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Calcioscommesse: ecco cosa dice il codice

Gli eventi che si susseguono stanno sconvolgendo il calcio italiano: scommesse, combine, accuse di pentiti, perquisizioni, indagini, avvisi di garanzia, interrogatori. Ciò che però emerge, al di là del fatto che siamo in una fase embrionale per decidere responsabilità e corrispondenti sanzioni, è che regna la confusione. Tipico dell’Italia. Allora cerchiamo di fare un pò di chiarezza sugli illeciti che possono essere contestati, e sulle eventuali sanzioni.

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Innanzitutto, oltre all’art. 1 che parla di principi di lealtà, correttezza e probità, ciò che può essere contestato è l’illecito sportivo ex art. 7 Cod. di Giustizia Sportiva, al quale si aggiunge l’art. 9, cioè l’associazione finalizzata alla commissione di illeciti. Chiaro che in questo contesto c’è anche il divieto di scommettere (art. 6). A questi reati corrispondono sanzioni diverse: l’illecito viene punito con l’inibizione, o la squalifica di tre anni con multa di 50mila euro; l’associazione, il reato più grave, può comportare la radiazione, la squalifica a tempo determinato o inibizione temporanea. Nessuna distinzione tra giocatori e dirigenti. L’omessa denuncia è punita con una squalifica non inferiore a sei mesi, più 30mila euro di multa.

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Per quanto riguarda le società i cui tesserati o dirigenti abbiano commesso un illecito, qui c’è da valutare il grado di responsabilità della stessa società: la responsabilità diretta si ha quando è coinvolto il presidente o il legale rappresentante; la responsabilità oggettiva, quella di maggiore interesse perchè in passato ha dato vita a dispute importanti, si ha quando viene coinvolto un qualsiasi altro dirigente o tesserato; la responsabilità presunta parte da illeciti commessi a vantaggio di una società da persone estranee, ma decade quando la società non abbia partecipato o lo abbia ignorato. La sanzione prevista per la responsabilità presunta è un punto, quella per responsabilità diretta è la retrocessione. Come detto, è la responsabilità oggettiva a dare maggiori problemi interpretativi, perchè fino a prima di questo scandalo gli illeciti si commettevano a vincere e ad assicurarsi un vantaggio, ora anche  a perdere. C’è quindi una sorta di rivisitazione dell’istituto: quando l’illecito è a vincere, la sanzione è di 6 punti in classifica, quando invece è a perdere la sanzione è 2 punti di penalizzazione.

E cosa succede se un tesserato ha commesso un illecito quando militava in una squadra diversa da quella in cui si trova attualmente? Questo potrebbe essere il discorso attinente alla posizione della Juventus, e su questo ritorneremo con calma.

Per quanto riguarda il reato del divieto di scommesse, per le società c’è l’esclusione dal campionato, la non assegnazione del titolo di categoria, la retrocessione, e la penalizzazione con uno o più punti in classifica. Per i tesserati la squalifica non inferiore a 2 anni, con ammenda non inferiore a 25mila euro. In caso di omessa denuncia, una squalifica non inferiore a tre mesi, con ammenda non inferiore a 15mila euro.

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