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Cassano, i soldatini e l’arte di improvvisare

Lo show deve avere un suo protagonista. Che sia il Presidente o l’ultimo arrivato non importa, tanto conta lo spettacolo, il puro spettacolo offerto al pubblico. Sembra questa la mission dell’Inter che affida a Cassano l’ultima uscita dopo quella di Moratti sulla Giustizia Sportiva.

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Dopo aver sfruttato il Milan per curarsi personalmente, in barba a ogni tipo di riconoscenza quando capitano fatti umani di quel genere e non già meramente sportivi, ecco Fantantonio dice la sua sulla Juve:

Ho già rifiutato tre volte la Juve: lì vogliono solo i soldatini, io sono uno che spesso esce dai binari.

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Bisognerebbe mettersi d’accordo sulla parola “soldatini”. Se si intende una questione esclusivamente di educazione, allora si fa fatica a dare ragione ad Antonio Cassano. L’anarchia, tattica e umana, non ha mai portato benefici a un gruppo e purtroppo il calcio è fatto di un gruppo di persone unite per raggiungere un unico obiettivo.

L’essere un soldatino non significa violentare le caratteristiche, personali e tecniche, di un giocatore tanto è vero che la Juve è la squadra che può vantare il maggior numero di Palloni d’Oro conquistati. Di fantasisti la storia bianconera è piena, ultimo in ordine di tempo un certo Alessandro Del Piero. Così come è piena la storia di bianconeri che amavano uscire dai binari come dice Cassano. Uscire dai binari sì, uscir di testa come fa lui certo che no.

Di certo c’è che lo stile Juve non presuppone la mancanza di rispetto verso nessuno, in particolar modo verso i tifosi. Le cassanate non possono avvenire se vesti la maglia della Juve e allora è un bene che Antonio non abbia mai messo piede a Vinovo in questi anni. A noi serve ben altro. Per esempio serve gente che faccia vincere un squadra, un gruppo. Forse è proprio qui l’inghippo sul passaggio di Cassano alla Juve…

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