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Calcioscommesse: “contro ogni ragionevole dubbio”

Dura la vita se fai il Procuratore. Ancora più dura se fai il SuperProcuratore. Il mondo là fuori è cattivo e bisogna lottare per la giustizia. I nemici sono tanti e tanto è il rumore. Ok, cambiamo registro e torniamo alla realtà.

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Il buon Palazzi ha tirato fuori l’ennesimo ritornello estivo. Vale più lui che una decina di rapper che si spremono le meningi per mesi per tirare fuori un tormentone.

L’anno scorso ballavamo al ritmo di “Conte non poteva non sapere” e sulla base del nulla, anzi di prove di segno contrario alle elucubrazioni di Palazzi, per poco non si spinse lo stesso Conte verso la pensione anticipata. Rischiò tantissimo il povero Leonardo Bonucci, danno collaterale di una guerra intestina che la Lega ha attivato da anni contro la gente bianconera.

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Quest’anno è il turno del “ragionevole dubbio”.

Esiste un ragionevole dubbio sul caso Mauri. Un tizio, centrocampista della Lazio, che ha potuto liberamente operare nel calcio pur se è andato in prigione, pur se il processo chissà-come-è-andato, pur se dopo un anno siamo ancora qua a chiederci se in quel 2011 sono successe cose per cui Stefano Mauri, capitano della Lazio, andrebbe giudicato o meno. Dal 2011 al 2013 perché nel frattempo Inter e Milan non interessavano in materia di Calcioscommesse, Criscito ha ceduto il passo in Nazionale, Conte e la Juve sono stati legnati per benino e il Napoli per poco non becca punti in più in classifica perché Gianello risultava un infiltrato in Scommessopoli… e quindi il tempo è andato via per sceneggiare queste farse.

“Ragionevole dubbio” contro “non poteva non sapere”. Per carità: non ci interessa il caso Mauri. Abbiamo stracciato tutti lo stesso, con tanto orgoglio, con tanta più goduria. Non ci interessano le questioni che  lo riguardano, ma certo quel senso di logica a cui siamo aggrappati crolla sempre più. Qui manca la logica delle azioni di questo Palazzi, o meglio manca un minimo di dignità per il ruolo che sta giocando. In barba a tanta gente onesta, in barba a milioni di tifosi che comunque vengono presi costantemente in giro. E mancando la logica, ci chiediamo a che serve anche solo pensare a un processo. Si fa così: diteci con quali tipi di penalizzazioni dobbiamo giocare ed eliminiamo tutte queste sovrastrutture al soldo di pochi, dei soliti. Così da evitarci figuracce internazionali di proporzioni pari ai fallimenti nerazzurri, tanto per intenderci.

E forse, parlando da tifoso, è proprio questo che ci meritiamo: gente di questo tipo, SuperProcuratori che lottano e corrono nell’oscurità per sconfiggere la malvagità. Altro che Batman…

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