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Caro Travaglio, sarebbe credibile se…

Ancora un attacco. Mancava solo lui all’appello. E non poteva certo mancare. Quando c’è da fare casino, sporcare le acque ed ergersi a tribuno ecco che Travaglio decide di entrare in azione.

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L’attacco non lo commentiamo più: non ci prestiamo ai giochetti volgari.

Ma una cosa la dobbiamo dire al signor Marco Travaglio. Vede le sue filastrocche le conosciamo fin troppo bene, anzi saremo pure capaci di scrivere i pezzi al posto suo. Sono sempre i soliti.

Ma i suoi pezzi acquisirebbero un minimo di credibilità e sarebbero seri se, e solo se, i suoi argomenti toccassero tutto l’universo calcio. Ci spieghiamo meglio.

Il mondo del calcio è marcio? Bene, e perché lei decide di puntare il dito solo su un obiettivo? Lo ha già fatto contro Berlusconi per anni, forse ora ha scelto l’avversario più comodo e cioè la Juve. E con ciò dimentica tutti gli spunti su cui indagare, su cui scrivere i suoi pezzi che, prima o poi, dovrà decidere se inserirli nell’archivio “satira” o nell’archivio “inchiesta”. Qualunque sia la scelta, si fidi, sarà comunque sbagliata. Chissà cosa direbbe Indro Montanelli…

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Di che spunti stiamo parlando? Beh lei dimentica tutto il materiale sulla squadra del cuore del suo amico Gomez. Dimentica perfino, ed è questa la conferma dei suoi pregiudizi e della scarsa credibilità dei suoi pezzi, tutto quanto concerne l’universo Milan. Dimentica perfino Preziosi, dimentica di accennare ai fatti che non riguardano espressamente la Juve (ammesso che il Calcioscommesse riguardi la Juve). Perché?

Sarebbe carino vedere i suoi sforzi dividersi fra i vari argomenti che offre il calcio. Invece ciò non accade.

Perché a lei non interessa la verità. Non interessa ricercarla né raccontarla. Interessa semplicemente il più comodo argomento su cui scrivere i suoi pezzi, in modo veloce e facile. Perché basta sputare fango, basta scrivere le solite locuzioni ormai diventate famose, basta mettere assieme un’accozzaglia di concetti triti e ritriti e… oplà, il pezzo è pronto per essere pubblicato e intascato. Poi chissenefrega se sono tutte fregnacce. Come diceva il brande Arnold Bennet

I giornalisti asseriscono cose che sanno che non sono vere, nella speranza che se le ripetono a lungo diventino vere.

Ogni Paese ha la classe politica e i giornalisti che si merita. Vuol dire che ci meritiamo il peggio.

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