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Calciopoli: la Gazzetta a capo di tutto

E’ ripartita alla grande la campagna pro Calciopoli. A capo di tutto, come al solito, l’house organ di chi l’antijuventinismo l’ha eletto a propria prima filosofia di vita. Di fatti nemmeno l’ombra.

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Escono le motivazioni del secondo grado del Processo Calciopoli e i mitici copy della redazione scelgono con oculatezza le parole da mostrare sulla prima pagina del giornale. Questo accadeva ieri. Oggi, invece, spazio a Moratti che grida al mondo “smascherati i colpevoli”. Onestamente ci arrendiamo: troppo bravi, bravissimi. Tanto quanto la disonestà che praticano ogni giorno.

La verità, l’unica verità, la conosciamo bene. Non ci sono prove, anzi ve ne sono di segno contrario rispetto alle accuse infamanti di quel 2006. Non solo: non esiste la Cupola, come già archiviato nel Processo GEA e già nel primo grado di Calciopoli. Di più: per Moggi e per pochi altri ancora in gioco, le pene si sono sempre più ridotte a causa della demolizione del castello accusatorio.

Non basta.

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Le prove sui sorteggi sono piuttosto chiare, ci dispiace ripeterlo: tutto regolare, non è stata avvistata né riconosciuta né provata alcuna irregolarità. Così come le griglie: Moggi ci prova, non le azzecca, mentre altri personaggi e dirigenti riuscivano effettivamente a manovrarle.

Capitolo intercettazioni: in oltre 181 mila files, nemmeno una telefonata che incastra Moggi con un arbitro. Ve ne sono, invece, di un tale Facchetti che chiede, fra le tante telefonate poi ritrovate, di aggiustare una certa statistica con un arbitro (cosa poi effettivamente verificatasi).

Sempre dai dispositivi e dalle sentenze leggiamo di un campionato regolare, quello 2004/2005, e un campionato nemmeno lontanamente sfiorato dalle indagini, quello 2005/2006. Scopriamo invece che i famosi 3 saggi non avevano benedetto per nulla le mosse dell’ex membro del CdA dell’Inter tale Guido Rossi, anzi avevano espresso parere contrario all’assegnazione dello scudetto a una squadra su cui pendevano grossi dubbi.

Ma la cosa più assurda è che in questa faccenda la Juve ne esce sconfitta due volte: per la violenza subita nel corso di Farsopoli, mediatica e a livello di giudizio, e per il fatto di essere stata riconosciuta non colpevole nonostante il sentimento popolare.

L’unico attore a capo di tutto resta la Gazzetta. Ma non pagherà mai le proprie colpe. Esiste proprio per questo, e altri scopi.

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