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Cara Juve, tira una bruttissima aria

Fa freddo, ma i miei brividi non riguardano le condizioni meteorologiche. Riguardano l’aria che tira qui in Italia. Una sinfonia magnifica quella suonata da Conte e i suoi ragazzi al Celtic Park. Un0 0-3 fuori casa netto, superbo, caparbio. Con quel meraviglioso “T’ammazzo!” rivolto a Bonucci quando mancavano pochi secondi alla fine della partita. Un gesto sublime, di una forza paurosa: la forza di chi ancora non è sazio per niente!

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A questo, che in Italia è fastidio, non certo orgoglio per chi ha il fegato rovinato da mesi di bocconi amari ingoiati domenica dopo domenica, aggiungo il brutto infortunio a Milito (forza e coraggio, Diego!) che inguaia l’Inter, aggiungo pure il bluff di Mazzarri che all’Europe League non ci ha mai tenuto, aggiungo la partita di questa sera del Milan… sì di venerdì, perché la Lega vuol bene alle squadre che giocano in Coppa. Ma, aspetta un momento: la Juve la mandano di nuovo di sabato? Dopo aver giocato di sabato la scorsa settimana e di martedì in coppa? Mmmh, brutta storia.

E poi aggiungo pure il silenzio su Fuentes. E le non risposte: Milan potrebbe significare in fondo qualsiasi cosa. Un nome di persona, una squadra dilettantistica di ciclismo di seconda categoria (che però si rifornisce come fosse una corazzata di 40 persone), persino una sigla. Magari, studiando per bene le singole lettere la Gazzetta riuscirà a ricondurre il nome Milan alla… Juve, perché no?!? Qualche collegamento dovrà pur esserci.

E per insabbiare il caso la RAI torna a parlare di doping associandolo proprio ai bianconeri. Ma quanto deve essere dura sotterrare la propria dignità di professionisti dell’informazione per garantirsi il pane quotidiano scrivendo cazzate? Chissà se allo specchio questa gentaglia con la tastiera e la penna velenosa riesce a guardarsi senza provare un senso di schifo e ribrezzo. Chissà.

Perché il doping alla Juve è un’associazione puramente fantasiosa. Esiste un Processo, esistono delle carte.  Nessuno le ha mai lette, ma tutti ne parlano. E’ il nostro modo mediocre di affrontare le cose qui in Italia: sparlare, inventare, fantasticare. Doping. Proprio ieri poi che ricorreva il nono anno dalla scomparsa di Marco Pantani. Esiste un termine per caratterizzare i giornalisti che lo hanno massacrato fino a portarlo alla morte: bastardi!

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Il giornalismo sportivo italiano è bastardo, termine molto poco onorevole e perfettamente integrato col lavoro che compiono questi giornalai.

Così, nell’ordine: il Milan può decidere di giocare quando gli pare, perfino cambiare arbitro quando si sente più al sicuro con un Doveri per esempio; la Juve è in balia di un calendario che per legge dovrebbe essere modificato (chi gioca in Coppa riceve solitamente un trattamento di favore, proprio per spirito campanilistico e per una logica davvero elementare); la RAI torna a macinare sul doping, quando in realtà dovrebbe aprire una indagine sia pur giornalistica sul Milan e gli appunti del Dottor Fuentes (questo al mio paese si configura come prova: ora cerchiamo quelle a discolpa!); la Gazzetta torna a calcare la mano sul Calcioscommesse infilando Conte laddove possibile.

Per non dimenticare che i cori su Balotelli li sentono tutti, ma i cori su Heysel e il coro “se saltelli muore un altro Agnelli” non se li fila nessuno. Come se fosse una gara a chi è più imbecille e in questo caso stanno comunque vincendo gli altri, non certo noi. In Scozia ci siamo andati per tifare e siamo tornati carichi a molla per una prestazione magnifica. Altri accoltellano, invece.

Infine, e qui godiamo davvero tanto, riusciamo finalmente a capire il motivo per cui hanno arrestato Cellino. Quello che qualcuno aveva eletto a martire dei bianconeri per le questioni di stadio e non si sa bene di preciso cosa, ma l’importante è dar contro alla Juve. Domani pubblicheremo tutto. Se Cellino è dentro, ma uscirà presto, Preziosi resta ancora fuori nonostante l’ennesimo fattaccio.

No cara Juve, tira una bruttissima aria. E io ho i brividi. E il meteo non c’entra nulla.

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