “io non mi sono accorto di nulla”, “io non ho ricevuto pressioni”, “io non ho falsificato partite”, “io non aiutato”.

Appare anche inevitabile che il processo nascosto influenzi Napoli e la sentenza GEA. Il processo nascosto riguarda Christian Vieri che più di ogni altro ha chiesto che vengano tolti alla Seconda Squadra di Milano gli scudetti maldestramente sottratti ai loro proprietari, confermando come la società nerazzurra agiva a tinte fosche grazie all’aiuto di Telecom, inscenando una finzione divenuta poi realtà grazie a Gazzetta, Controcampo e trasmissioni varie.

Beh, questo ritardo è allora sintomatico di un nulla di fatto. Prima Penta rinuncia, contrariamente alle sensazioni del popolo bianconero e di quei pochi giornalisti che hanno deciso di tenere cara a sé la propria dignità, a testimoni molto molto comodi quali Moratti e Tronchetti, poi la sentenza GEA slitta quando poteva fornire un assist interessante per i processi in corso. Insomma: a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina…

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