Come ormai spesso capita, la prima pagina di Tuttosport è imbarazzante. Considerarlo la roccaforte degli juventini risulta un’operazione di fantasia sufficientemente ridicola. E’ certamente un giornale vicino alla Juve, ma quantificare, e soprattutto qualificare, il termine vicino non è semplice. Ma vado subito al sodo.

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Tuttosport si è impegnata, dopo il 2006, a costruirsi un ruolo di primo piano nel vasto panorama di chi-comunque-la-Juve-deve-sparlarla! Ottimo il lavoro su Calciopoli, roba da Premio Pulitzer visto quello che hanno combinato tutti gli altri giornalacci. Alvaro Moretti ha firmato articoli quanto più vicini alla verità, e in questo Paese è già un miracolo che li abbiano pure stampati su carta. E con lui altri redattori molto molto validi. Ma chi firma certi editoriali e chi sceglie il titolone in bianco su sfondo blu ho paura che con la Juve non c’entri nulla. Proprio nulla.

Oggi il titolo è “Stupefacente”, volgare allusione alle parole di Del Neri in conferenza stampa prima del match contro il Parma.

Io non ci sto. Questi signorotti dalla penna libera dovrebbero imparare prima di tutto a usare la testa, poi vengono le tirature e i numeri in sé. In realtà in questo paese l’ordine di priorità è stato largamente invertito: prima i numeri, poi eventualmente la realtà e la dignità professionale. Ma sono dettagli, e mi scuso per l’inconveniente della puntualizzazione.

Mister Del Neri non avrà certo fatto un campionato di alto livello. I risultati sono più che evidenti e la non-soddisfazione dei dirigenti, a partire da Andrea Agnelli cui nessuno potrebbe mai insegnare cosa è la Juve, passando per Marotta e Paratici, è palese. Attaccare il professionista non solo è lecito, ma doveroso se si vuole giocare il ruolo di opinionista e critico sportivo. Magari sarebbe opportuno stare ai fatti, anziché alzare costantemente la voce sparando titoli a effetto, ma privi di contenuto, ma anche questo, purtroppo, è un dettaglio.

Quando però si attacca l’uomo e si mischia l’analisi sportiva con la satira, mal riuscita, allora il tutto diventa riprovevole, piuttosto volgare e non fa ridere, né riflettere, né accende un minimo di dettaglio.

Io potrei rispondere a quel titolo con un altrettanto identico titolo riferito a chi firma quelle prime pagine. Ma tento ancora una volta di stare ai fatti.

Se Del Neri ha risposto in quella maniera, il motivo è da ricercarsi negli stessi attacchi che gli sono stati inflitti. Mi spiego ancora meglio.

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Quando le cose sono precipitate, dall’infortunio di Quagliarella in avanti, a Del Neri veniva costantemente rinfacciato il punteggio, i punti, i dati sui gol fatti e presi e via dicendo. Ragionare sui numeri solo quando si vogliono cercare argomentazioni contrarie è da bambini, di quelli odiosi, di quelli cui non faresti volentieri il regalo. E allora partiamo coi numeri.

Del Neri ha semplicemente ricordato che attaccarlo su questi dettagli è inutile, dannoso pure per chi tenta di sferrare l’attacco.

Nell’anno 2009/2010 la Juve ha subito 15 sconfitte a fronte di 16 vittorie. Mentre Del Neri quest’anno, a 2 partite dalla fine del campionato, è a quota 9 per quanto concerne le partite perese e 15 circa i match vinti.

Nell’anno 2010/2011 la Juve aveva subito 56 reti segnandone 55: fatto storico di enorme valore, in senso negativo ovviamente. Quest’anno la Juve di Del Neri ha segnato già 55 reti e ne ha subite 44. Un’enormità, ma a chi gli chiedeva un miglioramento rispetto lo scorso anno, eccolo: i dati sono questi. Nudi e crudi. Il discorso qualitativo è certamente differente: ero abituato con Lippi e Capello a stare sempre sotto i 30 gol subiti a campionato, specialmente con Lippi ad avere la migliore difesa. Quest’anno mi sono accontentato, senza bomber, di essere il miglior attacco per lunghi tratti del girone d’andata: anzi, per tutto il girone d’andata.

Il dato clamoroso è il fatto che la Juve, nei confronti di chi la precede, ha un ruolino impressionante: ha stracciato le romane, battute le milanesi, è in vantaggio sull’Udinese, manca la sfida col Napoli (andata: 3-0 per i partenopei). Il difetto è contro le piccole e contro chi la segue.

C’è di più. Il lavoro sul gruppo di Del Neri è stato eccezionale. La Juve non si è mai disunita, la Juve è rimasta compatta, con uno spirito che vorrei rivedere anche il prossimo anno. Di aiuto reciproco, di difesa reciproca anche quando le cose andavano malissimo. Spero solo che i risultati possano aiutare i ragazzi in questo processo di crescita. Negare questa crescita significa voler male alla Juve. Il che non equivale a dire che le cose, così come stanno, sono eccezionali. No, io questo non l’ho mai detto, solo mi ricordo la depressione del campionato scorso.

Che poi Del Neri abbia azzeccato qualche mossa e sbagliato molte mosse, questo è ridicolo anche solo puntualizzarlo. Proprio per questo non condivido gli attacchi pesanti alla sua persona. In confronto a chi scambia i colori, in confronto a chi ha mostrato comunque poche innovazioni tattiche. Io non credo che il lavoro degli allenatori che precedono Del Neri sia stato migliore rispetto a quello di Del Neri. Per questo non condivido chi vorrebbe Mazzarri alla guida della Juve. Per questo non capisco come si possa pensare ad altro.

Il lavoro dell’uomo Del Neri è molto positivo. Ha difeso a oltranza, come faceva Moggi, la sua creatura. Quando tutti gli davano contro. E vergognosamente ha ricevuto più fischi che applausi in questo contesto. Mentre era giusto fischiare, anche se la mia filosofia di tifo è esattamente un’altra, quando ha schierato delle Juventus indecenti. Ma non sono tutte sue le colpe. Vanno adeguatamente distribuite. Quando qualcuno capirà questo, allora, forse, la Juve potrà continuare a crescere. Perché continuare a negare che questa Juve sia partita dal basso, da un punto moooolto basso, è ridicolo quanto il lavoro di chi disegna le prime pagine di Tuttosport.

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